Monte Isola o Montisola, come a volte viene chiamata, è un’isola nel lago d’Iseo in Lombardia. Ha una superficie di circa 12,6 km² ed è l’isola lacustre più grande dell’Europa meridionale oltre ad essere tra i borghi più belli d’Italia. Salendo verso la parte alta del Comune troviamo il Santuario della Madonna della Ceriola risalente alla metà del V secolo, quando San Vigilio, Vescovo di Brescia, portò il cristianesimo nella zona del Sebino andando a sostituire il culto della dea Iside.
Pittoreschi e caratteristici gli antichi borghi di pescatori, in particolare Peschiera Maraglio, che conserva il suo fascino tradizionale con i porticcioli, le barche “naet” e la lavorazione delle reti da pesca, un’arte che ha caratterizzato l’isola per secoli, a cui è dedicato anche un Museo.
Olio di Montisola
Il particolare microclima e la vicinanza dei monti regalano all’olio, che qui viene prodotto, caratteristiche uniche sia per freschezza che per sapore.
L’azienda La Ruina, che già produce olio a Sale Marasino, dal 2023 ha preso in gestione alcuni oliveti a Montisola in località Senzano, una zona abbastanza elevata che si trova, più o meno, al di sopra della Mezza costa tra il lago e il Santuario della Madonna della Ceriola. Un terroir perfetto: esposizione sud ovest e ottima ventilazione, basti pensare che qui 30/50 anni fa gran parte della zona era coltivata a vigneto e veniva chiamata “la cantina dell’isola”. In questo territorio molto ventilato le vigne non avevano grandi problemi fitosanitari e lo stesso vale anche per gli ulivi a differenza di altre zone del lago d’Iseo. Le varietà qui coltivate sono: Leccino (in prevalenza), Frantoio, Pendolino, Moraiolo e Sbresa. Le olive di questo territorio vengono frante sull’isola stessa nel frantoio “La Masna dell’Isola”, che prende il nome dalla macina del frantoio che si chiama appunto “masna”.
La Ruina nasce nel 2020 dalla passione di Diego Turelli, meno di 1 ettaro di Oliveto, e più precisamente 6.000 mq. «La mia azienda – racconta Diego – ha origine da una profonda passione per gli ulivi e da un sogno che coltivavo fin da bambino. La mia famiglia possiede un uliveto, in parte secolare, da tre generazioni. Ora coltiviamo complessivamente circa tre ettari».
L’azienda conta circa 700 ulivi, distribuiti tra Montisola (250 piante), località Piazze e Ruina, a Sale Marasino. L’ultimo lavoro è stato la messa a dimora di un nuovo uliveto di 280 ulivi sul Monte Netto, a Poncarale su questa bella Collina limitrofa a Brescia.
Le cultivar coltivate sono prevalentemente cinque: Frantoio, Leccino, Pendolino, Casaliva e Sbressa. Il Pendolino e il Leccino regalano all’olio dei sentori più equilibrati e delicati, con note di mandorla mentre il Frantoio, la Casaliva e in particolar modo la Sbressa danno dei sentori più aromatici e un fruttato verde come erba appena tagliata e carciofo. Un terzo degli ulivi presenti è rappresentato da piante secolari di Sbressa (o Sbresa), varietà autoctona del Lago d’Iseo che può essere considerata una variazione o adattamento del Frantoio, portata in questo territorio dai Romani durante l’espansione dell’impero. L’olio ottenuto da questa cultivar ha una elevata percentuale di acido oleico, ricchissimo in polifenoli. A queste, da qualche anno, sono state aggiunte il Leccio del corno e la Diana, tipologie toscane più resistenti a siccità e alla mosca olearia.
La raccolta delle olive avviene per varietà tra ottobre e novembre ed è eseguita a mano sfruttando il metodo della brucatura, o tramite abbacchiatori (strumenti che ‘solleticano’ i rami consentendo la caduta dei frutti).
La Ruina si fa in 4
L’azienda produce due blend, “Cuveè Ruina”e “L’Isola”, e due monocultivar, “Oro di Paolo” e “Il Leccio”.
Cuveè Ruina è un olio equilibrato dal carattere dolce e delicato con un amaro e una piccantezza presenti, ma non invadenti. Note di erba appena tagliata, fiori di campo, qualche leggera nota di carciofo e mandorla e un piccante appena pronunciato. Un prodotto capace di regalare un sapore unico a tutti i piatti, esaltando le preparazioni delicate e accompagnando quelle dai gusti più decisi. Si potrebbe provare anche qualche goccia su un semifreddo al torroncino.
Oro di Paolo è una produzione di nicchia limitata a 150/200 bottiglie l’anno ottenuta esclusivamente da Olivi secolari di varietà Sbresa. Si caratterizza per le note fruttate, mandorla e mela, amarezza contenuta e buona piccantezza che al termine dell’assaggio lasciano in bocca una piacevole sensazione di mandorla verde.
L’ Isola, ottenuto da olive coltivate e frante solo a Monte Isola, regala decise note di mandorla. La buona presenza di Leccino gli dona estrema eleganza e delicatezza oltre a un gusto caratteristico. Potremmo dire che racchiude in sé l’essenza dell’isola.
Il Leccio, 100 % Leccio del Corno, un olio dal grande corpo e struttura con un altissimo contenuto di polifenoli, adatto ad accompagnare grandi carni rosse, fiorentine e costate alla brace in primis, ma anche piatti di pesce strutturato come cacciucco o pesce spada e perché no una tagliata di tonno.
A Montisola La Ruina è in espansione, infatti, sta acquisendo nuovi terreni, tra i quali uno praticamente abbandonato. Questo terreno verrà ripulito e preparato affinché in primavera si possa piantumare. Un progetto di conservazione e salvaguardia del territorio infatti “chi acquista una bottiglia di olio del lago d’Iseo – afferma Diego – compra non solamente un’eccellenza del territorio, ma allo stesso tempo contribuisce alla conservazione di quest’ultimo che altrimenti andrebbe perduto per sempre. Ci sono tanti terreni che rischiano di diventare dei boschi o ammassi di rovi, il nostro compito è salvaguardare questo patrimonio olivicolo”.
Un altro progetto di Diego Turelli è il recupero della cultivar Pomera, un antico ulivo autoctono sebino che stava praticamente scomparendo.









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