Mentre il Monferrato casalese celebra l’ingresso in società di una nuova etichetta “forestiera” firmata da Enosis Meraviglia, che pone in evidenza la vocazione dei suoli monferrini, l’eno-scienziato Donato Lanati coglie l’occasione per una riflessione su vino e territorio.

E’ successo lunedì 12 gennaio a Pontestura (AL), in occasione della presentazione ufficiale del Monferrato Rosso doc “Zenit” dell’Agricola Tenuta Genevrina di Ozzano Monferrato, un rosso di 14,5° e una bella personalità, vinificato con uve Merlot che, proprio in pochissimi appezzamenti del Monferrato, hanno trovato le condizioni ideali per esprimere appieno identità e carattere.

“Il Monferrato sta per esplodere” ha commentato Lanati forte della sua esperienza, il quale, assommando le sue diverse consulenze, conterebbe oggi ben 1022 anni, evidentemente non anagrafici, ma esperienziali. “Il mondo sta cambiando mettendo in crisi territori enoici anche tra i più blasonati. Le persone vogliono cose diverse. C’è molta attesa per il turismo gastroenologico, in cui l’esperienza sensoriale del mangiare e bere vino di qualità è centrale. Il vino, da solo, non è più il primo ambasciatore di un territorio, ma lo sono la storia, l’accoglienza e la gentilezza correlate”.

Poi, un passaggio sul Grignolino, bandiera del Monferrato casalese. ”Negli ultimi 300 anni abbiamo perso ben 200 varietà di vitigni nel Monferrato, ma il Grignolino è rimasto e ha battuto tutti gli altri. Anche se, per quantità, non ce la farà a raggiungere tutto il mondo, creerà una curiosità pazzesca”. Quindi, una considerazione trasversale: “i vini migliori restano quelli che si fanno ricordare e che il giorno dopo si desidera acquistare”.

Poi, uno sguardo oltre. “E’ importante investire sui vini del territorio in modo prevalente, ma va bene accettare anche qualche forestiero come il Merlot, il cui vitigno, con qualche particolare suolo monferrino, trova una positiva intesa. In questo caso, Zenit ha trovato la sua verticale nel terreno giusto e ha detto: mi stabilisco qui”.

In chiusura, un plauso alla stoffa imprenditoriale dei nuovi vigneron che, uscendo dagli schemi canonici e grazie all’amore per il territorio, sanno guardare oltre il business plan, per plasmare le migliori condizioni favorevoli al vino e al Monferrato. “Luca Vogliotti di Tenuta Genevrina è tra le migliori espressioni di questa coraggiosa sfida, forte della sua passione arricchita intuizione e sensibilità per la sostenibilità ambientale, perché coltivare la vigna consiste nel mantenere salubre un territorio” ha proseguito Lanati.

Così, un bel prosit al rosso Zenit che, con le sue note morbide e armoniose da uve Merlot, è destinato a farsi ricordare, almeno quanto la sua storia che vide protagonista Giulio Cesare, a cui va il merito di averlo portato in Francia, per poi ritornare in Italia nel 1918.

www.enosis.it

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