Viaggio nell’Erbaluce Caluso DOCG

Quando si parla dei vini piemontesi il pensiero va subito ai grandi rossi, ma questo territorio ha anche dei vitigni a bacca bianca di grande spessore, ne è un esempio l’Erbaluce di Caluso. Vitigno antico conosciuto fin dal 1600, è stata la prima DOC a bacca bianca del Piemonte ottenuta nel 1967.

Leggenda vuole che il vitigno prenda il nome dalla ninfa Albaluce, ossia Luce dell’Aurora, figlia del Sole e dell’Aurora, che poi si trasformò in Erbaluce. Nel 1606 il gioielliere di Casa Savoia descrive “l’uva bianca così detta, come alba luce, perché biancheggiando risplende… matura diviene rossa e colorita”. Infatti, gli acini in autunno assumono riflessi caldi e rosati che diventano man mano più intensi fino ad arrivare color ambra nella parte superiore.

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L’Erbaluce di Caluso viene coltivato nell’anfiteatro di Ivrea, un rilievo morenico di origine glaciale situato nel Canavese, formatosi dallo spostamento dei ghiacciai. Un terreno particolarmente adatto alla coltivazione della vite, grazie a uno strato ciottoloso in superficie che, per l’importante pendenza delle colline, favorisce il deflusso delle acque, mentre nello strato inferiore la presenza di argille trattiene l’acqua anche per i periodi di siccità. Il microclima è mite, protetto dalle colline ed equilibrato dalla presenza di numerosi laghi. Il territorio beneficia di una costante ventilazione generata dalle vicine alpi valdostane. Il vitigno si caratterizza per un’acidità quasi mitologica, negli anni 90 non molto apprezza, ma che oggi sta’ riscoprendo una nuova giovinezza.

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Viaggio nella denominazione Erbaluce Caluso DOCG

In una bellissima degustazione del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini DOCG Caluso, DOC Carema e Canavese guidati dall’enologo Gianpiero Gerbi, sono state raccontate le quattro versioni di Erbaluce previste dal disciplinare: l’affascinante Metodo Classico, il luminoso bianco fermo, la riserva intrigante affinata nel tempo, e il complesso e dolce passito.

Erbaluce di Caluso DOCG Spumante, prodotto esclusivamente con metodo Classico. Acidità e struttura sono i due elementi fondamentali. Profumo delicato e caratteristico, gusto asciutto con note fruttate e floreali. Questo vino è ottimo per introdurre il pasto, ma anche come accompagnamento di piatti di pesce quali il carpaccio di trota e la tartare di coregone. Erbaluce di Caluso DOCG i suoi profumi rievocano i fiori di campo, acacia e biancospino. Il sapore è fresco e secco. Le sensazioni che ritornano in bocca sono sostenute da un nerbo sapido, che sfuma nel finale su note lievemente ammandorlate. La caratteristica nobile dell’Erbaluce sta nella spiccata capacità di evoluzione nel tempo. Dopo tre o quattro anni di invecchiamento questo vino mostra tutta la sua complessità e struttura: emergono note minerali e terziarie estremamente interessanti. I suoi profumi e la sua struttura delicata vengono valorizzati se accompagnati con piatti dal gusto altrettanto delicato, come frittate a base di verdure, risotto alle rane oppure la zuppa canavesana, a base di cavolo cappuccio e brodo di carne. È un vino di struttura da servire con antipasti ed ogni primo e secondo, in particolare carne bianca e pesce. È ottimo anche a fine pasto accompagnato a formaggi e dolci.

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Erbaluce di Caluso DOCG Passito i grappoli, dopo un’accurata cernita, vengono sottoposti a un periodo di appassimento in locali arieggiati, le cosiddette “passitaie”, dove rimangono, distesi su graticci o appesi per il peduncolo, per un periodo che varia dai 3 ai 5 mesi per poi iniziare la pigiatura. Devono passare almeno 3 anni prima della commercializzazione e 4 anni per la Riserva. Nella versione passita esce tutta la poliedricità di questo vitigno ed il suo valore assoluto. È un vino con notevole capacità di invecchiamento anche 30 o 40 anni. Il vino ha un colore che va dal giallo oro all’ambrato, limpidezza brillante, profumo elegante e vagamente etereo. Il suo gusto dolce, che richiama agli aromi di miele, confettura, frutta passita e candita, lo rende perfetto per accompagnare i formaggi, in particolare quelli dal gusto forte come il Roquefort e il Castelmagno. Classico è l’abbinamento con i torcetti di Agliè, biscotti della Duchessa della pasticceria Roletti di San Giorgio, paste di meliga, canestrelli e torta 900 di Ivrea.

Per toccare con gusto questo affascinante racconto ecco i vini in degustazione

Marco Rossa – Caluso DOCG Spumante Metodo Classico Pas Dosé 2020 affinamento sui lieviti per 24 mesi, successiva sboccatura e senza dosaggio. Perlage fine e persistente. Al naso note di fiori bianchi, accenni minerali e lievi sentori di erba e soffi balsamici. In bocca si presenta cremoso, con note quasi burrose, avvolgente, piacevolmente morbido, intenso, persistente, bellissima tensione acida, ma ben bilanciata, sapidità non aggressiva.

Cieck – San Giorgio Caluso DOCG Spumante Metodo Classico Brut 2020 24 mesi di affinamento. Perlage fine e persistente. Il naso è fragrante e varietale con sensazioni fruttate e floreali, tiglio, acacia, note minerali, di ghiacciaio, e fresche, accompagnate da leggere note di pane e pasticceria. Il sorso è avvolgente, di corpo, armonioso e con un’acidità viva e tagliente, il perlage regala volume e croccantezza.

Orsolani – La Rustìa Caluso DOCG 2022 Si caratterizza per note fredde, fragranti, erbe aromatiche, salvia e accenni agrumati, pompelmo rosa. Al palato è diretto, pulito, minerale con un finale ammandorlato.

Azienda Vitivinicola Giacometto Bruno – Caluso DOCG 2022 Azienda Bio, al naso sentori di rosmarino, salvia, fiori di acacia, leggere note verdi e sfumature iodate, pietra focaia. In bocca spiccano freschezza, corpo ricco sorretto da una buona acidità e sapidità.

Kalamass – Caluso DOCG 2020 Al naso sentori di erbe officinali, rosmarino, salvia, fiori di acacia e una leggera nota erbacea. Il sorso è fresco e sapido, con ricordi di frutta polposa. Malolattica parzialmente svolta.

Tappero Merlo – Kin Caluso DOCG 2019 Affina in piccole botti di rovere per 36 mesi. Al naso è avvolgente ed elegante, note di salvia, sentori balsamici, speziati, minerale e sfumature agrumate, floreali e di erbe spontanee. In bocca fresco e sapido con finale morbido e caldo con ritorni agrumati. Lunga persistenza e grande equilibrio.

Cantina Massoglia – Caluso DOCG Passito 2016 I grappoli vengono lasciati in solaio fino a gennaio ad appassire. Il naso regala sentori di frutta matura e secca, mandorla e nocciola, miele e caramello. Una bellissima freschezza capace di sorreggere il tenore zuccherino, struttura e corpo.

Cantina della Serra – Caluso Docg Passito Riserva 2015 6 anni di botte di rovere, limpido, giallo ambrato con sfumature ramate. Olfatto ampio, prugna secca, albicocca matura, vaniglia, mandorla tostata, cera d’api, smalto, sottobosco, erbe mediterranee essiccate e note balsamiche. In bocca dolce, ma non stucchevole, ricco e scattante, leggermente sapido.

Si può concludere dicendo che L’Erbaluce è uno scrigno per l’interpretazione del produttore, un vitigno capace di affrontare il passare del tempo regalando emozioni a chi lo saprà aspettare.

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