Come ogni anno, ha dedicato una delle sue tappe a Milano Alsace Rocks! il tour ideato e promosso dal CIVA – Comitato Interprofessionale dei vini d’Alsazia, con l’obiettivo di far conoscere ai professionisti italiani l’autentico carattere, la straordinaria ricchezza e la versatilità dei vini e dei terroir alsaziani.
Alsace Rocks! è un’iniziativa internazionale nata nel 2018: “Il nostro obiettivo è quello di approfondire diverse tematiche come trend di consumo, conoscenza e identità dell’intero territorio vitivinicolo alsaziano, grazie ad appuntamenti con i professionisti dei Paesi per noi più importanti all’export. Quest’anno, abbiamo ricreato un Tour che darà modo prima attraverso i vini e a seguire, anche grazie alla presenza dei produttori, di rafforzare il legame commerciale tra la nostra regione e l’Italia.” dichiara la Responsabile Export EU Margaux Bruckert.
Il tour ha visto la collaborazione di Civiltà del Bere, storica rivista italiana dedicata al vino; il suo direttore Alessandro Torcoli, ha condotto la Masterclass dal titolo “Vini d’Alsazia: una musica contemporanea che arriva al cuore”.
L’Alsazia è stata una delle prime regioni a curare il sistema ricettivo, l’enoturismo, già negli anni ’90. Questo ha portato a una vendita di circa ¼ dei vini prodotti direttamente in cantina agevolando la comunicazione del proprio territorio in modo molto più profondo.
Ha una conformazione geografica molto particolare: si estende per 100 km da nord a sud, allargandosi di pochi km da est a ovest, costituendo una striscia stretta e lunga dove sono disposti tantissimi terroir molto differenti. La diversità dei suoli alsaziani è una tra le più ricche al mondo grazie alla sua origine geologica. Il fiume Ill ha scavato anticamente una sorta di canyon che a un certo punto è collassato, rivelando e portando in superficie un mosaico di stratificazioni sottostanti. Nelle pareti laterali, soprattutto sul versante ovest, si sono aperti numerosi squarci di suoli appartenenti ad epoche molto diverse. Si riconoscono 13 conformazioni geologiche che danno caratteri peculiari ai vini prodotti sia come espressioni pure di un terroir che come assemblaggio.
Fra il 1840 e il 1870 l’Alsazia ha sperimentato un cambiamento climatico molto repentino, trovandosi ad affrontare allora problematiche simili a quelle attuali a livello globale. I vari e costanti studi scientifici costituiscono una guida preziosa; ad esempio, ad ogni stagione, valutano il tipo di gestione della chioma adattandola all’andamento climatico, per avere ogni anno l’apparato fogliare che consenta di ottenere la maturazione ottimale delle uve.
Non solo la varietà dei suoli, ma anche quella ampelografica è straordinaria. Tanti sono i vitigni coltivati, primo fra tutti in quantità il Pinot Bianco, utilizzato come base per i Crémant, raramente utilizzato in purezza. Il vitigno più imbottigliato è il Riesling, seguito dal Gewurztraminer, per il quale la scuola alsaziana rappresenta un faro in tutto il mondo. Altri vitigni sono: Sylvaner, Muscat d’Alsace, diverso da altri Moscati, grazie a maggior struttura e minore aromaticità, Pinot Noir, che ha da poco ottenuto i primi due Grand Cru dedicati, Pinot Gris, Auxerrois.
La classificazione dei vini prevede, alla base l’AOC regionale Alsace, seguita dai lieu-dit, con indicazione di un comune o un vigneto, e in cima alla piramide i Grand Cru che rappresentano il 3% della produzione. Nonostante una percentuale così bassa sono numerosi (51), si tratta spesso di vigne anche molto piccole che di solito sono classificate Grand Cru solo per una o due varietà.
La degustazione è stata suddivisa in quattro tipologie: Pinot Noir, Crémant d’Alsace, Riesling d’Alsace e Gewurztraminer.
PINOT NOIR
Domaine Jean-Marie Haag Pinot Noir Le Passage 2024. Prodotto in 4500 bottiglie, su terreno calcareo, è classificato HEV (ad alto valore ambientale), una certificazione francese di viticoltura ragionata, sostenibile, con indicazioni per ridurre al massimo fitofarmaci e fertilizzanti. Le vigne sono affacciate a sud ovest per la ricerca della maturità piena delle uve, vinificate con tre settimane di macerazione per conferire struttura seguite da 7 mesi in acciaio sulle fecce. Intensità aromatica decisa che si esprime in frutta rossa matura anche in composta e violetta. Al palato è teso, concentrato, con tannino morbido, ma ben presente, lunghezza masticabile, freschezza e sapidità gessosa finale.
Domaine Gresser Pinot Noir Brandhof 2023. Prodotto in regime biodinamico in 4000 bottiglie. Intensamente aromatico nelle sue note di rosa, violetta, lavanda e frutti di bosco. L’intento è quello di proporre un vino leggiadro, giocato su una delle caratteristiche principali della regione: l’aromaticità, grazie anche alla parte finale dell’invecchiamento in botti esauste, usate solo come contenitore per lasciar evolvere i profumi. La macerazione, della durata di soli 6 giorni, dà un colore più scarico e meno struttura rispetto al vino precedente. In bocca prevale il fruttato croccante, tannino appena accennato, con persistenza giocata su rabarbaro e radici, espressione del terreno.
CRÉMANT D’ALSACE
Domaine Armand Gilg Crémant d’Alsace Brut Tradition 2023. Blend di tre vitigni: Auxerrois, Pinot Gris, Riesling, affina 12 mesi sui lieviti. Prodotto da terroir argilloso-calcareo, biologico certificato, in 12.000 bottiglie. Molto fruttato con note di mela, pera, acacia, leggermente speziato, sfumature di radici, rabarbaro, caratteristiche del riesling in questi terroir. In bocca si presenta immediato, molto classico, entra carezzevole per chiudere con finale quasi astringente nonostante i 7 g di zucchero di dosaggio.
Dopff Au Moulin Crémant d’Alsace Brut Nature Sans Soufre ajouté 2021. 100% Chardonnay. Senza solfiti aggiunti, riposa 36 mesi sui lieviti. Molto intenso, con un tocco di zafferano, dolce e speziato di torta frangipane, frutta secca, mandorla e alchechengi. In bocca si esprime con erbe aromatiche, rabarbaro e un ritorno dello zafferano. Il fatto di essere prodotto in regime biodinamico, senza solfiti aggiunti, gli ha conferito un’evoluzione che lo rende particolarmente gastronomico.
RIESLING D’ALSACE
Kuentz-Bas Riesling Lieu-dit Trois Châteaux 2021. Prodotto in soli 1500 esemplari, in regime biodinamico su terreno argilloso-calcareo. La vinificazione avviene solo in acciaio con residuo zuccherino quasi pari a zero. La piacevole aromaticità olfattiva di albicocca, frutta a polpa gialla e bianca, melone bianco, idrocarburi trova corrispondenza in bocca in un vino leggero, con acidità misurata e finale molto sapido, leggermente astringente e con sentori di radice.
Domaine Jean-Marie Haag Riesling Vallée Noble 2022. 2500 bottiglie da uve coltivate su calcare puro, certificato HVE. Vinificato in acciaio ha 5 g/l di residuo zuccherino che bilanciano l’importante acidità gustativa. Dal colore più intenso rispetto al precedente, propone intensità anche a livello olfattivo con idrocarburi appena accennati e ricchezza di frutta gialla, melone, camomilla.
Domaine Gresser Riesling Grand Cru Kastelberg 2020. Prodotto sull’unico Grand Cru a composizione di scistos, in regime biologico certificato, affina in parte in botti esauste. Intenso e complesso con profumi di zafferano, mela cotogna, ricordo vintage di cristall ball, radice di liquirizia e leggera ossidazione. In bocca esprime potenza, struttura, concentrazione, leggera tannicità, acidità, con potenziale di ulteriore evoluzione.
GEWURZTRAMINER
Dopff Au Moulin Gewürztraminer Terres Epicées 2023. Prodotto in 200.000 bottiglie certificato HVE. Dal profumo garbato, tipico del vitigno, di rosa e litchi, grazie a soli 5,4 g/l di residuo zuccherino risulta di facile beva e abbinamento, equilibrato, avvolgente, fruttato, molto classico.
Kuentz-Bas Gewürztraminer Grand Cru Pfersigberg 2018. Piccola produzione in regime biodinamico di sole 1000 bottiglie con residuo zuccherino 25,3 g/l. Il profumo è ricco di frutta esotica, ananas sciroppato, melone, spezie fresche, finocchietto e pepe bianco; nonostante la dolcezza al palato è fresco, astringente, con finale di bocca di miele di castagno e arancia amara.
Domaine Armand Gilg Gewurztraminer Vendanges Tardives Lieu-dit Kritt 2020. Vendemmia tardiva su terreno argilloso, prodotto in 3500 bottiglie con 80 g/l di zucchero residuo e acidità contenuta. Dal bouquet aromatico, complesso di zenzero, rosa, spezie in bocca risulta pieno, avvolgente e opulento.



Comments are closed.