Podere il Castellaccio con FIVI Toscana

L’11 dicembre venticinque produttori di FIVI Toscana sono stati i protagonisti di un particolare aperitivo in cinque diversi punti di Milano per raccontare, attraverso i loro vini, storie, luoghi e vitigni.

In una fredda giornata meneghina FIVI Toscana propone un insolito aperitivo. “Aperitivo con il Toscano”, questo il nome scelto dai vignaioli indipendenti per il loro evento a Milano che è stato un momento non solo di degustazione ma anche di incontro con i produttori. Non c’è, infatti, miglior modo per scoprire cosa c’è dietro un calice di vino se non quella di incontrare di persona chi quel vino l’ha pensato, creato e vissuto. Chi lavora in vigna coltivando le sue uve, chi quotidianamente porta il suo piccolo e prezioso contributo alla conservazione di un paesaggio, di una biodiversità e di un “saper fare”. Si tratta dei vignaioli, rappresentanti non solo dell’artigianalità del vino, ma anche di un sorso di cultura e tipicità, legata al proprio territorio di appartenenza. Sono queste le premesse che hanno spinto la delegazione Toscana della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) a decidere di organizzare un evento diffuso a Milano: in un’unica giornata 5 eventi in contemporanea, con l’obiettivo di offrire agli appassionati di vino della città la possibilità di trascorrere qualche ora in compagnia all’insegna del buon vino toscano.

Alessandro Scappini e Nicola Franchino

Tra le varie aziende troviamo Podere il Castellaccio; un azienda quasi nascosta sulla sommità di una collina di Castagneto Carducci circondata da boschi, vigne e ulivi, dominante la campagna e il mare della Costa degli Etruschi.
Una produzione che si divide tra vino e olio extravergine di oliva; olivi secolari e vigneti ripristinati e incrementati con nuovi impianti per volere delle nuove generazioni per dare un nuovo input a quest’azienda. Un vigneto dai quarant’anni di storia rappresenta la tangibile testimonianza di una tradizione tramandata nel tempo, antichi cloni di Sangiovese, Ciliegiolo, Foglia Tonda e Pugnitello, quasi scomparsi dal patrimonio viticolo locale, sono oggi il centro di un’accurata operazione di recupero e valorizzazione al fine di esprimere il loro potenziale qualitativo.

Podere il Castellaccio vigneti

Da questi principi nascono vini capaci di coniugare storia tradizione e natura di un “terroir” unico, in perfetta linea con la filosofia FIVI.

Un sorso dal passato con lo sguardo verso il futuro“, questo il pensiero di Podere il Castellaccio per raccontare il territorio attraverso il recupero di antichi cloni, indissolubilmente legati alla tradizione vitivinicola toscana, nello specifico della zona di Bolgheri.
Due i vini portati in degustazione Valénte e Dinostro due vini diversi ma fratelli legati dal vitigno Sangiovese.
Le uve, coltivate solo con metodi naturali, sono seguite con cura meticolosa durante tutte le fasi vegetative, con particolare attenzione al periodo di maturazione e vengono vinificate nella cantina aziendale con l’uso di lieviti indigeni.

Dinostro 2016 è un Sangiovese in purezza. Un bouquet riservato e variegato dove i sentori sono quelli del Sangiovese che va dal fruttato allo speziato; delicate le note di sottobosco e piccoli frutti a bacca nera, ben presenti note mediterranee con un tocco di minerale. Scalpitante per la sua gioventù, buona l’acidità così come l’esuberante tannino, un vino ancora in evoluzione.

Valénte 2015 è l’espressione più autentica dei vitigni toscani: 70% Sangiovese e un 30% suddiviso tra Ciliegiolo, Foglia Tonda e Pugnitello. Al naso note eleganti fruttate e speziate, ben presenti la visciola e i piccoli frutti a bacca nera, non mancano note dolci di vaniglia e sentori balsamici e resinati. Fitta ed elegante la trama tannica, in evoluzione verso morbide sensazioni vellutate, perfetto in abbinamento con prodotti del territorio, dai formaggi ai salumi, dai primi piatti a base di sughi di carne alla più classica carne alla brace.

Entrambi sono affinati per un periodo di circa un anno in botti da 20 ettolitri.

Podere il Castellaccio

Consigli per la degustazione…una visita in loco perché solo vedendo e ammirando il bellissimo paesaggio di Podere il Castellaccio si può capire la grande passione che Alessandro Scappini mette nel suo lavoro e nei vini che produce.

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