Il Soave tra vini ed orti

La Strada del Vino di Soave, che conta oggi circa 130 soci suddivisi in cantine, Enti e Associazioni, Agriturismi, Ristoranti, Hotel, frantoi e aziende di prodotti tipici locali, in un ideale percorso lungo circa 50 km, si è trasferita per un giorno a Venezia per incontrare la cucina lagunare e gli orti di Sant’Erasmo in un simbolico gemellaggio.

Questa magica città lagunare ha fatto da cornice alla degustazione dei vini Soave DOC e Soave Superiore DOCG e alla presentazione di un evento che si terrà a Verona il 9 settembre: Appuntamento Soave, al cui interno si svolgerà l’ottava edizione di Soave Seven, organizzato dal Consorzio in collaborazione con la Strada.

La prima tappa è stata Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale, dove si è tenuta la conferenza stampa preceduta dai saluti del Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti.

Il Presidente della Strada del Vino Soave Stefano Alberti ha espresso il desiderio dell’associazione di far conoscere i prodotti locali, in particolare i vini, e apprezzare la loro versatilità e longevità. L’evoluzione nel tempo dei vini di Soave sarà il cuore, con Soave Seven, dell’evento Appuntamento Soave. Le cantine aderenti proporranno in degustazione i vini dell’ultima annata a confronto con quelli di un’annata precedente di almeno sette anni per dare la possibilità ai partecipanti di apprezzare il potenziale evolutivo del vitigno Garganega, che a Soave ha trovato la sua culla ideale.

Il consigliere regionale Alberto Bozza, nel suo intervento, ha rimarcato l’indiscussa vocazione vinicola del territorio, di natura vulcanica, e l’obiettivo di promuovere il territorio e i suoi prodotti, esprimendo il suo apprezzamento: “Ringrazio i produttori per la loro grande professionalità e per il loro continuo investimento, con assoluta convinzione, in ricerca e innovazione”.

Cesare Benelli presente in doppia veste sia in rappresentanza dell’Associazione della Buona Accoglienza di Venezia sia per il progetto Osti in Orto. Nel suo intervento ha ricordato come i vini di Soave abbiano da sempre accompagnato i piatti della cucina veneziana, sottolineando l’attenzione alla sostenibilità che accomuna i produttori con il progetto Osti in Orto, nato dall’idea di rifornire i 15 ristoranti locali aderenti con prodotti da agricoltura ecosostenibile, a km 0, pulita e autoprodotta.

Il pranzo al ristorante Antiche Carampane ha suggellato il simbolico gemellaggio tra i vini di Soave e la cucina lagunare con i cicchetti dello chef Giovanni Bortoluzzi e i suoi Spaghetti in Cassopipa, una ricetta “tipica dei pescatori Chioggia che raccoglievano il loro pescato e lo mettevano a cuocere in un tegame di coccio (chiamato casso). Qui, il sugo bolliva a fuoco lento (pippare). Poiché non c’erano i frigoriferi, si usavano le spezie per nascondere odori indesiderati”.

Le sette cantine partecipanti: Tenuta Sant’Antonio, Coffele, Vicentini Agostino, La Cappuccina, Gini, Nardello e Cantina del Castello hanno proposto in degustazione, un vino dell’ultima annata e uno di un’annata precedente per far apprezzare la classe, la versatilità negli abbinamenti e l’espressività acquisita nell’evoluzione dei vini di Soave.

Soave non è solo il nome delle denominazioni del comune veneto, al centro del territorio, ma è anche un aggettivo che ben si addice a questi vini eleganti, garbati, gentili ma ricchi di personalità, che non sovrastano il cibo, ma lo accompagnano valorizzandolo, senza tuttavia rinunciare alla loro identità.

Soave Classico DOC 2023 Meridies – Nardello

I Nardello sono produttori da circa 25 anni e si trovano nella zona classica.

Garganega in purezza proveniente da due zone: Soave e Monte Zoppega con profondi terreni di origine vulcanica piuttosto scuri. Si presenta di colore paglierino chiarissimo con delicati profumi floreali ed erbacei che si aprono in note fruttate di pesca bianca, uva spina, melone bianco, lime e kiwi. L’ingresso in bocca è avvolgente ed evolve in un lungo finale fresco e minerale.

Soave DOC U.G.A. 2023 Monte di Colognola – Tenuta Sant’Antonio Famiglia Castagnedi

Da uve Garganega e Trebbiano di Soave provenienti dalla zona collinare vulcanica.

Paglierino con riflessi oro verde, propone un iniziale intenso naso fruttato di pesca gialla, mango, cedro e bergamotto. Prendendo temperatura si evolve e si completa con erbe aromatiche, menta e mineralità percettibile anche a livello olfattivo. Il sorso è fresco, con finale sapido leggermente ammandorlato.

Soave Classico DOC 2023 Ca’ Visco – Coffele

L’azienda Coffele nasce nel 1971 e ha la sua sede nel centro storico del comune di Soave.

Ca’ Visco è un cru nel cru, prodotto con 75% Garganega e 25% Trebbiano di Soave.

Composto ed elegante, paglierino luminoso, ha un iniziale bouquet floreale ed erbaceo che si arricchisce di frutta bianca. Il Trebbiano gli conferisce struttura, in bocca è morbido e minerale, con aroma di albicocca e chiusura fresca.

Soave Classico DOC 2023 Castello – Cantina del Castello

Da uve 90% Garganega e 10% Trebbiano di Soave, provenienti dalla zona classica. Colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Bella freschezza, profumo ricco e floreale con note di frutta a polpa bianca (mela golden e mela verde), note balsamiche (pino e ginepro) e fiori bianchi; sapore morbido e armonico con retrogusto persistente e vellutato.

 

Soave Classico DOC 2023 – Gini

Un blend di uve 100% Garganega provenienti da diversi vigneti della zona classica, vigne vecchie su terreni vulcanici.

Paglierino con riflessi dorati ha iniziali profumi erbacei con mineralità ben percettibile a livello olfattivo che evolvono in note floreali di sambuco e fruttate di mela, pompelmo e bergamotto. In bocca riconferma la spiccata mineralità con aromi di mandorla fresca.

Soave DOC 2022 San Brizio – La Cappuccina

L’azienda è in regime biologico da 40 anni. A differenza degli altri presentati oggi, questo vino da 100% Garganega affina per 7-8 mesi in carati da 500 litri nuovi e di secondo passaggio.

Il bouquet è floreale di zagara, fiore di limone e camomilla, e fruttato di pompelmo, papaia e kiwi. La bocca viene avvolta da aromi maturi di arancia bionda e confettura di pesche con finale sapido e leggermente ammandorlato.

Soave Superiore DOCG 2022 Il Casale – Vicentini Agostino

Le uve 100% Garganega, coltivate in regime biologico, vengono lasciate maturare in pianta fino ai primi di ottobre, epoca della vendemmia.

Di colore paglierino molto chiaro si presenta con sentori floreali di biancospino e acacia e fruttati di pera, melone bianco e zest di limone. Il sorso è corrispondente, fresco e minerale.

I vini delle annate precedenti rivelano tutti sorprendente freschezza, nonostante l’evoluzione, la mineralità è sempre ben presente ed evolve in sentori di pietra focaia, idrocarburi e iodati, marcatori del territorio.

Soave Superiore DOCG 2017 Il Casale – Vicentini Agostino

Il naso iniziale di marmellata di limoni, ginestra e salvia si arricchisce di lavanda, essenza di bergamotto e miele di agrumi per evolvere ulteriormente in note balsamiche con una punta di fumo di camino.

Soave classico DOC 2016 La Froscà – Gini

Profumi evoluti di bergamotto, marmellata di arance, ginestra, minerale di pietra focaia e con una nota speziata leggermente piccante.

Soave classico DOC 2016 Vigna Turbian – Nardello

Vino prodotto da vecchie parcelle di Trebbiano di Soave. Si evidenzia la diversità del vitigno con profumi di zagara, fiori dolci, camomilla e melone bianco. Mineralità iodata ben percettibile anche a livello olfattivo.

Soave classico DOC 2014 Vigna Monte Ceriani – Tenuta Sant’Antonio Famiglia Castagnedi

Si apre con profumi di evoluzione dati da un’annata particolarmente difficile dal punto di vista climatico; si presenta erbaceo con note di fieno, peperone e richiami gessose. Ancora molto fresco nonostante i 10 anni.

Osti in Orto, introdotto già da Cesare Benelli durante la conferenza stampa, è un progetto nato nel periodo del Covid.

Terreni incolti dell’isola di Sant’Erasmo, particolarmente vocati, sono stati recuperati per produrre ortaggi, frutta ed erbe aromatiche a km 0, ecosostenibili, seguendo la stagionalità e valorizzando le varietà autoctone. Questi prodotti soddisfano quasi completamente le esigenze di approvvigionamento dei 15 ristoratori veneziani aderenti.

Le colture dei quattro ettari dedicati a ortaggi di vario tipo si presentano al momento rigogliose di zucchine, peperoni di diverse varietà, pomodori in maturazione che mostrano le prime sfumature rosse, patate e i rinomati asparagi. Tre ettari e mezzo sono invece dedicati al carciofo violetto, varietà autoctona e presidio Slow Food con circa seimila piante.

Il progetto è in costante evoluzione con l’obiettivo di recuperare nuovi terreni e aggiungere nuove varietà.

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