Giovanni Abrigo tra vigneti e noccioleti

“Sentinelle del Territorio” questa la definizione che l’Unesco ha dato a chi lavora nelle Langhe nel campo dell’agricoltura. E proprio nelle Langhe, a Diano d’Alba, comune storicamente vocato sia per la produzione di Dolcetto che per le nocciole, troviamo l’azienda Giovanni Abrigo.

L’azienda è a conduzione familiare nel senso più stretto del significato. Le tradizioni e la conoscenza dei “vecchi del vino” contano molto, per la famiglia Abrigo, perché custodiscono i segreti delle vere attitudini di questo angolo di mondo e sanno ascoltare e capire la terra. Ma a Diano si coltiva anche la famosa nocciola Tonda Gentile del Piemonte IGP che Giovanni Abrigo produce da più di trent’anni; 12 ettari di noccioleti che producono circa 25000 Kg di nocciole l’anno.

Tutto ha inizio alla fine degli anni sessanta quando Giovanni Abrigo decide di acquistare dei terreni a Diano d’Alba per avviare un’azienda agricola. Inizialmente l’uva raccolta veniva venduta alle grandi cantine e se ne vinificava solo una piccola parte per consumo familiare; inoltre si allevava la celebre razza bovina piemontese e si coltivavano vari tipi di frutta e soprattutto la nocciola. Col passare del tempo l’azienda cresce, ma il punto di svolta si ha quando nel 1987, Giorgio Abrigo, figlio di Giovanni, terminati gli studi di agrotecnico decide di occuparsi e sviluppare la parte vinicola. Insieme alla moglie Paola Morando, ai figli Giulio, diplomato alla scuola di Enologica Umberto I di Alba, e Sergio, il minore, ancora studente all’Università di enologia, porta avanti un progetto che ha come filo conduttore l’amore per il Dolcetto di Diano.

Giulio Abrigo e Paola Morando

Circa 14 gli ettari vitati: nove a Diano d’Alba, dove vengono prodotte uve per ottenere vini rossi e bianchi, 1 ettaro nel Comune di Grinzane Cavour, 1 ettaro nel Comune di Roddi e due ettari a Novello in località Ravera. Le caratteristiche pedoclimatiche dei vigneti sono ottimali: si trovano tutti in collina con altitudine va da circa 400/450 metri s.l.m, con forti pendenze e lavorazioni interamente manuali. Produrre qualità significa scegliere attentamente grappolo per grappolo. Grande è il rispetto per il naturale sviluppo della pianta e si aspetta pazientemente la perfetta maturazione dell’uva. L’obiettivo è ottenere un vino sano, basti pensare che il livello di solforosa è tre volte inferiore ai limiti consentiti. Tutti i dati sono catalogati e riscontrabili. Ogni anno viene conservato un campione di un Kg di uva congelata, pronta in ogni momento per analisi di controllo che possono essere richieste.

La filosofia dell’Azienda Abrigo è semplice: un vino è espressione del territorio. Un grande vino si fa nella vigna quindi fondamentale è la sanità dell’uva. Il vino è vivo ed è espressione dell’ecosistema da cui proviene. La magia del perfetto equilibrio spontaneo tra clima, umidità, temperatura e caratteristiche dei luoghi, con la loro biodiversità, creano un’alchimia unica e irripetibileLa lotta integrata, l’inerbimento naturale con erbe spontanee tra i filari, il recupero dell’acqua drenata, sono solo alcuni degli accorgimenti che consentono un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. La natura si prende il suo tempo e decide quando il vino è pronto…il mercato può aspettare.

Dolcetto di Diano Superiore Garabei e Dolcetto di Diano Sörì Crava

Tante parole, ma quando si assaggiano i vini si vede la passione di una famiglia per l’Azienda e soprattutto per i suoi frutti. Quindi si potrebbe dire…ora la parola ai vini! L’Alta qualità del terroir (vedi la mappa dei Sorì di Diano), la finezza e l’eleganza dei profumi del Dolcetto, vitigno a cui la famiglia è particolarmente legata, viene proposta in varie sfumature:

Dolcetto di Diano Sörì Crava: che prende il nome dal Cru d’origine “Sörì Crava”. L’esposizione dei vigneti è a sud-ovest a 400 metri s.l.m.; l’età media delle viti è di trent’anni. Un vino dal bouquet fragrante e accattivante che sfuma dal fruttato al floreale, una bocca asciutta e dalla discreta freschezza e dal caratteristico finale ammandorlato. Dolcetto di Diano Superiore Garabei: il vigneto Garabei è esposto a sud-ovest, situato a circa 350 metri s.l.m., formato da ceppi di circa cinquant’anni, conferisce naturalmente una complessità e una bellezza espressiva del tutto particolari al Dolcetto Superiore.  Il terreno argilloso e l’età delle viti regalano armonia, eleganza, profumo e longevità a questo raffinato vino. Il bouquet è variegato con piccoli frutti rossi, composta di ciliegia e un po’ di floreale mentre la bocca è rotonda, corrispondente e dal caratteristico finale ammandorlato.

Barbera d’Alba Doc Marminela: il vigneto di Barbera si trova sotto alla “rocca” di Diano, dalla quale nel corso dei secoli si sono staccate le “arenarie di Diano”, costituite da sabbie più o meno compatte alternate ad arenarie grigie. Duro è stato il lavoro in vigna, si sono dovute spostare pietre e pietre per piantare le viti, ma ne è valsa la pena. Un naso che va dalle more ai piccoli frutti rossi con un tocco di spezie dolci.

Favorita Langhe Doc: 1,25 ettari di questo vitigno autoctono regalano un vino tipico e caratterizzato dall’impronta aziendale. Con la bassa temperatura, in vasca a pressione si conserva la naturale anidride carbonica sviluppata nella fermentazione, lasciando nel vino piccole bollicine appena percettibili. Piccola particolarità ma che regala a questa Favorita una bella beva intrigante e piacevolissima per gli aperitivi e non solo. Il bouquet semplice e fruttato con un tocco di ananas, mela renetta e erbe aromatiche; in bocca fresco e minerale. L’etichetta è dell’artista Fissore Daniele “Picnic 2013”…doveva essere un’etichetta riservata ad una sola annata, ma è talmente piaciuta che è rimasta.

Nebbiolo d’Alba Doc: tre appezzamenti (uno del 2004, uno del 2006 e uno del 2013) per un totale di ettari 1.60 a Diano d’Alba, su un suolo che deriva dalle arenarie di Diano, stratificazioni di sabbia e calcare del “mare Padano”. Un vino austero e scontroso da giovane; un naso cupo, floreale, viola e minerale. Fresco in bocca, tannini ben presenti ancora giovane ma di buona beva.

Barolo Docg 2013: due ettari in località Ravera a Novello, uno dei Cru importanti di questo comune. Un vigneto unico che come un anfiteatro si allunga da un capo all’altro della collina, con un lieve cambio di esposizione (Sud-Est) e di pendenza. Un vino con una massa colorante più importante rispetto al Nebbiolo di Diano così come la struttura che evolve in barrique di rovere di Slavonia. Il carattere distintivo del Ravera è una tipica nota balsamica. Il 2013 è stata la prima vendemmia. Un bouquet elegante e floreale di rosa, viola e peonia, un tocco di agrume come il chinotto. Un vino in divenire ma di grande eleganza che nonostante la sua giovane età regala grandi sensazioni.

Favorita Langhe Doc

Vino Bianco Inverno: passito di Favorita, prodotto solo nelle annate migliori e in un limitato numero di bottiglie. Un vero vino da meditazione tanto che in etichetta viene riportato: “ Perfetto per le confidenze da fine pasto. Centellinare con cura”. Ideale in abbinamento con le nocciole caramellate o ricoperte di cioccolato che l’Azienda coltiva accanto ai vigneti chiamati Inverno.

Ma per apprezzare al meglio i vini della Cantina Giovanni Abrigo l’ideale sarebbe andare direttamente in azienda per poter ammirare il territorio e l’ambiente da cui nascono e crescono questi particolari vini frutto dell’amore di una intera famiglia che si dedica a questa Azienda.

Nocciole Abrigo Tonda Gentile del Piemonte IGP
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