In Gallura il vento arriva impetuoso dal mare, qui, tra graniti scolpiti dal tempo e macchia mediterranea, Surrau dà voce a questa parte di Sardegna attraverso i suoi vini. Vermentino, Cannonau, Carignano: uve autoctone che danno vita a vini che raccontano quest’isola fatta di sole, sabbia e roccia. Tra i filari di Surrau, il tempo è un alleato che regala longevità ai vini che anno dopo anno, offrono nuove e profonde sfumature.

Questo è stato il tema dell’incontro con la stampa all’Enoluogo di Civiltà del Bere, a Milano, durante una masterclass tecnica.

Voce di Cantina Surrau è stato Marco Loddo, direttore commerciale, che, insieme a Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere, hanno orchestrato una degustazione tra Vermentino e Cannonau. Loddo ha ricostruito il percorso della cantina, illustrandone le scelte viticole e produttive.

Surrau è una cantina relativamente giovane, tutto è iniziato vent’anni fa e la prima annata messa sul mercato è stata la 2005. Alle spalle c’è la famiglia Demuro di Arzachena molto ben radicata nel territorio il cui core business è un’azienda di materiali edili in Sardegna. Verso la fine degli anni ‘90 hanno deciso di riappropriarsi di quelli che erano i terreni della Valle di Surrau e cominciare a impiantare vigneti per ritornare alle proprie radici. Dai 5 ettari iniziali si è arrivati ai 70 attuali con una produzione di circa 450 mila bottiglie, 8 appezzamenti, tutti sotto il comune di Arzachena, composti da suoli sabbiosi e franco-sabbiosi derivanti dal disfacimento granitico delle rocce millenarie della Sardegna. Originariamente il focus era per il vino rosso, anche in ricordo del nonno che era stato uno dei pionieri per la nascita della DOCG in Gallura. Ad oggi, dopo uno studio dei suoli, è il Vermentino portavoce dell’azienda e rappresenta più o meno il 75% della produzione totale. Non manca la quota dei rossi rappresentata in primis dal Cannonau, Carignano, Bovale e Caricagiola, varietà diffusa soprattutto tra Gallura e Corsica, oltre a quote più contenute di Cabernet Sauvignon e Syrah.

La calda annata 2026

La maggior parte dei vigneti di Surrau è stata impiantata negli anni 2000 giungendo ora alla sua maturità produttiva. «Dopo alcune annate irregolari- spiega Loddo – le piante hanno iniziato ad adattarsi alle temperature elevate. In questa calda estate 2026 la vendemmia è iniziata il 5 agosto per le basi spumante, mentre quella del Vermentino è iniziata intorno alla settimana di Ferragosto. Circa 15 prima di una vendemmia “classica”».

L’inerbimento tra i filari aumenta la sostanza organica e stimola la biodiversità, ma protegge anche il suolo dall’irraggiamento diretto e contribuisce a ridurne la temperatura. In vigna viene utilizzato il caolino, un’argilla bianca naturale micronizzata che viene sciolta in acqua e spruzzata sulla chioma per proteggere le viti sia dal caldo estremo, ma anche dai parassiti.

Sciala Vermentino

Prima di iniziare con la degustazione è d’obbligo ricordare che il Vermentino di Gallura è l’unica DOCG della Sardegna. Rispetto alle espressioni provenienti da altre aree, i vini di questa zona si distinguono, generalmente, per struttura, mineralità e sapidità, caratteristiche regalate dai terreni, dalle brezze marine e dalla vicinanza con il mare.

Sciala Vermentino di Gallura DOCG Superiore 2025, etichetta iconica di Surrau che incarna l’azienda stessa. La sua produzione si aggira intorno alle 70.000 bottiglie l’anno. I terreni poveri, derivanti dal disfacimento granitico, limitano naturalmente lo sviluppo della pianta e favoriscono la concentrazione delle uve, la finezza aromatica e la spiccata sapidità.

Le rese si aggirano intorno ai 75 quintali per ettaro ben al di sotto dei 90 previsti dal disciplinare. Pressatura soffice, fermentazione in acciaio e affinamento nello stesso materiale.

Il primo naso regala quei profumi post fermentativi ecco allora la frutta a polpa bianca, pera, mela golden, lime e pompelmo rosa. Con il secondo naso arrivano i toni speziati e minerali, note iodate, elicriso e roccia marina. In bocca è saporito, fresco, secco e con una chiusura ammandorlata, tipica del vitigno.

Costa circa 21 euro

Sciala Life Edition, il Vermentino sfida il tempo

Sciala Life Edition è un capitolo a parte, riprende il nome del vino iconico dell’azienda, ma ha una sua identità ben precisa. Nasce con l’annata 2023 e fa da 1a 2 anni in più di cantina rispetto a Sciala. Fermarsi qui sarebbe alquanto riduttivo. La vera novità è l’uso dei Wine Globe, qui affina una parte dello Sciala destinato alla Life Edition, solo 2.400 bottiglie, tutte numerate.

La massa di partenza è la stessa dello Sciala, ma una parte di massa “sporca” affina per dodici mesi nei Wine Globe, contenitori francesi in vetro borosilicato da 225 litri, e in uova di cemento grezzo non resinato da circa 670 litri. Dopo l’affinamento le due masse vengono riunite per proseguire insieme la permanenza in bottiglia. Il vetro e il cemento sono due materiali che non cedono componenti aromatiche, rallentano l’evoluzione e permettono di preservare integre sia le caratteristiche del vitigno sia quelle del territorio.

Sciala Life Edition 2024 si apre con note più calde, mediterranee, la frutta bianca diventa quasi tropicale, agrume candito, dente di leone, cedro, mandarino, mela cotogna ed erbe aromatiche. Aspettandolo nel calice si percepiscono note marine, pietra focaia, alloro e macchia mediterranea. Il sorso è profondo, suadente con una maggior complessità seppur giovane.

L’obiettivo della cantina è dare la possibilità al consumatore di poter scegliere tra uno Sciala d’annata e una Life Edition più complessa ed evoluta, per dar prova nel calice della grande longevità di questo vitigno.

Costa circa 35 euro

Montidimola Vermentino di Gallura DOCG Vendemmia Tardiva 2023

Le uve provengono da un unico vigneto di 3,8 ettari, che gode di un corridoio di ventilazione delle Bocche di Bonifacio, venti costanti, che abbassano le temperature medie e favoriscono le escursioni termiche. Queste condizioni posticipano di circa due o tre settimane la classica maturazione dei grappoli.

Una vendemmia tardiva che non ti aspetti: secca. Le uve, in parte sono lavorate a grappolo intero e in parte diraspate in modo soffice con sgranellatrice. Il 50% fermenta in botti di rovere di Slavonia non tostato da 35 ettolitri e la parte restante in uova di cemento. Nel calice colpisce per un giallo dorato luminoso che preannuncia una maggiore concentrazione. Al naso subito la frutta tropicale, arancia amara, erbe aromatiche, macchia mediterranea, lentisco e una marcata nota iodata.

L’annata 2023, piuttosto calda, ha regalato al vino ricchezza e struttura. Lungo e sapido, un calice che più di altri possiede quelle caratteristiche gastronomiche che lo rendono poliedrico e facilmente abbinabile.

Costa circa 30 euro

Il Cannonau che non ti aspetti

Pentima Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2023, prodotto in quantità limitata, circa 6.500 bottiglie. Pentima è il nome della piccola vigna da cui si ottengono i grappoli per questa riserva, rese basse circa 35 quintali per ettaro.

La fermentazione avviene in tini tronconici di rovere di Slavonia non tostato da 35 ettolitri, segue una sosta a contatto con le bucce, a cappello sommerso e frequenti rimontaggi, per circa 15-20 giorni. Affina12 mesi negli stessi tini, segue un passaggio in cemento. Il bouquet è fruttato, amarena, ribes, cranberry note di macchia mediterranea: mirto, lentisco, rabarbaro e liquirizia. Il sorso è sapido, mediamente fresco, con un tannino ancora giovane, torna la frutta già percepita al naso. «Quando si pensa al Cannonau, si pensa ad un “vinone” – spiega Marco Loddo – ma vogliamo dimostrare che non è sempre così. Si possono produrre vini eleganti che invogliano la beva.»

Costa circa 25 euro

Surrau Metodo Classico Dosaggio Zero, Blanc de Noirs ottenuto da Cannonau. L’azienda produce Metodo Classico dal 2010. Inizialmente si era scelto di spumantizzare il Vermentino e il Cannonau in versione rosé, ma negli ultimi anni la scelta è caduta sul Cannonau vinificato in bianco. La base è costituita dal millesimo 2021, a cui è stato aggiunto un 4% di vino proveniente da una riserva perpetua conservata in tonneau esausti. Affina sui lieviti per circa 36 mesi, ma si sta pensando a un 48 mesi che è già in affinamento. Il calice regala note balsamiche e sulfuree riconducibili ai terreni granitici, non manca il frutto, un tocco di pepe bianco, freschezza e una sfumatura mentolata. Fresco, equilibrato, piacevole sapidità e una punta di astringenza sul finale. Un calice gastronomico estremamente piacevole.

Costa circa 30 euro

 Una visione di Sardegna classica, ma non troppo che mostra la longevità del Vermentino e un’insolita faccia del Cannonau, soprattutto nella versione spumantizzata.

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