La tradizione incontra la scienza: la 4ª edizione di Pruna di Frati – Show Cooking presenta il 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗣𝗮𝗶𝗿𝗶𝗻𝗴, l’arte di abbinare gli ingredienti studiando le affinità tra i loro aromi. Un frutto antico — introdotto dai monaci benedettini-celestini nel ‘500, da cui il nome “Prugne dei Frati” —raccontato attraverso l’alta cucina dello Chef Filippo Cogliandro, 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

 

E la Pruna di Frati ha molto da dire. Dolce, con un retrogusto persistente e una polpa che si stacca facilmente dal nocciolo, incontra tre eccellenze calabresi in abbinamenti sorprendenti: 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐜𝐢𝐨𝐜𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐨𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚̀, 𝐥𝐚 ‘𝐧𝐝𝐮𝐣𝐚, 𝐢𝐥 𝐏𝐞𝐜𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐀𝐬𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨.

La prugna dei frati  dolcezza e sapidità, morbido e piccante: contrasti che, seguendo la scienza degli aromi, diventano armonia. Un appuntamento per valorizzare uno dei prodotti simbolo del territorio attraverso una nuova esperienza sensoriale.

La prugna dei frati (o prùna di fràti) è una varietà tradizionale di susina coltivata nel comune di ⁠Terranova Sappo Minulio, in provincia di Reggio Calabria. Introdotta nel Cinquecento dai monaci benedettini celestini, ha ottenuto il riconoscimento di Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.)ed è tutelata come Presidio Slow Food.

Caratteristiche del Frutto

  • Forma e colore: Allungata ed ellissoidale, con buccia sottile verde-giallastra che sfuma in riflessi oro e viola a maturazione, ricoperta da una spessa pruina biancastra.
  • Sapore: Polpa densa, soda e poco succosa, molto dolce ma con un caratteristico retrogusto acidulo ed erbaceo.
  • Maturazione: Raccolta tra i mesi di luglio e agosto.
  • Usi: Consumata fresca, essiccata al sole con il nocciolo o trasformata in confetture artigianali

 

  • Le tradizionali “Prugne di Terranova” coltivate nel comune di Terranova Sappo Minulio (RC) vengono dette anche “prugne dei frati” (o “prùna dì fràti” in dialetto) poiché introdotte probabilmente sin dal ‘500 dai monaci benedettini celestini. Già nel 1691 Padre G. da Fiore elencava tra le prugne presenti in Calabria anche “quelle dette di frati, quali sono molto nobili, e delicate”.
  • Un progetto di sviluppo integrato territoriale avviato dall’amministrazione Comunale di Terranova Sappo Minulio (RC) guidata da Salvatore Foti (il sindaco più giovane d’Italia) ha consentito la valorizzazione delle tradizionali prugne concedendo il marchio di Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) alle “Prugne di Terranova” e stimolando la costituzione della Coop. agricola “Terranova”.
  • Quest’ultima ha permesso di razionalizzare la coltivazione, la raccolta e la commercializzazione di questo frutto raro e prezioso e di produrre anche la “Confettura extra di Prugne di Terranova De.Co.”.
  • Un ulteriore progetto di ricerca, sperimentazione e valorizzazione avviato dal Comune di Terranova S.M. in collaborazione con l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, col Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e con l’associazione Città dei Sapori, permetterà la caratterizzazione, il miglioramento qualitativo e la ulteriore diffusione della Prugna di Terranova e dei suoi derivati (confettura e prugne secche).

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