Da Capriano del Colle alla Franciacorta il passo è breve. Mario e Angelo Danesi, già cotitolari insieme alla cugina di San Michele a Capriano del Colle, decidono di scrivere un nuovo capitolo della loro avventura enologica partendo, o meglio, ripartendo dalla Franciacorta con Case Danesi. Un progetto che porta l’azienda a confrontarsi con un territorio dalla forte identità vitivinicola e che prende forma attraverso una scelta precisa: iniziare dal Satèn, tipologia simbolo della denominazione, per dare voce alla propria interpretazione delle bollicine franciacortine.
«È un ritorno alle origini perché la nostra famiglia è originaria di Colombaro di Corte Franca, in Franciacorta. È una zona che abbiamo sempre frequentato e abbiamo deciso di ritornarci e di iniziare a produrre vino anche lì dopo l’esperienza che abbiamo avuto sul Monte Netto a partire dalla fine degli anni ‘80. – racconta Mario Danesi – Il nuovo progetto in Franciacorta è iniziato nel 2023 quando abbiamo acquisito il primo vigneto ottenendo le uve che sono alla base del Satèn. Ci troviamo ad Erbusco Villa, un corpo unico di sei ettari che rappresentano un vero ecosistema». Oltre alla vigna, di quasi tre ettari, ci sono boschi, prati, ulivi oltre a 2 cascine in fase di ristrutturazione che diventeranno la sede aziendale.
“Vedere un paesaggio così vivo – precisa Angelo – che abbraccia vigna, bosco ed edifici ci ha fatto subito ragionare in funzione di un insieme di luoghi, un sistema, invece che a un singolo vigneto”. Una superficie di quasi 10 ettari distribuiti in 5 comuni della Franciacorta su 9 appezzamenti diversi, tutti acquisiti singolarmente, frutto di una ricerca per individuare vigne e terreni che avessero esposizioni diverse, suoli e microclimi diversi per avere a disposizione uve che con caratteristiche diverse. «Da alcune vigne otteniamo uve destinate a singoli vini, come nel caso del Satèn, mentre altre andranno a comporre le diverse cuvée che sono già in affinamento sui lieviti. Di fatto siamo, quest’anno, alla quarta vendemmia. Abbiamo scelto di utilizzare il nome “Case Danesi” perché spesso nelle vigne si presentano anche dei piccoli fabbricati, come cascine o semplici rimesse agricole, però sono segno che queste vigne, oltre che essere lavorate, erano anche abitate, da qui il termine “Case”. Oggi presentiamo il Satèn che è il nostro primo Franciacorta. La base è costituita da uve della vendemmia 2023 provenienti da vigneti di Erbusco Villa. Le vigne, con 30 anni di età, hanno come esposizione sud- sud ovest, su terrazzamenti, e sono rivolte verso la pianura del e il Monte Orfano. Pur essendo un corpo unico all’interno della vigna abbiamo individuato diverse parcelle che sono state vinificate separatamente prima di andare a comporre la base del nostro Satèn. Nonostante siano molto vicine, le une alle altre, abbiamo notato delle differenze date sia dalla presenza del bosco sia dall’esposizione. Oltre a queste parcelle di Chardonnay sempre a Erbusco abbiamo anche una piccola parcella di Pinot nero. L’età delle vigne supera i trent’anni, gli impianti sono del 1993, tutti i vigneti sono gestiti in biologico, alcune vigne che abbiamo acquisito, erano già condotte in Bio, altre sono state messe in conversione. Attualmente l’intero parco vitato è gestito in biologico, ma non abbiamo ancora la certificazione in etichetta perché alcune vigne sono ancora in fase di conversione. Per la vinificazione del primo Satèn abbiamo scelto di lavorare solo con l’acciaio. Niente legni né in fase di fermentazione né in fase di affinamento. Il tiraggio è stato eseguito a inizio primavera del 2024 e la sboccatura è avvenuta nella primavera di quest’anno».
Oltre a questo Satèn, svela Mario, in affinamento ci sono anche altri Franciacorta che usciranno progressivamente nel tempo. Non si sa ancora l’ordine di “presentazione”, tutto dipenderà dagli assaggi in cantina. La gamma prevede quattro Franciacorta: il Satèn, l’Extra Brut, il Dosaggio zero e un Pinot nero 100% vinificato in bianco, quest’ultimo è già stato vinificato dalla prima vendemmia del 2023 e le uve provengono da una micro-parcella di Erbusco.
«Guardando la cartina aziendale tutte le vigne si trovano lungo l’anfiteatro morenico. In rosso, sono indicate quelle coltivate a Pinot nero e, in giallo, quelle coltivate a Chardonnay. Il Pinot nero rappresenta circa il 25% della superficie vitata, lo Chardonnay il restante 75%. Per le prime due annate la produzione si è assestata intorno alle 15.000 bottiglie complessive, dalla 2025 ci siamo assestati intorno alle 30.000 bottiglie e quando tutte le linee saranno in produzione potremmo produrre circa 70.000 bottiglie» conclude Mario.
Case Danesi un Satèn che non ti aspetti
Ma dopo tante parole ecco come si può descrivere questo Satèn. Un calice che sprigiona bollicine finissime, color giallo paglierino lucente. Il bouquet alterna un delicato fruttato e floreale, tiglio, acacia, frangipane, agrume, pesca, una punta di scorza di limone grattugiata e una nota minerale. Un naso in evoluzione, elegantemente giovane, ma già piacevolissimo. Il sorso è una sorpresa per essere un Satèn; si vellutato, ma il basso residuo zuccherino gli conferisce nerbo e carattere. Una setosità conferitagli non dagli zuccheri, ma dall’accuratezza del processo produttivo. Un calice estremamente piacevole che ha accompagnato perfettamente tutto il pranzo, creato per l’occasione dallo chef stellato Claudio Sadler, oggi una delle figure più autorevoli del panorama gastronomico italiano. Si è partiti dal Riso da passeggio & friends per poi proseguire con il Lobster roll, unrolled, il Riso al salto e crema al Grana Padano per concludere con la Padellata di pesce e puntarelle. Una beva che non ha fatto rimpiangere l’assenza di altri vini per accompagnare queste splendide preparazioni.
Costa circa 37,00 euro





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