Barolo en Primeur, l’asta solidale internazionale dei vini di eccellenza delle Langhe

Venerdì 23 ottobre il Castello di Grinzane Cavour ospiterà Barolo en Primeur, asta con finalità benefiche, giunta alla sua sesta edizione. Il prestigioso progetto, che in cinque anni ha raccolto 4,5 milioni di Euro, è promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione CRC Donare ETS, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Durante l’asta, in collegamento live con Londra e New York, verranno messe all’incanto dal battitore Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, 14 barrique di Barolo DOCG Gustava 2025 e i lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati dalle cantine del Consorzio.

L’ultima barrique di Barolo Gustava, la quindicesima, verrà battuta domenica 8 novembre durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba sempre al Castello di Grinzane Cavour, in collegamento live con Hong Kong.

Accanto alle barrique, la sesta edizione porta in asta una novità: per la prima volta Barolo en primeur propone anche bottiglie storiche, 31 pezzi con annate che risalgono fino al 1996 passando per le celebrate 2010 e 2016, una verticale di tre annate consecutive di Cannubi (2009-2011) e il 5 litri di Bussia 2012. Le bottiglie fanno parte dei 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco frutto delle donazioni di 39 cantine del Consorzio: 6 lotti dedicati ai grandi comuni del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto, Verduno e Novello — e un lotto di Barbaresco dai comuni di Barbaresco, Neive e Treiso. In tutto 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino, tra bordolesi, 112 magnum, 28 doppi magnum e un esemplare da 5 litri, con etichette che attraversano le menzioni geografiche più celebri delle due denominazioni, da Cannubi a Bussia, da Villero a Vignarionda, dalle Rocche dell’Annunziata a Ginestra. Con 630 litri in asta, la protagonista dei lotti comunali rimane comunque l’annata 2025. Il ricavato dei lotti comunali contribuirà, insieme a quello delle barrique, ai progetti solidali sostenuti da Barolo en primeur.

L’asta è aperta a chiunque, si potranno anche effettuare offerte scritte o partecipare telefonicamente, scaricando gli appositi moduli dal sito www.fondazionecrcdonare.it.

“In cinque edizioni abbiamo raccolto oltre 4,5 milioni di euro e sostenuto quasi cento progetti che mettono al centro le persone e operano in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale – dichiara Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione CRC Donare ETS – Barolo en primeur nasce con un forte radicamento territoriale e ha saputo aprirsi al mondo, come dimostrano le offerte che ogni anno arrivano da New York, Londra e Hong Kong. La sesta edizione conferma un modello di filantropia di comunità che non ha eguali: qui ogni euro battuto all’asta si trasforma interamente in valore sociale”.

“Il vino sta attraversando un momento di profondo cambiamento: consumi in evoluzione e mercati storici più complessi da leggere – afferma Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – Ma è proprio in momenti come questo che si misura la forza di una denominazione: l’indice Liv-ex Italy 100, quello relativo ai fine wine italiani, è in positivo mentre il mercato mondiale arretra, con i produttori nostrani nella classifica dei più influenti al mondo che sono raddoppiati in sette anni. Anche la vigna ci dà fiducia: quest’anno la vendemmia ha premesse molto interessanti. Il nostro compito è quindi quello di raccontare il vino come alimento, cultura e territorio. Barolo en primeur è la sintesi più alta di questa visione: le Langhe che fanno squadra e mettono il proprio vino al servizio della solidarietà”.

Vigna Gustava e il suo Barolo 2025

Vigna Gustava si estende ai piedi del Castello di Grinzane e deve il suo nome a quello del fratello di Camillo Benso Conte di Cavour. A metà dell’800 la vigna venne data in eredità ai due fratelli. Come è noto, Camillo Benso era un grande appassionato di viticoltura ed enologia e incaricò il suo generale ed enologo Staglieno, oltre che eminenti enologi francesi, di occuparsi della vigna e del vino. Con l’andar del tempo, Vigna Gustava ha subito varie vicissitudini finché, finalmente, nel 1970 è stata acquistata dalla Cassa di Risparmio di Cuneo che ha cominciato a gestirla con finalità didattiche e sperimentali insieme alla Scuola Enologica di Alba. La Fondazione Cassa di Risparmio non ha scopo di lucro bensì finalità di divulgare cultura e promuovere opere di beneficenza. Nel 2019, per valorizzare questo vigneto, si è pensato di dare vita a un progetto di produzione di vini venduti en primeur, prendendo esempio dalla storica asta dei vini dell’Hospice de Beaune in Borgogna. La Scuola Enologica di Alba continua ad essere coinvolta, soprattutto per la gestione del vigneto. ENOSIS Meraviglia, il centro di ricerche applicate allo sviluppo enologico condotto da Donato Lanati, si occupa di tutta la parte analitica e di consulenza. La Scuola di Enologia è destinataria di una parte dei proventi dell’asta e i ragazzi possono beneficiare di lezioni di approfondimento curate dai ricercatori di Enosis. Vigna Gustava può essere considerata come la porta dell’anfiteatro collinare del Barolo, si trova a 210-270 m slm, il terreno è composto da marne argillose e siltose grigie (marne di Sant’Agata tipiche) con colori che vanno dal bruno al grigio e componente calcarea superiore a quella argillosa. Il vigneto è stato suddiviso in settori a seconda dell’esposizione, le uve di ogni parcella vengono vinificate separatamente, anche per finalità di studio sull’effetto dell’insolazione nelle diverse annate sul prodotto finale. Nel 2020, quando è iniziato il progetto ed è stata prodotta la prima annata, sono state identificate le cosiddette Vigne Storiche, che vengono a loro volta vinificate separatamente. Complessivamente il vigneto è piuttosto vecchio, non presenta selezione clonale, bensì massale, con presenza dei vecchi cloni usati nella zona che si caratterizzano non tanto per struttura, quanto per la finezza dei profumi. I vini che si ottengono sono giocati più sull’eleganza che sulla potenza. Quest’anno ne sono state prodotte 15 barrique.

Ogni barrique darà origine a 270 bottiglie di Barolo e, al termine dei 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare del Consorzio, a decorrere dal 1º novembre dell’anno di produzione delle uve, potranno essere consumate o immesse nel mercato. Ad attestare l’altissima qualità e l’eccellenza di questi vini è intervenuto Antonio Galloni, CEO di Vinous e critico enologico di fama internazionale, che ogni anno esprime un giudizio en primeur sulle barrique. “Il 2025– attesta Galloni – segna il ritorno a una stagione regolare ed equilibrata, senza il caldo intenso e la siccità del 2022 né le piogge a ridosso della vendemmia che avevano segnato il 2024. Il Nebbiolo è stato raccolto il 29 settembre, con tutte le parcelle vendemmiate in un solo giorno: ne nasce un’annata che punta su freschezza, tensione e nitidezza espressiva, capace di restituire con chiarezza le differenze di esposizione, altitudine e suolo delle singole parcelle di Vigna Gustava”.

Tutela dell’autenticità

Anche per il 2026 è confermata la collaborazione con Tesisquare per garantire e tutelare l’autenticità delle bottiglie provenienti da Vigna Gustava. Barolo en Primeur ha scelto di dotare ogni sua bottiglia di un tag NFC di certificazione digitale che ne garantirà origine, tracciabilità e integrità, offrendo una protezione concreta contro la contraffazione. Il sistema, realizzato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la PMI innovativa Autentico Srl, applicherà Autentico NFC, invisibile sotto l’etichetta e leggibile da qualsiasi smartphone, contenente un codice univoco e crittografato, impossibile da clonare, per certificare l’autenticità della bottiglia anche offline. Attraverso la scansione, si aprirà una scheda digitale con tutte le informazioni di tracciabilità: vendemmia, barrique di provenienza, lotto. Il tag NFC darà inoltre accesso a contenuti esclusivi come le note organolettiche di Donato Lanati, il giudizio en primeur di Antonio Galloni e una webcam live su Vigna Gustava e sul Castello di Grinzane Cavour.

L’etichetta d’artista

Come da tradizione, Barolo en Primeur unisce al vino e alla solidarietà anche l’arte, trasformando ogni bottiglia in un vero e proprio pezzo da collezione. L’etichetta 2026 porta la firma di Sol Calero (Caracas, 1982), artista venezuelana di base a Berlino: finalista del Preis der Nationalgalerie nel 2017, ha partecipato alla 60ª Biennale di Venezia (2024) ed esposto in istituzioni come la Tate Liverpool e il MASP di San Paolo. Al Piemonte la lega già un’opera permanente, “La Cantina de Guarene”, nel Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, nel Roero. L’opera, intitolata “Paisaje de vino”, è una veduta notturna delle Langhe: colline e filari si dischiudono in livelli sovrapposti di verde, turchese, viola e blu, con una luna luminosa al centro e forme dorate e lavanda che evocano stelle e grappoli. La scelta dell’artista nasce dalla collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, che accompagnerà anche la prossima edizione di Barolo en Primeur

Author

Sommelier e degustatore ufficiale AIS, nel 2006 ha frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy ed è diventata Ambasciatore dei vini di Langa specializzandosi sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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