Uno sguardo approfondito sul Regno Unito è arrivato da Patrick Schmitt MW, editor-in-chief di The Drinks Business, che ha analizzato le opportunità di crescita dei vini a basso tenore alcolico nel mercato britannico. Lo studio presentato ha evidenziato come il cambiamento degli atteggiamenti dei consumatori verso il consumo di alcol e l’introduzione di sistemi fiscali sempre più legati alla gradazione alcolica stiano ridefinendo il settore vinicolo nel Regno Unito. In questo contesto, i vini low alcohol rappresentano quindi uno dei segmenti più promettenti in termini di sviluppo. L’analisi ha messo in luce come la domanda sia trainata dalla ricerca di prodotti più leggeri, adatti a un consumo moderato e compatibili con stili di vita orientati al benessere. Al tempo stesso, Schmitt ha sottolineato l’importanza di individuare corrette strategie di posizionamento, prezzo e distribuzione per intercettare efficacemente questa crescita. In questo contesto i vini della denominazione Garda DOC rappresentano una risposta alla domanda del mercato, grazie alla propria vocazione alla freschezza, alla bevibilità e alla versatilità, di sviluppo in un mercato che continua a premiare le proposte innovative senza rinunciare alla qualità e all’identità territoriale.

Particolarmente significativa anche l’analisi del mercato tedesco presentata da Karin Eymael, editor-in-chief di Weinwirtschaft e Meininger’s International. I dati illustrati hanno mostrato una crescita molto sostenuta del segmento dei vini analcolici e a bassa gradazione, trainata da una maggiore attenzione alla salute, dall’innovazione tecnologica e dall’evoluzione degli stili di vita  pur in un contesto di riduzione generale dei consumi di vino.  Secondo Eymael, i vini naturalmente a basso tenore alcolico, nel mercato tedesco che continua a rappresentare uno dei principali mercati mondiali e un partner strategico per il vino italiano, possono rappresentare una concreta opportunità per le denominazioni capaci di coniugare autenticità territoriale, sostenibilità e qualità.

 

Il tema dell’evoluzione culturale del consumo è stato approfondito da Alessandra Piubello, giornalista di Decanter che ha affrontato il tema dei vini low alcol da una prospettiva tanto concreta quanto strategica, interrogandosi sul loro ruolo nel futuro del settore. Più che fornire risposte definitive, il suo intervento ha aperto una riflessione sul rapporto tra innovazione, identità e nuove abitudini di consumo, evidenziando come la vera sfida per il mondo del vino sia comprendere e accompagnare il cambiamento senza perdere autenticità e valore culturale.

Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata dall’enologa e wine expert Sissi Baratella, durante la quale relatori, giornalisti e produttori hanno condiviso riflessioni e strategie per il futuro della denominazione. Dal confronto è emersa la necessità di continuare a investire nella ricerca, nella comunicazione e nell’analisi dei mercati internazionali, valorizzando al tempo stesso i punti di forza che rendono Garda DOC una realtà unica nel panorama vitivinicolo italiano: versatilità produttiva, identità territoriale e capacità di intercettare i cambiamenti dei consumatori.

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