Villa di Capezzana un vino una storia

La zona del Carmignano è una zona vocata per la viticoltura fin dal tempo degli Etruschi, ma è forse con i Medici che Carmignano e Capezzana vedono il loro momento di massimo splendore. Infatti, l’azienda si trova all’interno dell’antica riserva di caccia istituita il 17 maggio 1626 dal granduca Ferdinando II de’ Medici, nella zona di Montalbano, e circondata dall’imponente muro del Barco Reale. Questo muro, lungo cinquanta chilometri, ha permesso di preservare a lungo questo territorio creando un microcosmo non offeso dalla prepotenza dell’edilizia.

Capezzana è una delle più antiche aziende vinicole d’Italia e produce vino nel Carmignano da più di 1200 anni.Nell’Archivio di Stato di Firenze, infatti, è presente un contratto di affitto datato 804 D.C in cui si parla già allora di coltivazione di olio e vite a Capezzana.

Capezzana Aerea

La DOCG del Carmignano è una delle quattro zone tutelate dal Bando del 1716 del granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici che ne identificava i confini. Negli anni ‘30 del secolo scorso, questa “zona Medicea” fu dapprima inglobata nella D.O.C. Chianti Montalbano. Poi, dopo un lungo e difficile percorso si ebbe il ritorno alla denominazione “Carmignano”, fondamentale fu il contributo di Ugo Contini Bonacossi, di Tenuta di Capezzana, insieme all’ingegner Cianchi del Poggiolo e dell’allora sindaco di Carmignano dott. Lenzi. Nel 1975 fu finalmente riconosciuta la D.O.C. Carmignano e nel 1990 si ottiene la D.O.C.G. .

L’unicità della D.O.C.G. Carmignano non è solo di storia, ma vanta la presenza di alcuni vitigni, che nel resto della Toscana non sono molto frequenti o addirittura sconosciuti, e che rendono questo vino diverso dal Chianti per precise qualità organolettiche.

Infatti, la presenza del Cabernet è attestata nell’uvaggio del Carmignano da oltre cinque secoli: si racconta che i primi vitigni siano stati trapiantati su queste colline per desiderio di Caterina de’ Medici, quando nel sedicesimo secolo fu regina di Francia: lo confermerebbe lo stesso nome di “uva francesca”, ancora in voga tra i vecchi viticoltori e chiara storpiatura dal francese di un aggettivo che forse ne indicava la provenienza.

Beatrice e Filippo

Dal 1920 l’azienda di Capezzana è di proprietà della famiglia Contini Bonacossi e il 1925 è il primo anno di produzione del vino “Villa di Capezzana”, ottenuto da Sangiovese e Cabernet, un vino che ancora oggi l’Azienda produce. Ugo Contini Bonacossi negli anni 60 trasforma Capezzana dalla mezzadria in azienda moderna, iniziando ad esportare all’estero facendosi aiutare dai figli.

Oggi, la famiglia Contini Bonacossi è custode della storia di questo territorio e ne preserva la memoria. L’Azienda comprende 650 ettari, 90 a vigneto e 140 a oliveto, due ville, una cantina di produzione e un frantoio e ha adottato un sistema agricolo biologico. Vittorio Contini Bonaccossi si è dedicato molto alla formazione del Bio-Distretto del Montalbano, del quale è stato il primo presidente, per valorizzare e tutelare queste affascinanti colline dotate di un ecosistema estremamente variegato. Le vigne di Capezzana hanno esposizione e età diverse, la più vecchia ha circa cinquantacinque anni.

“Molte vigne passano da un terreno argilloso ad uno sabbioso per tornare argilloso e magari con galestro, metro dopo metro c’è una grande differenza. La formula alchemica del vino di Capezzana la si trova proprio nell’estrema disomogeneità della terra e dell’esposizione dei vigneti. È esattamente da questa “caoticità” che scaturisce la grande complessità dei nostri vini, inimitabili esattamente perché è impossibile ripetere la stessa ricetta in altre regioni o in terreni anche non lontani dal Carmignano.” (Vittorio Contini Bonacossi)

Queste condizioni conferiscono ai vini di Capezzana un corredo aromatico policromo e una notevole longevità, che si apprezza degustando le annate storiche, custodite nell’antica cantina dell’azienda.

Capezzana campagna

A Capezzana, oltre al Sangiovese e al Cabernet Sauvignon e Franc, si coltivano anche Canaiolo, Trebbiano, Chardonnay, San Colombano, Merlot e Syrah. Al fine di preservare l’unicità espressiva di questo territorio in cantina si usano esclusivamente lieviti indigeni. La gestione della vigna e della cantina restano in famiglia, con una rappresentanza femminile.

Benedetta Contini Bonacossi responsabile della produzione enologica, Beatrice direttore commerciale e Filippo, che si occupa del settore finanziario e della produzione dell’olio, fanno tutti parte della quarta generazione della famiglia. In azienda è arrivata anche la quinta generazione, con Gaddo, responsabile della campagna e Serena che si occupa dell’ospitalità e affianca Beatrice anche nella parte commerciale.

Villa di Capezzana 2011 Carmignano D.O.C.G. è ottenuto da Sangiovese 80% e Cabernet 20%. Affina per il 70% in tonneaux per almeno 12 mesi e per il restante 30% in botte grande per 16 mesi. Nel calice si presenta color rubino scuro con qualche sfumatura che tende al granato. Al naso il blend del Carmignano è subito riconoscibile: elegante apre con note di frutta scura e ben matura, marasca, mora, gelso, cassis e tamarindo, seguono poi note speziate, pepe nero, liquirizia, cacao, rosmarino e qualche accenno balsamico. Il sorso non delude: morbido, avvolgente, con tannini giovani ed eleganti, fresco, con una buona sapidità e una bellissima PAI. Si accompagna ai piatti tipici della cucina toscana, alle carni in genere ed ai formaggi di media stagionatura.

Villa di Capezzana 2011

In Villa di Capezzana l’unione tra Sangiovese e Cabernet regala un vino elegante e dal gusto unico, in cui il Cabernet si è “autoctonizzato” ed è come bere un sorso di storia, ogni anno diverso, ma dove eleganza, precisione e piacevolezza di beva sono sempre presenti. Un calice che parla toscano tanto da non sembrarlo con il suo storico uvaggio marcato dall’uva francesca.

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