Stile Siciliano: i vini rossi del futuro

Nel sud-est della Sicilia c’è un territorio, incentrato sulla città di Vittoria, in provincia di Ragusa, affacciato sul golfo di Gela, delimitato a nord dai monti Erei, in cui viene prodotta l’unica DOCG siciliana: il Cerasuolo di Vittoria. Questo vino dalle origini antiche, ma estremamente moderno, è stato presentato a Milano in un evento promosso dall’Enoteca Regionale della Sicilia – sede del Sud Est, in collaborazione con il Consorzio di tutela Cerasuolo di Vittoria DOCG e Vittoria DOC e della Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, narrato da Andrea Amedei, nota voce di Decanter Rai Radio2. “Non una semplice degustazione – sottolinea Silvio Balloni, presidente dell’Enoteca Regionale della Sicilia sede del Sud Est – ma un’intensa giornata di confronto dedicata interamente all’eccellenza dei vini siciliani, con un focus speciale sul nostro straordinario Sud Est”. Il Cerasuolo di Vittoria, che da poco ha celebrato 20 anni dal riconoscimento della DOCG e 50 anni dalla DOC, non è solo un prodotto, è l’espressione del territorio. Le città, in quella zona, sono nate perché c’era l’agricoltura, la viticoltura, perché c’era il Cerasuolo di Vittoria.

La storia di questo vino, che inizia intorno al 1600, è molto singolare. Una donna, Vittoria Colonna Enriquez, vedova di un nobile spagnolo, assunse la reggenza della Contea di Modica in nome e per conto del figlio minorenne, ritrovandosi una campagna incolta e un sacco di debiti che le aveva lasciato il marito. Per far fronte alle difficoltà economiche diede in affitto la campagna ai contadini inducendoli a bonificarla e farla tornare produttiva. Dei coloni dalle zone vicine, dalla Calabria, da Malta presero degli appezzamenti, che dovevano essere ripagati con parte del raccolto, e, oltre al grano, coltivarono la vigna, piantando i vitigni disponibili nei dintorni: principalmente il Calabrese o Nero d’Avola e il Frappato. Il nome Calabrese non è dovuto al fatto che era stato portato dalla Calabria, bensì è la storpiatura del siciliano Callaurisi, contrazione di Calea Aulisi ossia Uva di Avola ad indicare l’origine più probabile di questo vitigno. La città di Vittoria, i cui scorci sono noti per aver fatto da sfondo a molti episodi della serie “Il Commissario Montalbano”, venne fondata nel 1607 proprio per dare una comunità ai coloni. I vini prodotti a Vittoria erano già apprezzati in tutta Europa nell’800 per la capacità di conservarsi, per la loro schiuma viola e per i profumi affascinanti. Dopo un periodo buio dovuto alla fillossera e alle guerre, negli anni ’70 venne rivalutato, ottenendo prima la DOC e in seguito la DOCG.

Cerasuolo di Vittoria storia di un vino

Il Cerasuolo di Vittoria è un vino antico, ma estremamente moderno, perché rispecchia il gusto attuale e le esigenze di abbinamento con la cucina contemporanea. È un vino rosso che, grazie al tenore alcolico misurato e al tannino delicato, può essere servito anche fresco, in abbinamento alla cucina di mare, per esempio con tonno rosso o guazzetti di pesce arricchiti da pomodoro.

Il nome del vino, Cerasuolo, viene da cerasa, ciliegia in siciliano, per il profumo di questo frutto goloso che caratterizza i due vitigni con cui è prodotto: Nero d’Avola e Frappato. Il Nero d’Avola è noto per essere un’uva carica di struttura, colore e profumi, in passato veniva utilizzato per ottenere un vino da taglio, spesso indicato con il nome di vino di Pachino. Nella zona di Vittoria, però, interviene il terroir a ingentilirlo. Il terreno sabbioso, lo sfina nel corpo nel colore e nel tenore alcolico. Pur trattandosi della zona più calda e siccitosa d’Europa, riesce a dare vini dal grado alcolico contenuto. Dalle sabbie rosse, ricche di ferro e calcare, le uve acquisiscono sapidità, mentre lo strato sottostante di tufo assorbe la pochissima acqua che cade durante l’anno e la rende disponibile nei momenti di stress idrico. Le brezze marine e i venti freschi dai monti Iblei, creando escursione termica, danno il loro contributo a un nettare profumatissimo, ammaliante, che ricorda la ciliegia, la marasca, il gelso, tipico della Sicilia, oltre a note di viole e rose, a volte un po’ appassite. Un vino perfetto da bere subito, ma con la capacità di evolvere negli anni, intenso e persistente a livello gustativo. Il Frappato, vinificato anche in purezza, è un vitigno fortemente legato al territorio citato in un trattato di enologia del 1723, ma sicuramente più antico. Caratterizzato da una maturazione tardiva non è dotato di grande struttura, ma si distingue per una bassa alcolicità e tannino delicato. Il suo nome deriva da fruttato, proprio per i profumi di ciliegia, fragolina di bosco, gelatina di lamponi e da frappe frappe, una parola onomatopeica che fa riferimento alla croccantezza dei suoi acini.

Il territorio della DOCG comprende cinque comuni della provincia di Ragusa, due della provincia di Catania e due della provincia di Caltanissetta e al suo interno troviamo la zona classica, ritenuta la più ricca di storica. L’ambiente è variegato: la parte collinare arriva fino a 500 metri sul livello del mare e degrada in un pianoro, di Boscopiano, dove si trova appunto Vittoria, che si estende verso il mare in un territorio che presenta i contrasti tipici della sicilianità. Una campagna ricca anche dal punto di vista cromatico, dolce ma contemporaneamente aspra, caldissima, ma profumata, ricca di vegetazione che varia dalla macchia mediterranea ai boschi di quercia con dune sabbiose e scogliere nella parte più vicina al mare.

Il Cerasuolo di Vittoria Classico, prodotto nella zona storica, da disciplinare può essere messo in commercio dopo 18 mesi dalla vendemmia, ma quasi tutti i produttori aspettano almeno due anni; non viene imposto l’uso del legno, la scelta dei recipienti di vinificazione dipende dallo stile che l’azienda vuole dare ai suoi vini.

I vini in degustazione nella masterclass dedicata al Cerasuolo di Vittoria.

Cerasuolo di Vittoria DOCG 2023, PLANETA, presentato dall’enologa Patricia Tóth. Prodotto a Dorilli, nella zona classica, vicino al mare, con le radici che affondano nella sabbia rossa per oltre un metro di profondità fino a raggiungere lo strato di tufo. La composizione è 60% Nero d’Avola e 40% Frappato. La vinificazione avviene unicamente in acciaio. Il colore rubino ha una bella trasparenza; giovanissimi riflessi che virano verso il fucsia trova riscontro nei profumi di frutti di bosco appena raccolti, ribes, ciliegia, rosa rossa, erbe aromatiche e leggere note iodate, ematiche, di oliva, che si ripropongono in un sorso fresco e persistente.

Cerasuolo di Vittoria DOCG 2023, Floramundi, DONNAFUGATA, presentato dal titolare Antonio Rallo. Prodotto nel comune di Acate, leggermente più a monte, fra 120 e 240 metri di altitudine in una zona che, dalla riva del fiume Dirillo, si dirige verso l’altopiano, su terreni ricchi di limo e ciotoli con una piccola percentuale di argilla e frazione sabbiosa importante. Battezzato Floramundi, dalla madre, per sottolinearne la florealità, è composto per il 70% da Nero d’Avola e 30% Frappato, affina per nove mesi in acciaio. Dal colore più concentrato è caratterizzato da amarena e frutta scura, viola, ibiscus essiccato, ha tannino più astringente, note di erbe aromatiche ed ematiche più evidenti con succosa arancia rossa leggermente pepata.

Cerasuolo di Vittoria DOCG 2023, I Putti del Serpotta, FEUDI DEL PISCIOTTO. Prodotto su colline molto alte nella zona di Niscemi, 60% Nero d’Avola 40% Frappato affina per sei mesi in barrique seguiti da altri sei in bottiglia. Il colore più fitto fa già presagire la prevalenza di frutta scura, fra cui spicca il gelso, anche in gelatina, con speziatura di chiodi di garofano e pepe. Sapido, tannino accentuato dal passaggio in legno, ma equilibrato da una discreta avvolgenza.

Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2022, COS, presentato da Giovanni Occhipinti. Azienda nata negli anni ’80 da tre amici: Giambattista Cilia, Giusto Occhipinti e Cirino Strano, di cui “COS” è l’acronimo. All’epoca erano i più giovani produttori della zona che hanno dato un impulso notevole a quello che è oggi il Cerasuolo di Vittoria. Le vigne sono situate a 240 metri di altitudine a 12 km dal mare, ad Acate. Il terreno, di origine marina, è costituito da uno strato di 40 cm di sabbia rossa che copre la roccia calcarea. L’uvaggio è un blend di 60% Nero d’Avola e 40% Frappato che fermenta in vasche di cemento solo con lieviti indigeni, segue l’affinamento per circa 18 mesi in botte grande. Il sorso pieno e vellutato, con tannino ben integrato e finale fresco presenta un goloso bouquet di violetta candita, ciliegia croccante, gelatina di lamponi, carcadè, liquirizia ripiena alla fragola, pietra bagnata e grafite.

Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2021, Brunetti d’Opera, CASA GRAZIA, presentato da Riccardo Vella. Nasce in un posto dalle caratteristiche uniche, la riserva naturale Biviere di Gela con il più grande lago costiero salato di Sicilia, che presenta una grande biodiversità. I vigneti sono disposti sulla spiaggia a corona del lago accarezzati dalle brezze marine. La cantina sorge nella casa estiva di Salvatore Aldisio di cui si custodisce l’eredità e viene dato seguito all’operosità. Affinato per dodici mesi in barrique, ha colore fitto, salato al gusto, caratterizzato da aromi scuri di ginepro, prugna rossa ed erbe aromatiche.

Cerasuolo di Vittoria DOCG 2021, Dakry, AZIENDA AGRICOLA FEDE BENIAMINO, presentato da Achille Alessi. Da una piccola vigna in forte pendenza situata a Licodia Eubea, nella zona più montana della denominazione, con suoli bianchi calcareo argillosi, questo vino composto da 70% Nero d’Avola e 30% Frappato si presenta di grande struttura nonostante l’affinamento avvenga solo in acciaio per 18 mesi. La balsamicità iniziale si allarga in note scure di mirtillo, gelso, prugna essiccata rinfrescata dall’arancia rossa.

Cerasuolo di Vittoria DOCG 2021, Grotte Alte, ARIANNA OCCHIPINTI, presentato dalla titolare che da anni si impegna nella divulgazione della conoscenza dei vini di questa zona. Nasce in Contrada Fossa di Lupo, a Vittoria, su sabbia scura con ciotoli e calcare bianco duro, coltivato in regime biodinamico. La produttrice lo definisce il più ambizioso dei suoi vini, dopo la fermentazione spontanea affina 48 mesi in botte grande. Ha un grande potenziale di invecchiamento, ma è godibile fin da subito. Lunga persistenza giocata su ribes, gelso, macchia mediterranea con profumi dolci di viola candita e gelatina di more.

Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG 2023, Sabuci, AZIENDA AGRICOLA CORTESE, presentato da Silvio Balloni. Azienda nata proprio con la finalità di produrre Cerasuolo a Vittoria. Sabuci è il nome della contrada, caratterizzata da sabbia in cui si incunea l’argilla che conferisce intensità al colore. Il Nero d’Avola viene vinificato in barrique aperte con frequenti follature mentre per il Frappato è stata scelta l’anfora, entrambi sottoposti a 12 mesi di macerazione. Successivamente vengono uniti ed affinano per ulteriori sei mesi in barrique. I profumi di mora e gelso si arricchiscono di note evolute di caramello, cacao e timo fresco.

 

I vini in degustazione nella masterclass dedicata al Frappato

Tutti i vini presentati sono dell’annata 2024, vinificati solo in acciaio.

Vittoria DOC Frappato, AKRILLE CUTRERA BASTIANICH. Azienda nata da una collaborazione del proprietario, Salvatore Cutrera, con Bastianich. La vigna è circondata da pini, a Chiaramonte Gulfi (nell’antichità Akrille), in provincia di Ragusa, ed è caratterizzata da terreno pietroso e bianco per la presenza di calcare. Regala un vino fresco, trasparente, profumato di frutti di bosco appena maturi, in particolare ribes, con sottofondo di erbe mediterranee.

Vittoria DOC Frappato, Sole e Terra, HORUS. Prodotto in regime biologico ad Acate, in provincia di Ragusa su terreno pianeggiante, misto. Più scuro sia nel colore che nelle tonalità olfattive, grazie agli ossidi di ferro che conferiscono anche la nota ematica. Il suo profumo dominante è quello del garofano, sia in fiore sia in spezia, che insaporisce la tipica ciliegia. La chiusura di bocca è piacevolmente ammandorlata.

Vittoria DOC Frappato, VALLE DELL’ACATE. Azienda fondata verso la fine del 1800 vicino al fiume Dirillo, che produce Frappato da sei generazioni. Le terre nere limose, di origine alluvionale, con ciotoli bianchi che creano la sensazione di un bouquet di rose con una nota terpenica resinosa, di luppolo, erbe aromatiche. Molto sapida e persistente la bocca che richiama la gelatina di lamponi.

Vittoria DOC Frappato, GURRIERI. Azienda familiare alla sua seconda generazione, possiede terreni vitati a Chiaramonte, Comiso e Mazzarrone. Cinque diverse vigne vinificate separatamente da cui viene successivamente creato il blend. Ogni terreno contribuisce con le sue caratteristiche per un vino sfaccettato con identità scura di mirtillo, mora, ginepro, viola, amaro di erbe e peculiari note salmastre.

Vittoria DOC Frappato, Fondo Filara, TENUTE NICOSIA. Azienda fondata come enoteca nel 1898 a Trecastagni, sull’Etna, ha successivamente iniziato a produrre vino acquistando vigne anche a Noto e a Vittoria. Prodotto nella parte più alta dell’altopiano, risulta fresco, succoso e dissetante di arancia rossa accanto alle note tipiche di frutti di bosco scuri ed erbe aromatiche.

Vittoria DOC Frappato, Belsito, TERRE DI GIURFO. Prodotto a Licodia Eubea, la terra dei lupi, in provincia di Catania. L’azienda, costituita nel 2002, produce il suo Frappato a 500 metri di altitudine, su terreni calcarei, in regime biologico. Il colore è più concentrato rispetto ai vini precedenti con intense note di gelso e viola. Il carattere floreale si ritrova anche nel sorso spiccatamente tannico.

Vittoria DOC Frappato, Rina Russa, SANTA TRESA. L’azienda è stata fondata negli anni ’90 da due fratelli eno imprenditori di origine trentina, in regime biologico fin dagli esordi. Il terroir è caratterizzato da 60 cm di spiaggia, da cui il nome Rina Russa, su calcare bianco puro. Molto fresco al gusto, si declina su erbe aromatiche, in particolare rosmarino, gelatina di lamponi, arancia rossa, leggermente ammandorlato.

Intensità e leggiadria, tradizione e contemporaneità. I vini del territorio della DOCG Cerasuolo di Vittoria rappresentano oggi una scelta golosa fra gli amanti del bere consapevole – commenta Andrea Amadei – e questo per la loro capacità di raccontare un terroir unico al mondo, dove caldo e luminosità imprimono forza ai vini mentre le sabbie minerali dei suoli ne sfinano e salano il corpo rendendone agile il sorso. Vini che traggono forza da due nobili vitigni autoctoni, fra loro meravigliosamente complementari ma allo stesso tempo affascinanti solisti, che completano il quadro e raccontano la Sicilia del vino più cangiante e barocca”.

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Sommelier e degustatore ufficiale AIS, dal 2006 si dedica allo studio e all’approfondimento frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy (in corso) per diventare Ambasciatore dei vini di Langa oltre a numerosi altri sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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