Nel mondo del vino, dove tradizione e innovazione si rincorrono in continuazione, alcune giovani cantine riescono a distinguersi con un passo più lieve. Realtà dinamiche, consapevoli, che scelgono di costruire identità prima ancora che volumi, per custodire e promuovere l’essenza del territorio. Cura del vigneto, rispetto dei tempi naturali e visione moderna che non rinnega le proprie radici e il sapere del passato. Il risultato sono vini capaci di attrarre un pubblico ampio: parlano a chi il vino lo produce e a chi lo ama, unendo precisione e immediatezza, tecnica ed emozione, in un racconto che si lascia ricordare.

Ne è un esempio Cantina San Michele, a Capriano del Colle, sull’altipiano del Monte Netto, a Sud di Brescia. Su questa altura che si alza solo per 30/40 m dalla pianura, il terreno cambia completamente.  Un terreno argilloso, un microclima particolare quindi più ventilato e meno umido rispetto alla pianura e delle fasce boschive secolari. Sono circa 80 ettari vitati complessivamente quindi siamo di fronte a una delle più piccole zone di produzione a denominazione di origine d’Italia. I vitigni coltivati sono principalmente due: Marzemino, per i vitigni a bacca rossa, e Turbiana, per i vitigni a bacca bianca.

«La nostra azienda è nata sul finire degli anni ‘80 quando i nostri genitori decisero di acquistare i primi appezzamenti di terra e anche alcune vigne che sono tra le più storiche del Monte Netto e sono antecedenti rispetto all’aziendaracconta Mario Danesi che, insieme alla cugina Elena, gestisce l’azienda – L’età media del vigneto è intorno ai 35 anni. Le vigne più vecchie hanno 60 anni, mentre le più giovani hanno circa 15 anni. L’azienda produce 9 etichette, vini di territorio o frutto di ricerca e sperimentazione. Oggi il focus è sulla nostra Riserva 1884 che rappresenta l’apice della nostra produzione in rosso.»

Riserva 1884 è un vino a base di Marzemino che sposa l’internazionale Merlot con un 10% di Sangiovese. Degustato in quattro annate:2016, 2020, che è l’annata attualmente in commercio, e due anteprime 2021e 2022. Un vino nato nel segno della tradizione che si è evoluto per abbracciare la contemporaneità.  Un’evoluzione sia per quanto riguarda gli affinamenti sia per quanto riguarda le percentuali dei vitigni all’interno del blend; dalla vendemmia 2021 è salita la quota di Marzemino passando al 50%, al posto del 40%, il Merlot dal 50% scende al 40% e il Sangiovese rimane al 10%.

A Milano è stato organizzato un incontro dal titolo “Il ritorno della mezza stagione.  Precisione, temperatura e nuova bevibilità dei grandi vini rossi.” Una degustazione di 4 annate di 1884 Riserva di Cantina San Michele. I vini rossi di struttura una volta erano “relegati” esclusivamente alle occasioni importanti, ma i tempi sono cambiati. La vita frenetica, lo stile di vita e soprattutto è cambiato il modo di stare a tavola.

La scelta di un vino richiama una maggiore spontaneità. Una degustazione attraverso cui si è voluto sdoganare come un grande rosso possa dialogare tranquillamente con piatti di pesce.

1884 Capriano del Colle DOC Rosso Riserva

Polpo croccante con broccoletti alla diavolina e pomodori confit accompagnato da 1884 Riserva 2021: il 20% del Marzemino fa appassimento. Un bouquet improntato sulla frutta, ciliegia, mora, lampone, frutti di rovo e leggera nota di mallo di noce. Il sorso è giovane, ancora in tensione, ma estremamente piacevole con una morbidezza intrinseca, tannino scalpitante, discreta freschezza e buona PAI. Il collagene e la reazione di Maillard del polpo assorbono il tannino, l’amaro vegetale e il lieve piccante asciugano e allungano il sorso.

Paella alla marinara (senza cozze) accompagnata da 1884 Riserva 2020: una nota un po’ più verde rispetto al 2021 dovuta all’annata più fresca della precedente. Un anno di tonneau per il Merlot e un anno di cemento vetrificato per il Marzemino. Subito al naso il varietale del Merlot, poi frutta rossa, ciliegia, susina, mora, mirtillo e spezie dolci. Il sorso è fresco, saporito, ritorna la nota verde e il fruttato scuro. L’abbinamento con la paella è perfettamente riuscito, la tostatura del riso, fondo di crostacei, spezie dolci e umami creano una struttura capace di dialogare con il vino in un alternarsi di sensazioni.

1884 Riserva 2022 qui, come nel 2021, il 20% del Marzemino fa un breve appassimento. I profumi sono giocati sulla giovinezza, sulla frutta rossa, ciliegia, susina, ribes, lampone e un tocco di floreale sul finale, peonia e viola. Il sorso è fresco, vibrante, un tannino un po’ più evidente dovuto alla grande gioventù. Qui il 10% dei legni sono nuovi, ma ben dosati nell’insieme.

1884 Riserva 2016 un calice che porta egregiamente i suoi 10 anni regalando sorsi e profumi completamente diversi. Un vino che richiama il passato con profumi che virano sui terziari…qui il varietale del Merlot è protagonista. Note di frutta scura, prugna disidratata, cassis, mora, seguono note verdi e balsamiche. L’uso della barrique, ben dosata, si nota; dal 2020 la barrique è stata sostituita dai tonneaux.

Assaggiare più annate di uno stesso vino, comprese alcune anteprime, serve a questo: non a raccontare una rottura, ma una continuità. Uno stile che cambia senza rinnegare il passato, ma lo valorizza, rendendolo più accessibile e moderno.

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