A Milano è andato in scena un viaggio nel cuore di un territorio del vino ancora poco conosciuto, ma capace di sorprendere per identità e carattere. Un incontro che ha acceso i riflettori su una piccola DOC toscana e sui vini delle aziende consorziate, offrendo una full immersion in una denominazione giovane solo sulla carta, ma che affonda le radici in un lontano passato di vigne e vini.
A guidare la degustazione Riccardo Gabriele, coordinatore del Consorzio, insieme alla presidente Ginevra Venerosi Pesciolini. Un approfondimento che ha alternato racconti, storie e calici, per capire al meglio questa DOC in provincia di Pisa.
“Il Consorzio Vini Terre di Pisa è uno dei più giovani in Toscana ed anche uno dei più piccoli come numero di bottiglie prodotte” esordisce la Presidente, Ginevra Venerosi Pesciolini.
La recente costituzione del consorzio non deve tuttavia trarre in inganno; in questo territorio, infatti, si produce vino da tempi immemorabili. Ritrovamenti Etruschi testimoniano che, nel periodo che va dal IX al I secolo a.C., questo popolo produceva già vino di qualità nella zona coltivando la vite col sistema ad alberata, o maritata, ossia con altri alberi vivi utilizzati come tutori. Il vino veniva utilizzato come dono e come merce di scambio e veniva esportato per via mare in tutto il Mediterraneo.
I produttori di quest’area, che rientra nella sottozona Colline Pisane della DOCG Chianti o nella denominazione più ampia IGT Toscana, avvertivano già dal 2000 la necessità di una denominazione dedicata, ma la sua introduzione ha subito varie vicissitudini.
La creazione un brand di territorio che propone il nome di una città, nota in tutto il mondo con l’immagine della sua celeberrima torre pendente, è sicuramente una scelta di forte identità che accentua i caratteri propri e distintivi di questi vini.
Caratteri che devono molto al clima ventilato, grazie alla vicinanza al mare, caldo, ma mai afoso, di questo quadrilatero a sud dell’Arno, protetto dai monti livornesi, che si estende fino a San Miniato delimitato dai due affluenti dell’Arno Era ed Elsa e dal torrente Cascina. 86 ettari vitati su colline dolci con sottosuolo ricco di coralli e conchiglie fossili variamente stratificati, per costituire diverse tipologie di terroir in un ambiente unico dal punto di vista geologico. I vitigni coltivati sono prevalentemente a bacca rossa con predominanza dell’autoctono Sangiovese.
La prima vendemmia etichettata come DOC Terre di Pisa risale al 2011. Il disciplinare prevedeva esclusivamente vini rossi di tipologia Riserva, ma questo non permetteva ai produttori di esprimere le potenzialità del loro territorio con diverse tipologie di vino, vitigni diversificati e l’affiancamento di tecniche di vinificazione innovative accanto a quelle più tradizionali.
Il Consorzio vede i suoi esordi nel 2018 ponendosi come primo obiettivo quello di rivedere e ampliare il disciplinare introducendo le tipologie che nel tempo si erano sviluppate, ma il COVID ha contribuito ad allungare i tempi e ci vollero ben tre anni per approvare le modifiche al disciplinare per permettere di aggiungere anche le altre tipologie.
Dalla vendemmia 2024, finalmente, la denominazione prevede le seguenti sei tipologie:
Terre di Pisa Sangiovese: minimo 95% Sangiovese, altri vitigni a bacca rossa consentiti fino al 5%. Possono essere immessi sul mercato solo dopo minimo 18 mesi dal 1 novembre dell’anno della vendemmia.
Terre di Pisa Rosso: minimo 70% Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca rossa consentiti fino al 30%. Possono essere immessi sul mercato solo dopo minimo 12 mesi dal 1 novembre dell’anno della vendemmia. Possono avere la menzione “Riserva” dopo un periodo minimo di invecchiamento di 24 mesi.
Terre di Pisa Rosato: minimo 50% Sangiovese, altri vitigni a bacca rossa consentiti fino al 50%.
Terre di Pisa Vermentino: minimo 85% Vermentino, altri vitigni a bacca bianca consentiti fino al 15%.
Terre di Pisa Bianco: minimo 70% di Vermentino e/o Trebbiano, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca bianca consentiti fino al 30%.
Attualmente le aziende appartenenti al Consorzio Vini Terre di Pisa sono 16, con una produzione di circa 500.000 bottiglie tra le varie tipologie previste. L’obiettivo è naturalmente quello di crescere con l’ingresso nel consorzio di altre aziende e aumentare la produzione.
La degustazione ha voluto essere soprattutto un percorso all’interno della denominazione per comprenderne peculiarità e differenze, durante il quale Riccardo Gabriele ha fatto da guida affiancato di volta in volta dai produttori, tutte aziende familiari di piccole o medie dimensioni.
Terre di Pisa Sangiovese DOC Le Colline 2023 – Azienda Agricola Castelvecchio. Prodotto a Terricciola, dove si produce vino dai tempi degli Etruschi, da un’azienda a conduzione familiare. La famiglia ha deciso di reinvestire in questa attività storicamente presente con 6 ettari dedicati a vigneto per una produzione annua di circa 30.000 bottiglie. Le Colline affina per 12 mesi in tonneaux di secondo e terzo passaggio. Pienezza di bocca, equilibrata caratterizzata da ciliegia croccante e note balsamiche.
Terre di Pisa Rosso DOC Tricche 2022 – Podere Pellicciano. Prodotto con Sangiovese, Malvasia e Canaiolo nella zona di San Miniato, all’estremità più interna della denominazione, caratterizzata da forti escursioni termiche. L’affinamento avviene in parte in cemento e in parte in botti di legno con successivo assemblaggio. I vini di punta prendono nome dai soprannomi dei tre fratelli, seconda generazione da quando nel 2003 si sono dedicati alla rinascita dell’azienda storica. Generoso e riservato, giocato sulla frutta scura con tannino importante che cede via via spazio all’avvolgenza.
Terre di Pisa Rosso DOC Raggiungerti Adesso 2022 – Fattoria Uccelliera. Solo 1333 bottiglie prodotte con affinamento in tonneaux. Nato dal desiderio della figlia di produrre una collezione unendo moda e vino, passioni condivise con il nonno non più in vita; Raggiungerti Adesso indica una ricongiunzione ideale. Pur essendo prodotto con 95% Sangiovese esce come Terre di Pisa Rosso per una scelta dell’azienda, la più vicina al mare a sud-ovest su terreni del Miocene ricchi di fossili. La sapidità accentuata valorizza il bouquet di piccoli frutti rossi e spezie.
Terre di Pisa Sangiovese DOC Opera in Rosso 2022 – Podere la Chiesa. Sangiovese in purezza prodotto in circa 2000 bottiglie a Terricciola in terreni argillosi sul versante opposto al mare. Affina per 24 mesi in botte grande. Freschezza di arancia sanguinella e melograno con una leggera sfumatura ematica e tannino ben presente promettono longevità.
Terre di Pisa Sangiovese DOC VignAalta 2021 – Badia di Morrona. Uno dei vini più storici della denominazione prodotto a Terricciola già dagli anni ‘90 da un’azienda grande per numero di ettari vitati che all’interno del corpo principale contiene la Badia, una chiesa dell’anno 1000. Sangiovese in purezza coltivato su terreni argillosi affinato per 24 mesi in botti da 25 ettolitri. Cambia l’impronta aromatica rispetto ai precedenti con note vegetali e tostate di tabacco che si affiancano a quelle di frutta.
IGT Toscana Rosso Sangiovese Reciso 2021 – Azienda Agricola Pietro Beconcini. Prodotto da una selezione di cloni aziendali coltivati in un Cru dal terroir argilloso a San Miniato, vicinissimo al fiume Elsa che funge da confine tra le province di Pisa e di Firenze. Il nome Reciso deriva dalla pratica agronomica dell’interruzione linfatica sui tralci praticata ai primi di ottobre, 10 giorni prima della vendemmia, per rallentare leggermente la maturazione energetica data dai terreni argillosi ricchi di acqua. L’affinamento per 2 anni in botte grande accentua le note di prugna e altri frutti scuri conferendo sentori balsamici.
Terre di Pisa Rosso DOC Veneroso 2021 – Tenuta di Ghizzano. Il vino dell’azienda della Presidente del Consorzio, prodotto per la prima volta nel 1985 come Vino da Tavola. Attualmente la percentuale di Sangiovese è passata dal 45% al 70% con 30% di Cabernet Sauvignon (all’origine era al 45% con 10% di Malvasia Nera oggi non più utilizzata). Matura per 20 mesi in tonneaux da 500 litri, di cui solo una piccola parte nuovi, ponendo grande attenzione all’equilibrio frutto-legno. Rotondo e succoso con una sfumatura di liquirizia dolce.
Terre di Pisa Rosso DOC Frasca 2021 – Fattoria Varramista. Su terreno misto sabbioso-argilloso ritenuto poco adatto al vitigno principe della zona, il Sangiovese, si compone quasi equamente di Syrah e Merlot, con una leggera prevalenza del primo a seconda dell’andamento dell’annata. Ai suoi esordi, nel ’97, conteneva anche Sangiovese, che è stato successivamente espiantato, perché non riusciva a raggiungere la qualità desiderata. Affina per 16 mesi in legno usato a lungo con solo una piccola percentuale di botti nuove. Sorso pieno e lungo con la tipica speziatura pepata.
Terre di Pisa Sangiovese DOC Argante 2020 – Azienda Agricola Vallorsi. Un altro vino prodotto a Terricciola, sul versante che guarda verso Ovest, caratterizzato da terreno sabbioso con presenza di piccole percentuali di argilla e limo. L’affinamento per 15 mesi in tonneaux conferisce a questo Sangiovese in purezza note scure di radice di liquirizia e grafite a una base sapida di frutta rossa e arancia sanguinella.
Terre di Pisa Rosso DOC Grano delle Formiche 2019 – Podere Spazzavento. Le uve 70% Sangiovese e 30% Colorino, provenienti da un unico vigneto particolarmente vocato rivolto verso ovest sito a Ponsacco, vengono vinificate separatamente con fermentazione spontanea seguita da affinamento in barrique per circa 12 mesi e successivamente assemblate. Fiore appassito e piccoli frutti rossi caratterizzano i profumi di questo vino dalla tannicità importante.
Terre di Pisa Sangiovese DOC Ceppatella 2019 – Fattoria Fibbiano. L’azienda più a sud del comune di Terricciola produce questo vino da una vecchia vigna prefillossera di oltre 100 anni caratterizzata da terreno bianco. Affina per 24 mesi in legno grande, nonostante sia dell’annata 2019 presenta caratteri di estrema gioventù con sensazioni fresche di erbe aromatiche e di eucalipto balsamico.
IGT Toscana Rosso Chiave di Saletta 2019 – Fattoria Villa Saletta. Prodotto nell’omonima frazione del comune di Palaia con Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, affina per 14 mesi in barrique di vari passaggi, nuove per il 40%. Presenta un bouquet evoluto di susina, dattero e fico essiccati con un pizzico di noce moscata.
Interessante excursus alla scoperta di una denominazione giovane e ambiziosa, con desiderio di distinguersi per caratteri peculiari e qualità, che si fregia di un nome universalmente riconosciuto e affonda le sue radici in una tradizione vinicola significativa sia millenaria che più recente.





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