Natale con Hosteria, il vino per la festa

A Natale ci si siede intorno ad una tavola imbandita con la famiglia e gli amici. Le Feste sono un’occasione di convivio, di edonismo gastronomico a cui i vini Bonzano si abbinano in una perfetta corrispondenza di gusto e piacevolezza.

Su tutti Hosteria, che richiama con il suo nome lo stare “insieme”, vero obiettivo di questi giorni. Il Rosso Doc che si presta a ogni abbinamento, dall’aperitivo – anche servito fresco – ai piatti più strutturati come una zuppa di pesce.

Hosteria
Hosteria

I Vini della Mandoletta, DNA monferrino e carattere piemontese, sono vestiti da iconiche etichette che fondono estetica, originalità ed eleganza.

E se il vino a tavola è una forma di piacere e di condivisione e ogni bottiglia, con un semplice colpo d’occhio è il racconto della qualità di un progetto e di un territorio come quello in cui i Bonzani producono i loro vini, allora si realizza l’alchimia del regalo perfetto.

Parlano il dialetto piemontese questi vini, come Gajard, una Barbera del Monferrato DOC gagliarda come il suo nome, perfetta con lasagne o cannelloni di carne; Armognan, come l’albero dell’albicocco da cui questo Bianco del Monferrato DOC prende i profumi e i colori, ottimo con delle cruditè di mare o come aperitivo; e Meridiana Rosato, dalla piacevole freschezza e versatilità, che accompagna anche ricette a base di carni bianche come una faraona arrosto.

Bonzano Vini

Nella Tenuta della Mandoletta i fratelli Enrico, Stefano e Massimo Bonzano sono gli autori di un progetto vinicolo a più mani, realizzato in collaborazione con l’enologo “scienziato” Donato Lanati, che ne ha condotto e coordinato i lavori dal principio, nel 2011. Assieme a loro Simonetta Ghia, moglie di Enrico Bonzano e titolare dell’azienda vinicola, che ha incoraggiato e promosso la nuova avventura imprenditoriale con la sua profonda passione per il mondo del vino.

i vini di Bonzano Vini
i vini di Bonzano Vini

Le radici di questa storia affondano nei terreni del comune di Casale Monferrato e crescono in queste colline dove i vigneti si alternano ai boschi di noccioli e faggi. Un territorio composto da suoli calcareo-argillosi che nasconde nelle sue profondità gli antichi Infernot scavati nella Pietra da Cantoni, la stessa usata per la costruzione delle dimore e dei castelli che torreggiano dalle coste dei colli.

Un paesaggio suggestivo e unico, che fa da scenario a questa nuova avventura vinicola giovanissima, presentata in anteprima nell’aprile di quest’anno.

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