Tenuta di Artimino è un gioiello toscano, una tenuta situata nel comune di Carmignano tra le province di Prato e Firenze che si estende per circa 730 ettari. Di questi 78 sono dedicati alla produzione di vino in uno dei territori più vocati della regione, con una tradizione vitivinicola antichissima, con testimonianze risalenti al VII secolo a.C., in epoca etrusca.
I vini di Tenuta di Artimino sono stati oggetto della straordinaria masterclass LA NUOVA FRONTIERA volta a presentare la nuova identità enologica della tenuta.
Tre nomi che non hanno bisogno di presentazione: la Dott.ssa Annabella Pascale, Presidente di Artimino, il Dott. Riccardo Cotarella, enologo di Artimino e il Prof, Attilio Scienza, responsabile della ricerca vitivinicola della tenuta, hanno raccontato il lavoro di ricerca e sperimentazione che ha ridefinito l’approccio produttivo della Tenuta.
La Dott.ssa Pascale rappresenta la terza generazione della famiglia Olmo, che ha acquisito Tenuta di Artimino nel 1989, dando impulso a un importante lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio immobiliare, paesaggistico e culturale della Tenuta, il cui cuore è la Villa Medicea, capolavoro rinascimentale fatto costruire, nel 1596, da Ferdinando I de’ Medici. Nella sua introduzione, dichiara: “Sono estremamente felice e grata di presentare il percorso che Artimino sta compiendo grazie alla collaborazione con due grandi maestri del mondo del vino. Questa tenuta ha da sempre profondamente appassionato la mia famiglia e sono orgogliosa di poter condividere e raccontare l’evoluzione agronomica ed enologica che stiamo portando avanti”.
Il nuovo corso enologico della Tenuta
L’azienda ha intrapreso uno studio approfondito di zonazione volto a interpretare e valorizzare con maggiore precisione le caratteristiche pedologiche e microclimatiche delle diverse parcelle.
Il sottosuolo è originato da sedimentazione marina con stratificazioni successive, formatesi nel terziario, fatte affiorare dalla spinta della placca africana che ha dato origine all’appennino toscano. Il processo di orogenesi, grazie a sollevamenti, fratture, cedimenti, ha portato a significative modifiche della disposizione originaria degli strati dando origine a un mosaico variegato di suoli. L’erosione a cui sono state soggetto le montagne ha contribuito ulteriormente alla diversificazione. Nella Tenuta di Artimino si trovano principalmente due tipi di formazioni geologiche: la più antica Formazione del Sillano e il più giovano Macigno del Chianti.
Lo studio si è concentrato sull’analisi della vocazione viticola dei terreni di Tenuta di Artimino. Il concetto di vocazione viticola va oltre quello di terroir (pedoclima, vitigno, saper fare del viticultore) includendo anche il ruolo dell’ambiente circostante, il vigneto stesso e in particolare i boschi che svolgono un importante controllo termico, con una riduzione delle temperature fino a 3-4 °C ed emettono sostanze volatili che favoriscono l’espressione di alcuni geni, altrimenti inattivi, che consentono alla vite di superare gli stress sia ambientali che parassitari.
“La vocazione di un territorio – spiega il Prof. Scienza – non è semplicemente la somma di suolo, clima e vitigno, ma l’espressione dinamica di un sistema complesso in cui fattori naturali e culturali interagiscono nel tempo. Ad Artimino questa sintesi si manifesta con particolare evidenza: l’orografia, la natura dei suoli e il microclima, insieme alla presenza determinante del bosco e del fiume, costruiscono un equilibrio capace di mitigare gli stress e accompagnare la vite verso una maturazione armonica. È in questo dialogo continuo, tra vigneto e paesaggio, che nasce un’identità autentica, capace di tradursi in vini profondi, riconoscibili e intimamente legati al loro territorio”.
L’esplorazione della visione enologica e territoriale attraverso la degustazione guidata di sei etichette
Il lavoro di ricerca e sperimentazione ha portato a una nuova interpretazione del patrimonio ampelografico di Artimino, valorizzando sia il Sangiovese che le varietà francesi storicamente presenti in Toscana.
“Quando sono arrivato ad Artimino – dichiara il Dott. Riccardo Cotarella – ho avuto subito una sensazione chiara: trovarmi in un luogo che non doveva essere reinventato, ma compreso. Artimino non è solo una tenuta, ma un sistema in cui storia, paesaggio e cultura del vino convivono da secoli. Il Carmignano è un territorio unico, dove la presenza del Cabernet non è una scelta moderna, ma un’eredità medicea: un segno di visione e modernità antica. Per questo ho sentito che il mio ruolo non fosse imporre uno stile, ma interpretare un’identità, lavorando su precisione, equilibrio e leggibilità dei vini, eliminando il superfluo. La mia scelta, però, è stata anche istintiva. Ho percepito una direzione forte, segnata dalla visione della Presidente Annabella Pascale, che ha avuto il coraggio di immaginare Artimino come un progetto culturale, prima che produttivo”.
Toscana Bianco IGT Artumes 2025 70% Trebbiano Toscano 30% Petit Manseng coltivati su fertili terreni costituiti da depositi alluvionali sabbioso-limosi del fiume Arno e argilliti, caratterizzati da elevata disponibilità idrica. Vinificato in acciaio affina per circa due mesi sulle fecce nobili con batonnage periodici. L’unione di un vitigno autoctono con un internazionale, radicato profondamente nel territorio, insieme a una vinificazione volta a preservare gli aromi delle uve, danno vita a un vino con spiccati e freschi profumi di agrumi, frutti a polpa bianca, fiori di acacia e miele, intenso con una buona acidità e piacevole chiusura minerale.
Toscana IGT Sauvignon Blanc Custode delle Tele 2023 il Sauvignon Blanc viene coltivato in un vigneto ideale per questo vitigno, situato tra i 50 e i 100 m di altitudine ed esposto a Est, su suoli calcarei e franco-argillosi. L’esposizione al primo sole del mattino e le escursioni termiche favoriscono lo sviluppo di acidità ed aromi eleganti e complessi. La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio, con una parte della massa che fermenta in barrique nuove di rovere francese, prosegue con 8-10 mesi di affinamento sulle fecce nobili con batonnage settimanali. Ne risulta un vino complesso caratterizzato da note varietali tipiche, agrumate di lime, floreali ed erbacee, lungo e pieno, ma altrettanto fresco e vibrante al sorso.
Chianti Montalbano Riserva DOCG 2023 100% Sangiovese coltivato nella sottozona Montalbano, riconosciuta fin dal 1932, caratterizzata da suoli moderatamente profondi e antichi, Formazioni del Sillano, ricchi di rocce sedimentarie e argilliti. Dopo la fermentazione in acciaio, con 20 giorni di macerazione a temperatura controllata per estrarre tannini eleganti, la maturazione avviene in botti grandi di rovere di Slavonia per almeno 12 mesi. Nel bouquet di frutta rossa sotto spirito e viola mammola il legno si inserisce con grazia.
Sangiovese Toscana IGT Moreta 2022 100% Sangiovese coltivato in un vigneto esposto a Est-Nord, Est ben soleggiato e ventilato grazie alla disposizione sulla sommità di un versante tra i 100 e i 150 metri di altitudine. I substrati della Formazione del Macigno, calcarei e scisto argillosi, dalla tessitura equilibrata e con moderata disponibilità idrica sono ideali per la coltivazione del Sangiovese ottenendo vini eleganti, dall’aromaticità intensa, speziati e longevi. La macerazione e l’affinamento si protraggono più a lungo rispetto a quelli del vino precedente. Già il colore più cupo fa presagire maggiore struttura, confermata dalla pienezza olfattiva di macchia mediterranea e frutta rossa matura oltre che dall’equilibrio avvolgente all’assaggio.
Carmignano Riserva DOCG Grumarello 2021 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc coltivati nello storico vigneto che dà nome al vino, caratterizzato da suoli della Formazione del Macigno. Le uve fermentano separatamente in acciaio, a temperatura controllata, per 15-20 giorni e continuano la loro maturazione autonomamente per circa 24 mesi, il Sangiovese in botti grandi di Slavonia e i Cabernet in barrique. L’assemblaggio con la tecnica del taglio bordolese, preceduta da una selezione delle masse migliori, dà un vino strutturato e gastronomico, con sensazioni di prugna, bosco bagnato, sfumate di vaniglia e cacao, avvolgente e dal tannino setoso.
Toscana IGT Cabernet Franc Poggipiè 2022 100% Cabernet Franc coltivato in un vigneto esposto a Sud, tra i 65 e i 95 metri di altitudine caratterizzato da suoli calcarei e calcarenitici, individuato come particolarmente adatto per il Cabernet Franc, che favorisce la produzione di vini eleganti, fini e persistenti, di buona struttura. Dopo la fermentazione in acciaio con macerazione di circa 16 giorni e frequenti rimontaggi, continua il suo percorso per 24 mesi in barrique di rovere francese. Un vino profondo, intenso, con le note vegetali ed erbacee tipiche del vitigno a corredo della frutta rossa, con leggera nuance di ematite.
“Il mio lavoro – continua Cotarella – si è inserito in questo contesto dando continuità e una direzione stilistica chiara: valorizzazione dei cru, attenzione alla maturazione, approccio in cantina più misurato. L’obiettivo è ottenere vini riconoscibili, tesi, equilibrati, in cui il legno sia solo uno strumento. Nei rossi, questo significa tannini più fini e integrazione tra Sangiovese e vitigni internazionali; nei bianchi, energia, precisione e capacità di evoluzione”.





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