Due nuove etichette per Luigi Boveri

Per festeggiare i 30 anni di attività Luigi Boveri ha deciso di “regalarsi” due etichette celebrative in edizione limitata.

L’Azienda Luigi Boveri  con coraggio e fatica ha fatto, insieme ad altri produttori, la storia dei Colli Tortonesi.  Questo importante traguardo è stato l’occasione per presentare in anteprima alla stampa milanese le due nuove etichette in Edizione Limitata e numerate: Filari di Timorasso Colli Tortonesi Doc 2015 e Vignalunga Barbera Colli Tortonesi Doc 2015, che ne testimoniano la storia e la passione per il territorio.

Luigi Boveri

“Se mi guardo indietro, non riesco a credere a quanto sia cambiata l’immagine del nostro territorio, i Colli Tortonesi, in Italia come nel mondo”. Nelle parole di Luigi Boveri c’è tutta l’emozione e l’orgoglio di chi non ha mollato mai, credendo nella rinascita di questa zona del Basso Piemonte, in provincia di Alessandria, che fino agli anni Novanta era considerata la Cenerentola della regione. Con Luigi e la moglie Germana Ciccotti, anche i figli Francesco, Matteo e Sara, la seconda giovane generazione, si affaccia già al mondo del vino.

Da dove tutto è iniziato 

Facciamo un passo indietro … tutto ha inizio quando Luigi Boveri, nel 1992, appena ventiquattrenne e già fidanzato con Germana, decise, con grandissimo coraggio, di produrre la prima etichetta, mettendoci la faccia: 2000 bottiglie di Cortese, con il nome Vigna del Prete. Con la temerarietà della gioventù Luigi si licenziò dall’azienda di consulenza agraria in cui lavorava. Ebbe tutti contro eccetto il padre Leopoldo, un uomo che si era già dimostrato un innovatore (è sua la prima pigiadiraspatrice della zona negli anni Cinquanta, N.d.R.), e la moglie Germana, che finanziò parte dell’impresa.

Luigi Boveri e Germana Ciccotti – Credits Ph DeaDue

L’azienda agricola è composta da 28 ettari vitati su terreni nel comune di Costa Vescovato, 18 ettari a bacca rossa, 10 a bacca bianca. I vitigni coltivati sono Barbera, Bonarda, Dolcetto e Croatina, per quanto riguarda quelli a bacca rossa; Timorasso, Cortese, Moscato, per quanto riguarda quelli a bacca bianca. I terreni sono divisi in due tipologie: in direzione sud sud-ovest, verso la Liguria, sono marnoso calcareo-tufacei, la cosiddetta terra bianca; in direzione nord-nord-ovest e nord-est è calcareo-argilloso, la cosiddetta terra scura, che rappresenta il 60% delle vigne coltivate in azienda.

Il vino si fa in vigna. Quando l’uva arriva sana in cantina, dobbiamo essere solo bravi a non rovinarlaafferma Luigi Boveri durante la presentazione a Milano – “I vini che mi piace fare? Quelli onesti e sinceri, che rappresentano il nostro territorio. In cantina usiamo il cemento per i rossi, che hanno bisogno di respirare, piuttosto dell’acciaio che tende a ridurli. Per i rossi da evoluzione ovviamente il legno, ma a patto che si scelga di dar loro tempo. Per i bianchi l’acciaio, eccetto la nostra Edizione Limitata Filari di Timorasso 2015, che abbiamo lasciato in bottiglia per sette anni. Il tempo è un lusso”.

La compagna di una vita. “Abbiamo cominciato da zero, non avevamo davvero niente. L’azienda agricola non perdona, quando lei chiama tu devi esserci, tanto che abbiamo persino dovuto cancellare la Luna di Miele. Poi sono arrivati i figli: ci siamo presi cura anche di loro, e dei nostri anziani. In questi trent’anni abbiamo lavorato duramente, ma rifarei tutto daccapo”. Germana si occupa della parte amministrativa, commerciale e del marketing: è l’anima dell’azienda.

Ma torniamo alle due nuove etichette numerate in Edizione Limitata, Filari di Timorasso e Vignalunga Barbera e alla degustazione nella splendida cornice del Ceresio 7.

Luigi Boveri wine

Vini in degustazione

Filari di Timorasso Colli Tortonesi Doc 2019Timorasso 100%, affinamento in autoclave per 12 mesi con batonnage. Un naso improntato sui fiori gialli, gerbera, erba di campo, albicocca, leggeri accenni minerali e tufacei. In bocca è fresco e sapido con ritorni agrumati dolci, menta bianca e un finale ammandorlato.

Filari di Timorasso Colli Tortonesi Doc 2016stesso affinamento del 2019, ma con qualche anno di più che gli regala un bouquet esplosivo in cui si percepisce tutto il varietale del vitigno. Un naso giocoso e complesso che va dagli idrocarburi, ai fiori gialli, tocchi di elicriso, erbe aromatiche, menta, acacia, tiglio e miele. In bocca è verticale con una bellissima freschezza e sapidità, ritorna la menta e un tocco di astringenza.

Filari di Timorasso Colli Tortonesi Doc 2015: Timorasso 100%, affina in barrique, 50%, e tonneaux per 12 mesi. Un vino che riposa in bottiglia da settembre 2016. Il bouquet è intenso e variegato parte dal floreale per poi perdersi tra note dolci e speziate, ginestra, susina gialla, incenso, zucchero filato, agrume candito, vaniglia, anice stellato, cardamomo e tocchi balsamici. In bocca è avvolgente, morbido, con splendida freschezza e sapidità e una chiusura speziata. Lunghissima PAI e di grande eleganza, ancora giovanissimo.

Vignalunga Barbera Colli Tortonesi Doc 2015: Barbera 100%, ammostato in cemento e acciaio, fermenta per circa 15 giorni con permanenza sulle bucce con rimontaggi giornalieri. Affina in barrique nuove per 24 mesi. Un vino che riposa in bottiglia dal 2017. Naso intenso e complesso, che vira dal floreale alla frutta rossa matura, amarena, ciliegia, gelso e cassis, il secondo naso regala note di spezie come il pepe nero, liquirizia, cacao e noce moscata. In bocca è pieno, avvolgente, con tipica freschezza, che rende facile la beva con qualche irruenza di gioventù, ma questi peccati si possono concedere difronte ad eleganza e verticalità.

Vignalunga Barbera Colli Tortonesi Doc 2015

Vignalunga è il vino del cuore di Luigi Boveri, nasce nel 1995 da vigneti antichi di oltre 90 anni e prende il nome dalla vigna che suo padre Leopoldo aveva dovuto vendere molti anni prima.

La presentazione a Milano è stata una splendida occasione per invitare tutti a visitare le Terre Derthona, anche perché a breve sarà inaugurata la nuova sala degustazione, con ampia terrazza sulle vigne, un luogo d’incontro di tutti i winelover. Luigi Boveri: “La nostra idea per questa sala degustazione è una sorta di “Boveri incontra”, perché vorremmo contaminare il nostro mondo con altre realtà. Ci sarà una cucina a vista per ospitare chef. Ci tengo a precisare che non sarà un ristorante, ma il focus resterà sempre il vino.”

Che dire non ci resta che andare a trovarlo… io non vedo l’ora di degustare un Filari di Timorasso vista vigneti!

 

 

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