Se si parla di Soave, si pensa a un vino bianco fresco ed elegante, perfetto per accompagnare ogni occasione. Un vino che, grazie alle peculiari caratteristiche del terreno, è capace di evolvere nel tempo, una caratteristica ancora poco conosciuta.
Con circa 7.000 ettari vitati, il Soave rappresenta una delle principali denominazioni “bianchiste” italiane e una delle più conosciute sui mercati internazionali. È un territorio che si estende per circa 50 chilometri sulle colline dell’Est Veronese, caratterizzato da suoli di origine vulcanica e calcarea, diverse esposizioni, colline ventilate e un clima mite. Questo insieme di elementi, unito a una tradizione produttiva consolidata, contribuisce a definire l’identità del Soave.
La protagonista della denominazione è la Garganega, un vitigno che trova in queste colline il suo habitat ideale. I terreni ricchi di basalti conferiscono ai vini una spiccata sapidità e una marcata impronta minerale, mentre le condizioni climatiche favoriscono una maturazione equilibrata delle uve. I vini della denominazione sono prodotti principalmente con Garganega (presente per almeno il 70%), mentre la restante parte può essere costituita da Trebbiano di Soave e/o Chardonnay.
Il risultato è un vino capace di coniugare freschezza, eleganza e struttura, caratteristiche che diventano particolarmente interessanti con l’evoluzione in bottiglia. Il Soave, infatti, è in grado di affinare per diversi anni sviluppando una maggiore complessità, senza perdere equilibrio e tensione gustativa.
Con il tempo, il profilo aromatico si arricchisce di note di frutta matura, erbe aromatiche, mandorla, miele e pietra focaia, mentre la componente minerale e la freschezza continuano a sostenere il sorso. È proprio nella longevità che il Soave mostra uno dei suoi aspetti più affascinanti: la capacità di raccontare il territorio attraverso l’evoluzione.
Il tempo diventa così non soltanto un elemento d’affinamento, ma anche uno strumento per comprendere meglio l’identità della denominazione. Un Soave maturo permette di scoprire sfumature che un vino giovane lascia in secondo piano e di apprezzarne la complessità, superando l’idea di un bianco destinato esclusivamente al consumo immediato.
La longevità rappresenta quindi un valore importante per il futuro del Soave: la dimostrazione che freschezza e profondità possono convivere e che l’eleganza di un vino bianco può essere duratura, capace di trasformarsi negli anni mantenendo saldo il legame con il proprio territorio.
Vino, olio e paesaggi da scoprire
Il Soave non è solo vino: offre colline di straordinaria bellezza, paesaggi mozzafiato e itinerari ad hoc tra i borghi e i castelli della Strada del Soave. Particolarmente suggestivo è il borgo medievale di Soave, perfettamente conservato, circondato da 24 torri e mura merlate e dominato dall’imponente fortezza scaligera del XIV secolo.
Consigli di degustazione
Se amate i prodotti artigianali come sottaceti, giardiniere e mostarde, non potete non fare tappa da Gastronomia Damoli, dove potrete degustare salumi e formaggi tipici oltre ad acquistare le loro specialità.
Se poi siete appassionati di olio, una tappa obbligata è il Frantoio Bonamini a Illasi: una realtà a conduzione familiare orientata a piccole produzioni. Visitare questo frantoio regala un’esperienza unica alla scoperta dei segreti dell’olio extravergine di oliva e del territorio da cui nasce: la Val d’Illasi. Imperdibile la degustazione dei loro oli extravergini dal profilo aromatico fruttato leggero e di elevata qualità, già premiati da numerosi riconoscimenti. Ne è un esempio il Monocultivar Grignano di Bonamini, premiato dalla Guida Oli d’Italia del Gambero Rosso come miglior olio fruttato leggero.
Freschezza o struttura: i due volti del Soave
Cantina del Castello Si trova a Soave, lungo la via principale nel cuore del borgo medievale cinto dalle mura del maestoso castello. I prodotti della cantina sono lo specchio del territorio e nascono con l’obiettivo di esaltare le caratteristiche del Soave nel rispetto della tradizione. Tradizione e modernità identificano l’immagine aziendale e si ritrovano in ogni etichetta. Tra le proposte spicca il Pressoni Soave Classico DOC 2023, un Soave di grande eleganza. In questo Cru, la Garganega si esprime con note solari, minerali e floreali, unite a un tocco vegetale che ne esalta la grande sapidità e freschezza. Non manca una nota glicerica che ne prolunga la persistenza aromatico-gustativa (PAI).
Azienda Agricola Coffele Situata anch’essa nel pieno centro storico di Soave, l’azienda accoglie i visitatori nella cappella di Palazzo Visco-Coffele, immersa in un’antica corte, impreziosita da un glicine centenario, che conserva ancora i muri e il portale originali del XVII secolo. L’azienda vanta un parco viticolo in corpo unico di circa 25 ettari (75 campi veronesi) a Castelcerino. Tra i vini prodotti spicca il Ca’ Visco Soave Classico DOC 2025 Bio (Garganega 75% e Trebbiano 25%). È un vino che affina esclusivamente in acciaio; nel calice offre un ventaglio ricchissimo di sfumature: subito note minerali, poi sentori agrumati di cedro, lime e pompelmo rosa, affiancati da frutta tropicale, pesca bianca, sambuco e tiglio. Il sorso è avvolgente e regala sul finale uno slancio di acidità felina.
Corte Adami Nel 2004, accanto alla storica attività di conferitori (conclusasi nel 2017), la famiglia Adami ha deciso di diventare produttrice e imbottigliatrice in proprio. A Soave si trova la sede principale dell’azienda con l’area di produzione e affinamento, mentre in Località Costa Vecchia a Cazzano di Tramigna ha sede il secondo centro aziendale per la produzione della gamma dei vini Valpolicella e Amarone della Valpolicella. Il Decennale Soave DOC 2021 è il frutto del primo decennio di passione come vinificatori: Garganega 100% da raccolta tardiva, senza filtrazione per mantenere inalterate le caratteristiche dell’uva. Al naso la sua estrema eleganza spazia da note di pietra focaia in primis a sentori di fiori bianchi appassiti, acacia, miele, frutta matura e tropicale, fino a lievi ricordi di frutta essiccata ed erbe aromatiche nel finale. Al palato è fresco, equilibrato e dotato di una buona struttura, con un lungo finale sapido dai richiami fruttati e di mandorla amara. Denota una spiccata capacità di invecchiamento che saprà regalare enormi soddisfazioni a chi avrà la pazienza di attendere.
Villa Canestari Una storia lunga 150 anni fatta di tradizioni e saperi tramandati di generazione in generazione. I vigneti sono ubicati nella Val d’Illasi, dove il terreno calcareo della Valpolicella incontra il suolo di origine vulcanica del Soave, permettendo di produrre entrambe le tipologie di vino. Molto piacevole il Cavò Soave Spumante Brut Metodo Charmat, ottenuto da Garganega e altri vitigni ammessi dal disciplinare. Presenta un bouquet fresco con note di erba sfalciata, pera, mela, susina goccia d’oro, fiori bianchi e tiglio. Il gusto è fresco e richiama fedelmente le note olfattive, il tutto in perfetta armonia con un finale piacevolmente ammandorlato.
Vicentini Agostino Quattro generazioni e una sola passione: quella per il vino. Così si potrebbe sintetizzare la storia di questa azienda di Colognola ai Colli. Produrre vino significa assecondare la natura: è questa la loro filosofia. Per farlo, occorrono uve sane, integre e di qualità; per questa ragione la cura del vigneto è massima. È proprio dal rispetto per i tempi e i ritmi della natura che nasce l’impegno per la tutela dell’ambiente, attuato attraverso tecniche a basso impatto. Il loro Soave Superiore DOCG Vigna Il Casale 2019 si è classificato al terzo posto nell’edizione 2026 di Soave Seven. Presenta un colore giallo dorato con riflessi luminosi e un caratteristico profumo di fiori bianchi dotato di notevole persistenza aromatica, affiancato da note di frutta tropicale e spunti minerali donati dai terreni, che il passare del tempo ha reso ancora più intensi e caratterizzanti. Il sorso è pieno, intenso ed elegante, dalla struttura aggraziata ed equilibrata con ritorni minerali.









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