Il Grignolino secondo Tenuta Santa Caterina

Il Grignolino è uno dei vitigni autoctoni a bacca rossa del Piemonte, definito «anarchico e individualista» da Luigi Veronelli. Si pensa che il nome derivi da “grignole” vinaccioli in piemontese, facendo riferimento all’abbondanza di vinaccioli dell’acino. Antiche sono le sue origini e nel 1246 lo troviamo citato in un atto canonico della chiesa di S. Evasio; apprezzato come vino di alta qualità da nobili e borghesi e bevuto alla corte del re Umberto I di Savoia. Ad inizio Novecento la sua quotazione era simile a quelle del Barolo e del Barbaresco.

Tenuta Santa Caterina_dimora storica

Guido Carlo Alleva, milanese ma con radici familiari monferrine, nel 2000 acquisisce la proprietà della storica Cantina Tenuta Santa Caterina, tornando nei luoghi dove era nato l’amore per quella terra e per il vino. Nasce così la sua idea di viticoltura, ossia una coltivazione orientata alla piena sostenibilità. “Piante micorrizate, messe nelle condizioni ideali per esplorare il terreno e per questo più forti e capaci di assorbire la sua natura minerale e calcarea, con uno sviluppo vegetativo equilibrato, ma gestito con una tecnica agronomica sapiente dei cicli naturali” dichiara Alleva. I suoi alfieri sono Grignolino e Freisa, vitigni autoctoni non facili da coltivare e da comunicare.

Guido Carlo Alleva

“Anche se considerati minori nel panorama ampelografico piemontese – spiega Alleva – sono due vitigni nobili e solo un sapiente lavoro in vigna, con piante anche di 45 anni, ed in Cantina ne assicura la qualità”.

Il Grignolino è come uno stallone selvatico, indomabile, imprevedibile difficile da imbrigliare. Il colore è scarico e per questo poco stabile, ma è ricco in tannini da vinaccioli. Alleva, insieme a Mario Ronco, enologo di grande esperienza, inizia a pensare a un Grignolino dalla trama tannica più arrotondata, grazie a lunghi affinamenti.

Nel 2012 inizia a prendere forma questa nuova visione di Grignolino che dopo la fermentazione in acciaio, affinerà 30 mesi in botti di rovere e 30 mesi in bottiglia così da far polimerizzare i tannini. Grazie ai lunghi tempi di affinamento il contenuto in tannini si riduce e le molecole rimanenti perdono in parte l’effetto astringente.

Tenuta Santa Caterina Vigneti

Un piccolo gruppo di produttori astigiani, tra cui Alleva, decisero di unirsi in un’associazione “Produttori di Grignolino Storico” che adottò un rigido protocollo produttivo da condividere per chiamare questi vini dal lungo affinamento “Monferace” che è l’antico nome del Monferrato.

Oltre a Mario Ronco, Guido Carlo Alleva è affiancato in azienda da Luciana Biondo, agronoma di vasta esperienza, vera artefice della rinascita del Grignolino di Tenuta Santa Caterina. È lei che segue i vigneti con grande passione, decidendo sul campo anche le barbatelle da scegliere per le selezioni massali. Ma il suo compito non si ferma ai vigneti, la parte più delicata è seguire le fermentazioni e le macerazioni del Grignolino, cercando una certa armonicità tra acidità, tannino e colore.

Tenuta Santa Caterina produce due vini ottenuti da Grignolino in purezza: Arlandino solo acciaio e Monferace affinato lungamente.

Arlandino Grignolino d’Asti 2019: Arlandino è il nome antico del Grignolino. Nasce nella vigna Poderi dei Mossetti a Grazzano Badoglio e nei vigneti di Moncalvo, terreni che sin dal 1300 erano stati scelti per l’impianto di questo vitigno tipico del territorio. L’affinamento si svolge in vasche di acciaio inox per 9 mesi. Nel calice si presenta di un rosso rubino con sfumature granate scarico con una bella luminosità. Il naso regala note fruttate, amarene, cranberry, ribes, seguono poi le floreali e quelle di spezie dolci. Al sorso è fresco, vibrante, tannino scalpitante, discreta persistenza e finale leggermente ammandorlato.

Arlandino Grignolino d’Asti 2018: Nel bicchiere si presenta come un “granato”, luminoso e scarico. I profumi sono quelli varietali, fruttati e speziati, con qualche nota di peonia e gelso. Al sorso è fresco, accattivante, giovanile, ma sempre dotato di una aristocratica eleganza, con un finale quasi agrumato.

Tenuta Santa Caterina_Grignolino

Monferace Grignolino d’Asti 2016: Monferace è il nome scelto dalla associazione di produttori del Grignolino storico nel territorio di 24 Comuni nel cuore del Monferrato Aleramico. Le uve provengono in parte da uno dei vigneti più vecchi di Grignolino della Tenuta che hanno raggiunto un perfetto equilibrio nell’ambiente pedoclimatico delle colline del Monferrato. L’affinamento avviene per 30 mesi in botti di rovere e per altri 30 mesi in bottiglia. L’etichetta riporta il mattone ed il ferro di cavallo dai quali, secondo la leggenda, deriva il termine Monferrato. Nel calice si presenta luminoso con un rosso che tende al granato. Profumi caldi, dolci e morbidi, rosa canina, lamponi e açai, seguono qualche tocco di erbe aromatiche e spezie dolci. Fresco, dal tannino bel presente, che il riposo in bottiglia ancora non ha domato. Una bella persistenza che gioca su freschezza e sapidità. Un vino tutto in evoluzione.

Monferace Grignolino d’Asti 2015: un bouquet complesso e variegato che ci regala sfumature odorose olfazione dopo olfazione. I profumi vanno dai floreali di rosa canina, ai fruttati ciliegia nera e mora, di spezie dolci e di erbe aromatiche. I tannini sono eleganti seppur taglienti, ma già dolci e maturi. Un puro sangue selvaggio che piano piano inizia ad abituarsi al morso della bottiglia.

Potremmo concludere che il Grignolino, come l’Araba Felice, rinasce dalle proprie ceneri per mostrarsi in tutta la sua indomita eleganza, grazie a Tenuta Santa Caterina che è riuscita a restituirgli il suo posto nell’Olimpo dei migliori vini.

 

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