Ricordi di Sciacchetrà

Cinque Terre Sciacchetrà un vino da riscoprire

Chi non conosce le Cinque Terre, quel frastagliato tratto di costa della Riviera Ligure di Levante situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero? Sicuramente tutti…anche solo per fama. Lo stesso non accade per il passito più raro e prezioso di questa zona: lo Sciacchetrà!

Lo Sciacchetrà si ottiene dai vitigni Bosco (min. 40%), Albarola e Vermentino (max. 40%). Si tende comunque a preferire l’uva Bosco in quanto la buccia degli acini è più resistente e quindi si presta meglio all’appassimento senza rompersi. Colore: un giallo dorato con riflessi ambrati, di bella vivacità; profumo: intenso di vino passito, caratteristico profumo di miele, piacevole; sapore: da dolce ad abboccato, armonico, di buona struttura e di buon corpo, piacevole e lungo in bocca con retrogusto mandorlato;

I colori dello Sciacchetrà

Nel Cinque Terre Sciacchetrà è ammessa anche la menzione “Riserva”.

Da giovane accompagna molto bene i formaggi piccanti e dolci di buona consistenza, quale il classico pandolce genovese, mentre dopo un adeguato affinamento diventa vino da meditazione.

Sciacchetrà e il mio ricordo di quasi dieci anni fa

Circa 10 anni fa visitai la Cantina Sociale delle Cinque Terre ed è stata un’esperienza indimenticabile. Per questo che vorrei condividere quello che mi ha raccontato un’impiegata che lavorava lì.

In questa zona, più di cinquecento anni fa non esisteva la terra, c’era solo un pendio di roccia. Poi i nostri vecchi hanno cominciato a rompere le rocce per avere un po’ di spazio per coltivare. I terrazzamenti che vedete, sono fatti tutti di rocce sbriciolate. Non essendo molto fertili hanno piantato le viti.

Guardate intorno a voi…tutti questi terrazzamenti sono stati creati dai nostri antenati con le loro mani. Le uve dei vigneti vicini al mare si vendevano immediatamente dopo la vendemmia come uve da tavola trasportandole via mare. Così si ricavava subito del denaro. Invece con le uve dei vigneti lontani dal mare si usavano per fare un vino dolce che veniva venduto l’anno successivo.

Panorama_agricole_delle_Cinque_Terre

Le famiglie di quei tempi erano numerose e come eredità il padre lasciava ai figli un po’ dei vigneti vicini al mare e un po’ dei vigneti lontani dal mare, così per non fare torto a nessuno. Le donne non erano molto considerate perciò quando sono nata io, i miei genitori avevano già due figlie femmine senza maschi e mia nonna per la vergogna la domenica, subito dopo la mia nascita, non è andata alla messa. (Ma pensate…questa impiegata aveva circa cinquanta anni, quindi è una storia abbastanza recente!)

Le case erano strette ma con tanti piani per non occupare tanto spazio nella terra creata. Vedete! Tutte le case sono alte…quattro/cinque piani… Quando lo Stato ha deciso di portare la ferrovia la gente ha protestato facendo delle barricate. (In quel momento ho intuito che la parola “BARRICATE” viene da barrique perché per impedire il passaggio, si mettevano delle barrique.)

Poi la gente ha cominciato a lavorare come impiegati nelle città vicine. In questo modo erano sicuri di ricevere dei soldi ogni fine mese.

Le vigne, con il succedersi delle generazione, si sono ormai frammentate e sono diventate troppo faticose da coltivare. Solo le vigne vicine alle strade sono in produzione, il resto è abbandonato e tornato come cinquecento anni fa. Quando sento il campanile che suona a lungo, mi scappa una lacrima…perché vuol dire che un’altra vigna sta’ scomparendo.

Cinque_Terre

Qui alle Cinque Terre la gente ha vissuto senza curarsi troppo del mare. Se chiedete a qualche anziano “Dove è la spiaggia qui vicina?” la gente non vi risponde. Questo solamente perché hanno zappato tutta la vita e il mare era dietro le loro spalle. Non hanno mai visto il mare.

Sono passati quasi dieci anni da quando ho ascoltato questa storia, ma durante una degustazione di tre meravigliosi Sciacchetrà mi è tornato tutto in mente. La dolcezza dello Sciacchetrà oggi mi sembra quasi meno dolce.

Mentre il relatore ci spiegava i vini, la mia mente correva su quei pendii strappati alla roccia dalle mani nude di tanti uomini.

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