A quasi cento chilometri dal mare, nel cuore di Montepulciano, è ancora possibile vedere le tracce di un mare scomparso milioni di anni fa. Nelle gallerie sotterranee della Cantina Storica di Talosa, ospitata nei cinquecenteschi Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, è infatti visibile un esteso banco fossilifero risalente al Pliocene, l’epoca geologica in cui gran parte della Toscana era sommersa dalle acque.
Lungo il percorso che conduce alla sala degustazione, scavata nel colle su cui sorge Montepulciano, emergono con chiarezza conchiglie fossili, resti di bivalvi e tracce di antichi organismi marini.
Una testimonianza concreta di quando, tra circa 5,3 e 2,6 milioni di anni fa, questo territorio si trovava sul fondo di un mare poco profondo. Ma quei fossili non raccontano soltanto il passato geologico della Toscana. La stessa matrice di sabbie e argille marine costituisce infatti la base dei 33 ettari di vigneti Talosa in località Pietrose, tra i 330 e i 400 metri di altitudine. Nei terreni coltivati a Sangiovese, i ritrovamenti di fossili marini sono frequenti e confermano l’origine pliocenica di suoli che contribuiscono all’identità del Vino Nobile di Montepulciano.
Si tratta di suoli di media fertilità, capaci di mitigare gli effetti delle variazioni climatiche e di restituire vini di buona struttura, con acidità sostenuta e un registro sensoriale che richiama l’amarena e la viola. Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano riconosce queste caratteristiche come tratto distintivo della denominazione.
Talosa attribuisce queste caratteristiche alla particolare posizione dei propri vigneti, situati nel punto d’incontro tra la componente argillosa e quella sabbiosa del Cru Pietrose. “Il territorio di Montepulciano porta ancora oggi i segni del mare che lo ha formato: lo osserviamo scavando in cantina e lo ritroviamo nella composizione dei nostri terreni”, spiega Edoardo Mottini Jacorossi, CEO di Talosa. “Per la nostra famiglia, che lavora questa terra dal 1972, comprendere l’origine geologica dei suoli fa parte dello stesso approccio con cui selezioniamo i cloni, orientiamo i filari e definiamo l’affinamento più adatto a ogni vigneto.”
Tra le etichette, il vino che esprime più direttamente questo legame con il territorio è Filai Lunghi, Vino Nobile di Montepulciano DOCG nato nel 2007 da tre vigneti a prevalenza sabbiosa. Secondo l’interpretazione enologica di Talosa, sono proprio i terreni di origine marina a contribuire alla particolare trama sapida che caratterizza il vino e ne accompagna il finale. Nelle annate più recenti emerge una progressione sapida e iodata che accompagna il finale del vino, un tratto che riconduce alla sabbia di origine marina in cui affondano le radici di quei vigneti. La presenza dei fossili rappresenta inoltre uno degli elementi più suggestivi e inaspettati del percorso di visita della Cantina Storica, aperta alle visite dal 2010 dopo un accurato restauro conservativo. Il percorso attraversa ambienti sotterranei che custodiscono grandi botti di rovere e conduce fino alla sala degustazione inaugurata nel 2021, situata accanto a una tomba etrusca del V secolo a.C. Il visitatore compie così un viaggio attraverso epoche diverse della storia di Montepulciano: il tempo geologico dei fossili marini, quello etrusco della sepoltura e quello rinascimentale dei palazzi che oggi ospitano la cantina.
Un percorso che mette in relazione l’origine del territorio con il lavoro svolto oggi nei vigneti e in cantina. I fossili conservati nelle gallerie della Cantina Storica raccontano una storia iniziata milioni di anni prima della nascita del Vino Nobile di Montepulciano.
Una storia che continua ancora oggi nei vigneti di Talosa e nei vini che da quei suoli prendono origine.







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