Ex praeterito praesens prudenter agit ni futura actione deturpet”. Basandosi sull’esperienza del passato il presente agisce prudentemente per non guastare l’azione futura. Questo motto in latino è riportato su un’opera di Tiziano Vecellio – L’Allegoria della Prudenza – nella quale sono incappata per caso tempo fa, svolgendo una ricerca.

L’ho ritrovato in un cassettino della memoria mentre ero letteralmente e totalmente immersa nell’ARCHIVIO TEDESCHI: 6800 bottiglie – risulta dall’ultimo censimento – catalogate per etichetta, cru, annata, conservate nella porzione più intima e protetta dei locali della cantina situata a Pedemonte, frazione del comune di San Pietro in Cariano, in provincia di Verona, nella zona classica della Valpolicella della quale la famiglia TEDESCHI ha assunto il ruolo di interprete di riferimento da qualche generazione a questa parte. Una cantina diventata nel tempo urbana, oggi a tutti gli effetti parte del tessuto residenziale del centro abitato.

Un archivio destinato a custodire un patrimonio di conoscenza messo a disposizione di chiunque possa essere interessato a intraprendere un viaggio nel tempo attraverso la Valpolicella dell’azienda TEDESCHI, tramite l’assaggio delle etichette storiche della cantina, con degustazioni in verticale in grado di coprire, per le referenze che ho avuto il privilegio di provare, la produzione degli ultimi 40-45 anni.

Costruito con i frutti della sperimentazione che da sempre connota il modus operandi TEDESCHI – “Dediti alla Conoscenza”, questo il payoff aziendale – costituisce la base di riferimento necessaria a poter mettere quanto imparato in passato al servizio di ogni passo intrapreso nel presente, in modo da procedere verso il futuro in modo quanto più consapevole e cosciente. Una base dinamica, in continuo divenire, perché nel tempo si accresce il patrimonio di esperienza che vi è conservato, di annata in annata. E anche perché ciò che vi viene custodito è materia viva, in evoluzione con continuità, ogni bottiglia lungo la sua strada … dopo un certo numero di anni, oltre al vino, la singola bottiglia può fare la differenza, dicono.

Un luogo creato dalla generazione della famiglia TEDESCHI attualmente in carica alla guida dell’azienda: Antonietta, responsabile commerciale per l’Italia e la sorella Sabrina, responsabile Marketing e mercato estero assieme al fratello Riccardo, enologo, a capo anche della produzione.

 Da sinistra: Sabrina, Riccardo e Antonietta Tedeschi nell’ARCHIVIO TEDESCHI, durante la verticale.

Da coloro che hanno fortemente voluto LA FABRISERIA VALPOLICELLA CLASSICO SUPERIORE, giunto nel 2026 alla ventesima annata dal riconoscimento ufficiale della DOC, avvenuta nel 2006 dopo quasi un decennio di ricerca, iniziata nella seconda metà degli anni novanta dello scorso secolo e finalizzata alla produzione di “un grande vino rosso, in grado di competere coi grandi vini rossi che ai tempi erano di tendenza per il mercato in termini di potenza e longevità”, specifica Riccardo Tedeschi e, allo stesso tempo, di essere rappresentativo del suo territorio di origine. Prodotto con le uve autoctone della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta. “Uve difficili, scarse di colore, nelle quali la spezia prevale sul frutto”, racconta Riccardo, l’utilizzo delle quali, per la produzione di un “vino potente, è stata una sfida”. Sfida che è stata vinta anche grazie all’individuazione – tra Fumane e Sant’Ambrogio di Valpolicella, nel cuore della Valpolicella Classica – di un vigneto d’alta collina: il cru LA FABRISERIA, “con altitudine compresa tra i 430 e i 500 metri sul livello del mare, dal suolo profondo non più di 40 centimetri, marnoso, secco, esposto a sud-sud-est. Un terreno estremo, in grado di ridurre significativamente la vigoria delle piante di vite, garantendo l’ottenimento di un vino concentrato”, battezzato con lo stesso nome della località di provenienza delle uve.

Protagonista di un excursus lungo le tappe più significative dei suoi primi vent’anni di vita tramite l’assaggio in verticale di:

LA FABRISERIA VALPOLICELLA DOC CLASSICO SUPERIORE 2021, scalpitante di gioventù nelle striature verdi percepibili al naso, nei tannini schietti e decisi percepibili al sorso, rivelatore di un pizzico di spezia, di una nota al pepe nero, a sostenere un effetto d’assieme essenziale e lineare, adeguato a pulire e avvinare la bocca, predisponendola all’assaggio de

LA FABRISERIA VALPOLICELLA DOC CLASSICO SUPERIORE 2012, fragrante al naso degli aromi di un bouquet ricco di note al ginepro e rosmarino, vivido di sfumature speziate, al pepe nero e al cacao amaro, foriere di un sorso denso, caldo, rivelatore in retrolfatto di una gradevole balsamicità e di un ricordo al Mon Chéri.

 Enrico, figlio di Antonietta Tedeschi, entrato in azienda recentemente, durante il servizio de LA FABRISERIA.

Componenti impalpabili, godibili, che anticipano lo sviluppo in verticale de LA FABRISERIA VALPOLICELLA DOC CLASSICO SUPERIORE 2007, elegantissimo fin dal colore, animato da calde sfumature aranciate, reso suadente al naso da delicate esalazioni eteree, mentolate, che invitano a un sorso pieno, equilibrato, dal lungo finale al ricordo di caramello, simile a quello rilevato nella chiusura de

LA FABRISERIA VALPOLICELLA DOC CLASSICO SUPERIORE 2006, di primo acchito estremamente timido al naso, reso evanescente e sofisticato da striature che rimandano alla tintura di iodio e anticipano un sorso denso, materico, rivelatore in retrolfatto di note evolute, al tamarindo e al legno di liquirizia, e animato da una freschezza sorprendente e tannini di buona presenza, in grado di creare in bocca un equilibrio dinamico godibile tra salivazione e nitore, predisponendola all’assaggio de

L’annata 1998 del Rosso LA FABRISERIA, ai tempi classificato come Vino da Tavola, prodotto anche con una minima percentuale di Cabernet Sauvignon, poi sostituita dall’Oseleta, dalle movenze morbide e fluide nel bicchiere e vestito di un’elegante tonalità di colore, tendente al tamarindo. Dolce al naso di sfumature alla melassa e allo sciroppo d’acero e al carrubo arricchite, dopo il sorso, da nuances che riportano agli aromi della terra e del sottobosco, al muschio, al fungo, confermando la coerenza evolutiva del carattere di questo vino, che dimostra di non avere alcun dubbio sulla propria identità e semplicemente lascia che il tempo lavori a suo favore.

 Dall’ARCHIVIO TEDESCHI, le etichette proposte all’assaggio in verticale.

Un’attitudine rilevabile anche nell’assaggio in verticale dell’AMARONE MARNE 180, battezzato ufficialmente nel 2015 con un nome evocativo della composizione dei suoli (marnosi) e dell’esposizione dei vigneti di provenienza delle uve (180 gradi, da est a sud-ovest), al termine di un percorso di sperimentazione lungo trent’anni, vissuti alla ricerca di un Amarone capace di rappresentare a tavola l’intero territorio della Valpolicella della famiglia TEDESCHI.

Un viaggio a ritroso a partire da MARNE 180 AMARONE della VALPOLICELLA DOCG 2021, caldissimo fin dal naso, fragrante di piccoli frutti rossi appena colti – di fragolina di bosco, di lampone – che anticipano un sorso animato da tanta freschezza, da una salivazione infinita, da un godibile pizzicore che riporta a una componente vivida, piccante, pepata, rivelatore in retrolfatto di sfumature alla rosa rossa e carnosa e alla caramella morbida alla liquirizia.

Una progressione verso note scure che preannuncia il carattere compatto e profondo dell’AMARONE della VALPOLICELLA DOCG 2012, prodotto quando il nome MARNE 180 ancora non era stato coniato, reso suadente al naso da sfumature al cacao amaro e denso, materico, quasi masticabile al sorso, animato da una stimolazione tattile tanto vivace da far pensare a una buona presa di pepe nero e da una freschezza corroborante, infinita, rivelatore in retrolfatto di un’equilibrata nota ‘sauvage’.

Un contrappunto efficace per l’AMARONE della VALPOLICELLA DOC CLASSICO 2007, elegantissimo nel bicchiere, vestito di una tonalità di colore calda, aranciata, luminosa, meravigliosa, foriera di un profilo olfattivo inebriante, reso vivido da dolci sfumature agrumate, all’arancia sanguinella, e da un pizzico di spezia dolce, di cannella, che anticipano un sorso animato da tannini gradevolmente stimolanti a livello tattile e da un pizzicore corroborante, coerente col bouquet di spezie – pepe, curry indiano, polvere di peperoncino – rivelato in retrolfatto.

Molto elegante e raffinato, l’AMARONE della VALPOLICELLA DOC CLASSICO 2006 gira nel bicchiere con movenze che ricordano un morbido e pregiato tessuto in seta, dalle cui pieghe esalano sbuffi dolci e agrumati – al mandarancio, in particolare – resi ulteriormente invitanti da un pizzico di polvere di cacao, che anticipa un sorso corposo, sostenuto da un godibile equilibrio dinamico tra acidità, che fa salivare, e tannino, che asciuga, verso un finale che lascia le labbra salate e predispone la bocca al cibo, preparandola all’assaggio del RECIOTO della VALPOLICELLA AMARONE DOC 1986, consistente e compatto alla vista tanto quanto al sorso, che conferma il carattere morbido di questo vino, ricco di sentori che rimandano alla caramellatura dello zucchero, alla dolce piccantezza del peperone giallo e carnoso e molto maturo, arricchita da sfumature al cardamomo e da lievi esalazioni balsamiche in retrolfatto, in un effetto d’assieme connotato da una buona coerenza, ancora.

LA FABRISERIA AMARONE della VALPOLICELLA DOC CLASSICO 1995 si distingue per la godibile vivacità, sostenuta da un profilo olfattivo reso inebriante da fragranze agrumate, al bergamotto, al mandarino, da eleganti sfumature al tabacco biondo da pipa e alle foglie di tè “Earl Grey” essiccate, e da un sorso animato da un gradevole pizzicore, in un effetto d’assieme stimolante, caldo, avvolgente, gratificante, confortante.

LA FABRISERIA RECIOTO della VALPOLICELLA AMARONE DOC CLASSICO 1988 durante l’assaggio si apre a condividere un bouquet di esalazioni terziarie, incorporee, evanescenti, che si sviluppano linearmente, in verticale, come il filo di fumo sprigionato da una candela accesa, portando con sé il ricordo dell’anima dolce di questo vino, al quale fa da contraltare

CAPITEL MONTE OLMI RECIOTO della VALPOLICELLA AMARONE DOC CLASSICO 1983, dal profilo olfattivo intenso, ricco del gradevole aroma della frutta caramellata e dei cristalli di miele. Dal sorso consistente, che mi ha riportata al “tira-e-molla”. Durante le sagre di paese me lo godevo da bambina, più o meno nello stesso periodo in cui le uve utilizzate per produrre questo vino sono state prodotte … Una “madeleine proustiana”, emozionante, foriera della consapevolezza di avere davvero viaggiato nel tempo. Per più di 40 anni – attraverso due secoli, addirittura! –  seguendo l’evoluzione dei Valpolicella conservati nell’ARCHIVIO TEDESCHI, la prova tangibile che il tempo è davvero tanto prezioso.

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Sommelier AIS dal 2018, Assaggiatore Esperto ONAV dal 2021, nel 2024 ho conseguito il Diploma di Maestro Assaggiatore ONAV presso la SUMAV Scrivere del vino e del suo mondo caleidoscopico è per me un modo formidabile per coniugare mente e cuore, competenze tecniche e passione. E' emozionante e coinvolgente, un’impagabile occasione per continuare ad imparare, esplorando territori, conoscendo persone, con le quali condividere esperienze d’assaggio, di studio, di vita, sentendomi spesso come stessi giocando con le scatole cinesi: ne apri una, e dentro ne trovi un'altra, e poi un'altra ancora e poi ancora, all’infinito ... e forse il bello sta proprio qui.

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