Vino: la Toscana dei rossi sente la crisi, ma tiene. Le piccole imprese soffrono di più, ma c’è già una risposta. Ecco la prima fotografia dei conti delle cantine toscane
Presentata una indagine in anteprima di Studio Impresa su 130 società vitivinicole: ricavi a 1,431 miliardi di euro, margini in calo per il 63% del campione, ma 64 aziende crescono e 28 di queste migliorano anche la redditività. “I Bilanci del Vino” a Firenze con L’Accademia Italiana della Vite e del Vino e Le Donne del Vino Toscana
Una anteprima su un campione di 130 società vitivinicole toscane mette a fuoco, con dati economici e finanziari, lo stato di salute delle cantine regionali. La fotografia, finora mai realizzata con questa ampiezza e scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, mostra un settore che nel complesso tiene, ma con margini sotto pressione e maggiori difficoltà per le imprese più piccole. I risultati preliminari sono stati presentati venerdì 23 ottobre, nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, durante l’incontro di educazione finanziaria “I bilanci del vino”, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana: «In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente -, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future».
«La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la Presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole», ha dichiarato Donatella Cinelli Colombini, Delegata Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
«Leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro. L’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo», ha dichiarato Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Cantine toscane, fotografia in chiaro scuro, ma ci sono le soluzioni. Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, ha presentato i primi risultati dell’analisi su 130 società vitivinicole toscane: nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro con una lievissima flessione dello 0,2% sul 2024, pur restando superiori del 2,2% al 2023. Il margine EBITDA è calato per circa il 63% delle imprese analizzate, ma di contro 64 aziende hanno aumentato il fatturato e di queste 28 hanno migliorato anche il margine. Un dato tuttavia da non drammatizzare, alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, la tipologia che caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola regionale. «Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore», ha indicato nel suo intervento Castagnetti, specificando che i risultati sono preliminari e che il campione, ancora incompleto, sarà ampliato per analizzare le dinamiche del settore vitivinicolo anche a livello nazionale.
Controllo di gestione: così le piccole-medie imprese del settore possono cambiare le carte in tavola. Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione due strumenti decisivi per valutare solidità aziendale, sostenibilità degli investimenti e redditività delle produzioni. Una lettura integrata del bilancio consente di misurare patrimonio netto, struttura finanziaria e capacità di sostenere gli investimenti nel tempo. Gaeta si è soffermato anche sul costo della produzione: analizzare i centri di costo, dal vigneto al marketing, permette di calcolare il costo pieno e il margine reale di ciascun prodotto. Dati puntuali su costi e ricavi consentono infine di determinare il break-even point, cioè il volume minimo di vendite necessario a raggiungere l’equilibrio economico. Saper leggere bilanci, indicatori e costi sarà quindi essenziale per migliorare l’efficienza e sostenere la crescita delle imprese vitivinicole rispondendo all’attuale contingenza economica. Il sistema bancario, non solo attraverso il credito, ma anche con consulenze dirette, è già in grado di sostenere questo percorso come ha sottolineato nel suo intervento Emanuele Fontana, Coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia
L’incontro, dunque, ha offerto un quadro aggiornato delle sfide economiche e finanziarie del comparto, in una fase segnata dalla trasformazione dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Il confronto ha evidenziato la necessità di affiancare alla qualità produttiva una gestione più consapevole di liquidità, patrimonio, costi, margini, mercati e investimenti.


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