Una denominazione in forte crescita, capace di interpretare i cambiamenti del mercato e di guardare alle nuove esigenze dei consumatori internazionali. È questo il messaggio emerso dal convegno “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, promosso dal Consorzio Garda DOC presso la Dogana Veneta di Lazise. L’incontro ha riunito studiosi, giornalisti e opinion leader internazionali per approfondire il ruolo che i vini a basso contenuto alcolico e le nuove tendenze di consumo potranno avere nello sviluppo futuro della denominazione.

Affrontare oggi il tema dei vini a basso contenuto alcolico significa leggere con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il settore vitivinicolo a livello globale” ha dichiarato Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. “Sempre più consumatori ricercano vini versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità, all’autenticità e al legame con il territorio. In questo scenario il ruolo di una denominazione è quello di interpretare il cambiamento con responsabilità e visione strategica, trasformando le nuove tendenze in opportunità di crescita per le imprese. Come Consorzio siamo stati la prima denominazione italiana a introdurre nel disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, una scelta pionieristica che testimonia la volontà della DOC Garda di innovare e di fornire ai produttori strumenti concreti per rispondere alle richieste dei mercati internazionali, rimanendo al tempo stesso saldamente ancorata ai propri valori identitari. È proprio con questo spirito che nasce questo convegno all’interno di Garda Wine Stories: un progetto che non vuole limitarsi alla promozione della denominazione, ma che si propone come osservatorio permanente sui principali mercati del vino, sui consumatori e sulle tendenze che ne influenzano le scelte. Mettere attorno allo stesso tavolo analisti, giornalisti, Master of Wine, operatori e produttori significa costruire conoscenza, favorire il confronto e offrire alle aziende strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide future. Il Garda è un territorio che ha sempre saputo evolversi senza perdere la propria identità: la crescita della nostra denominazione passa dalla capacità di guardare avanti, investire in innovazione e continuare a valorizzare ciò che ci rende unici nel panorama vitivinicolo italiano.”

Ad aprire i lavori il Presidente del Consorzio Garda DOC, Paolo Fiorini ha illustrato l’evoluzione della denominazione e i risultati raggiunti negli ultimi anni. Con oltre 23 milioni di bottiglie imbottigliate nel 2025, la DOC Garda ha registrato il proprio miglior risultato storico, consolidando un percorso di crescita iniziato nel 2016 e sostenuto dalla capacità di proporre vini contemporanei, versatili e in sintonia con le richieste dei mercati. Tra le più recenti innovazioni introdotte dal disciplinare spicca la possibilità di produrre il Garda Garganega con una gradazione minima di 9% vol., scelta che pone la denominazione all’avanguardia nell’interpretazione delle nuove esigenze di consumo.

Sul fronte normativo e produttivo, il Professor Eugenio Pomarici dell’Università di Padova ha delineato lo scenario dei prodotti vitivinicoli a grado alcolico nullo o ridotto, evidenziando come il segmento NoLo rappresenti oggi uno dei fenomeni più dinamici del panorama vitivinicolo mondiale. Pur trattandosi di un mercato ancora giovane, i tassi di crescita risultano significativi e in controtendenza rispetto alla contrazione dei consumi di vino tradizionale. In base ai dati esposti dal Prof. Pomarici, il successo futuro del comparto dipenderà dalla capacità di migliorare ulteriormente la qualità organolettica dei prodotti, dall’evoluzione delle tecnologie di dealcolazione e dal sostegno alla ricerca e all’innovazione.
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