Sfumature di Kalterersee

Kalterersee DOC, l’altoatesino che ama confrontarsi

Lago di Caldaro è un vino prodotto dalle uve autoctone della Schiava di questo lago di cui porta il nome. La Schiava, in tedesco “Vernatsch”, dal latino vernaculus, ovvero domestico, è una varietà autoctona di lunghissima tradizione, menzionata in documenti già alla fine del medioevo. Vitigno autoctono per eccellenza, per anni è stato quello più coltivato, arrivando anche all‘80% del totale delle uve prodotte in Alto Adige.

La DOC “Lago di Caldaro” o “Caldaro” in lingua tedesca rispettivamente “Kalterersee” o “Kalterer” prevede l’utilizzo di min. 85% di uve Schiava. Simbolo, non solo della zona di Caldaro, ma anche dell’Azienda Kellerei Kaltern, portabandiera di questo vitigno. Attorno agli anni ’80 il Kalterersee aveva perso la sua identità e, seguendo gli interessi economici, era diventato un vino leggero, poco impegnativo, semplice e da bersi giovane.

Tobias Zingerle direttore Kellerei Kaltern

La Cantina Kaltern, negli ultimi anni, con grande impegno e dedizione, ha voluto ridare la giusta identità a questo vino. Il Kalterersee è un prodotto di grande piacevolezza, immediato, fresco, con un titolo alcolometrico contenuto, da degustarsi a circa 14 gradi per poter apprezzare al meglio la sua personalità.

Da due anni la Cantina Kaltern va testimoniando in giro per l’Italia come il vino più rappresentativo della sua produzione – uva Schiava in versione Lago di Caldaro – sia capace di parlare alla pari con altre culture e altre abitudini alimentari. Nel 2016 a portarlo in giro per l’Italia ci hanno pensato i Pirati del Kalterersee, che in sella al loro tandem e con una bella riserva di bottiglie hanno percorso tutta Italia, da Caldaro a Capri, presentandosi bicchiere alla mano in ristoranti, pizzerie, aziende di prodotti alimentari tipici, mercati rionali per dimostrare come questo vino del nord si sposi perfettamente con mozzarella di latte di vacca rossa, pappa al pomodoro, crudo di pesce, baccalà fritto, pizza, pecorino di Pienza.

Sfumature di Kalterersee

E proprio su questa scia Kellerei Kaltern ha voluto continuare e abbinare ai piatti della cucina della Trattoria Trippa, a Milano, alcuni vini dell’annata 2016, tre diverse interpretazioni della Schiava. Tre le batterie abbinate a un menù volutamente privo di speak: battuta di fassona, polpo arrosto con carciofi e salsa al vino rosso e vitello tonnato.

Kalteresee Classico Superiore: il più easy e “classico”, affina in botti di cemento; il naso regala sentori di frutta rossa, ciliegia, lampone, ribes e fragola, al gusto si ritrovano le note fruttate e una caratteristica nota, sul finale, di mandorla amara.

Leuchtenberg Kalterersee Classico: affina in vasi vinari di cemento; il naso è un po’ più cupo, ma con le caratteristiche note di frutta rossa, fragola e ciliegia, si apre pian piano nel bicchiere. Al gusto, come al naso, si nota una complessità leggermente superiore.

Pfarrhof Kalterersee Classico Superiore: matura in acciaio e in botti di legno grandi. Un naso elegantemente articolato, bella la sapidità e la morbidezza, note vanigliate in sottofondo così come il tannino. Di questa tipologia è stata proposta una mini verticale 2010, 2008 e 1997 a dimostrazione della longevità del Kalterersee che dopo vent’anni ha mostrato ancora una buona quanto inaspettata freschezza. A bottiglie bendate, nella stessa batteria, sono stati serviti: Pfarrhof Kaklterersee 2015, Morgon Domain Joseph Chamorard 2014 e Mercury Premier Cru 2013 Bouchard Père & Fils tra i quali non solo non ha sfigurato, ma anzi una degustazione che ha riservato non poche sorprese.

Per l’occasione è stato presentato in anteprima assoluta il kurnst.stück 2016 ossia il vino capolavoro della cantina in cui l’uva protagonista non poteva che essere la Schiava. Sarà commercializzato solo in magnum ed è in fase di selezione l’etichetta che lo vestirà.

La Cantina Kaltern

Cantina Kaltern è oggi, con i suoi 680 soci ed i loro 480 ettari di vigneto, la più grande interprete della Schiava versione Lago di Caldaro (Kalterersee Doc). Hanno quindi inevitabilmente un ruolo di primaria importanza i vini prodotti con questa uva, cui si affiancano il Pinot Bianco Vial, i Sauvignon Stern e Castel Giovanelli, il Moscato Giallo Serenade

kurnst.stück 2014
No Comments Yet

Leave a Reply