L’Etna, o “La Muntagna”, come la chiamano i siciliani, è il vulcano attivo più alto d’Europa e si trova sulla costa orientale della Sicilia, vicino a Catania. È un’entità viva e mutevole, il cui profilo cambia frequentemente a causa delle eruzioni; il suolo fertile è composto da roccia lavica, cenere e lapilli. Qui la vite non cresce, ma resiste, si adatta e sorprende. Alle sue pendici, tra nere colate laviche e muretti a secco, prende forma una viticoltura tra le più affascinanti d’Europa, e il vino è il risultato di un equilibrio delicato tra fuoco, tempo e passione di audaci viticoltori.

Vigneti che sfiorano il cielo

I filari si arrampicano fino a oltre mille metri di altitudine. In quota gli sbalzi termici, tra giorno e notte, sono notevoli a favore di profumi e aromi, inoltre le maturazioni sono più lente ed equilibrate. Questo si traduce in vini più freschi, profumati, con una tensione acida che li rende eleganti e longevi.

In questo paesaggio impervio troviamo “Sciara” guidata Stef Yim, un’azienda che interpreta il paesaggio etneo come materia viva. I vini richiamano la forza della lava e la capacità di rinascita del territorio, creando un ponte tra natura e mano dell’uomo. Il vigneto non è solo produzione, ma narrazione di cosa può fare l’unione di queste due forze.

Il nome dell’azienda si ispira alle colate laviche, chiamate localmente “sciara”, che disegnano il paesaggio. Ostili all’inizio, ma col tempo si trasformano in suoli fertili e complessi. Ogni colata ha una composizione diversa, e questo si riflette nel vino: più minerale, più speziato, più verticale. È una viticoltura fatta di microzone, le “contrade”, ognuna con una propria identità. Bastano pochi metri per cambiare tutto.

Vigne antiche, a piede franco

Un altro elemento distintivo è la presenza di vigne a piede franco, cioè non innestate su radici americane. In gran parte d’Europa, dopo la crisi della fillossera nell’Ottocento, questa pratica è scomparsa. Sull’Etna invece i terreni sabbiosi e vulcanici fanno da barriera naturale al parassita, permettendo ad alcune piante di sopravvivere ancora oggi su radici originali. Spesso sono vigneti centenari, si riconoscono da ceppi bassi e contorti, allevati ad alberello. Producono poco, ma con una concentrazione e una profondità difficili da replicare altrove.

Vini che raccontano il vulcano

I vini dell’Etna hanno caratteristiche ben riconoscibili: nei rossi, finezza più che potenza, con note di frutti rossi, cenere ed erbe mediterranee, nella bianca freschezza tagliente e sapidità; persistenza e una forte impronta minerale legano il tutto. Sono vini che non urlano, ma si fanno ricordare. E soprattutto, cambiano nel tempo, proprio come il vulcano che li genera. È una viticoltura che lavora per sottrazione giocata su equilibri sottili, in cui verticalità e bevibilità sono la chiave di lettura per questi vini lavici.

Stef Yim da Hong Kong all’Etna

Stef Yim nasce a Hong Kong, si trasferisce a Los Angeles e si forma tra ristorazione e cantina sia negli Stati Uniti sia Francia per poi arrivare sull’Etna nel 2015, quasi per caso, vedendo che, nelle degustazioni alla cieca, i vini etnei lo chiamavano come un canto di sirena. Tre sono stati i motivi fondamentali per questa scelta: l’altitudine, il suolo e i vecchi vigneti.

La sua azienda è un prezioso modello a mosaico; si sviluppa su circa sei ettari frammentati tra 9 contrade a diversa altitudine, con una produzione limitata, intorno alle 12.000 bottiglie. L’approccio è semplice, ma non scontato: interventi ridotti al minimo, fermentazioni spontanee e niente preconcetti.

La parola ai vini

Ubriaco sulla Luna Terre Siciliane IGP 2022 le uve provengono dalle contrade Carrana, Feudo di Mezzo, Taccione, Monte Dolce e Nave ad un’altitudine compresa tra 720 metri e 1000 metri, con un’età media che supera i cinquant’anni. L’uvaggio è un mix Carricante 60% e il restante tra Catarrato, Minella bianco e Garganega, le varietà vengono vendemmiate insieme; circa l’80% viene vinificato a grappolo intero, 32 gg di macerazione e affina per circa 19 mesi in contenitori di ceramica e fibra di vetro. Al naso si percepiscono fresche note agrumate, arancia, mandarini, nespola, citronella, menta e tocchi mielati. Un vino che si apre piano piano nel calice, un bianco particolare che regala emozioni nel tempo. Un’etichetta che cambia nome negli anni, nata nel 2018 con il nome “Acqua di Luna”.

760 metri DOC Etna 2021, l’unica etichetta che si fregia della DOC. Nasce nelle contrade di Taccione e Sciaranuova. Nerello Mascalese 93% e Nerello Cappuccio 7% che tende ad esaltare la parte fruttata. Come dice il nome i vigneti, con un’età di circa 65 anni, si trovano tra i 720 e i 770 metri di altitudine. Affina per 19 mesi in botti francesi di varie dimensioni e contenitori di vetro. Note cupe iniziali lasciano il posto a quelle fruttate, prugnolo, visciola, radice di rabarbaro per poi passare a quelle minerali, profonde e vivaci, con un tocco ferruginoso e di pietra lavica.

980 metri Terre Siciliane IGP 2022 100 % Nerello Mascalese proveniente da vigne con età compresa tra i 45 e i 90 anni delle contrade di Carrana, Barbarbecchi e Monte Dolce con un’altitudine che varia tra i 840 e i 1000 metri slm, nelle contrade di Carrana Barbarbecchi Monte Dolce. Affina per 19 mesi in tonneau francesi di varie dimensioni e contenitori di vetro. Un 30% affina in legno di rovere di Allier e Tronçais a grana fitta.  Un vino profondo, elegante, dalla frutta in gelatina e in composta, dai tocchi speziati e vulcanici. Un vino che si presenta come una farfalla che da crisalide si apre nel bicchiere per mostrarsi spiegando le ali e rivelare tutta la sua elegante bellezza.

Centenario Terre Siciliane IGP 2022 ottenuto da viti di Nerello Mascalese, allevate ad alberello, che hanno superato i 100 anni di età e il 70% è rappresentato da viti prefillossera. Queste preziose viti secolari si trovano in maggioranza nel cru Feudo di Mezzo a circa 650 m slm. su rocce vulcaniche. I lavori in vigna sono tutti eseguiti a mano nel modo più naturale: nessuna irrigazione, concimazione chimica né trattamenti con pesticidi, ecc. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni utilizzando grappoli interi, senza chiarificazione né stabilizzazione. Affina per19 mesi in vari contenitori di fibra di vetro ed anfora. Il bouquet regala intense note fruttate, ciliegie, frutti di rovo, more e foglie di tè, roccia frantumata, brace e legno muschiato. All’inizio contratto poi si apre mostrando succosità e freschezza, strati di erbe aromatiche essiccate e una bellissima mineralità che conferiscono al vino un’eleganza fatta di semplicità e piacevolezza.

Sensazioni di lava Terre Siciliane IGP 2022 Nerello Mascalese 60% e Grenache 40% provenienti unicamente dal vigneto Tartaraci, che ospita molte viti ultracentenarie, posto ad un’altitudine di circa 920 m slm, su terreni lavico sabbiosi con piccole pietre vulcaniche. Il vino affina per 19 mesi in botti di rovere francese tostate con pietre vulcaniche dell’Etna, che ne hanno ispirato il nome. Tutte le lavorazioni in vigna sono eseguite interamente a mano con metodi naturali, preservando la più pura espressione senza irrigazione e senza trattamenti chimici. Il vigneto ospita un gran numero di viti antiche, ultracentenarie, una vera rarità che gli conferisce un valore inestimabile. Questa combinazione di viti secolari, terreno vulcanico e alta quota si traduce in una produzione limitata, ma di qualità eccezionale. La fermentazione dura circa 10 giorni in tini aperti e il 70% dei grappoli viene diraspato. Affina poi per 19 mesi in botti francesi tostate su roccia vulcanica. Vivace e dinamico, un bouquet giocato tra note floreali e fruttate, ecco la rosa, la scorza d’arancia, la macchia mediterranea, gli accenni balsamici e le erbe aromatiche essiccate. Fresco e minerale, forte ed elegante uno stile unico capace di mettere in primo piano le caratteristiche di questo terroir vulcanico.

1200 metri Terre Siciliane IGP 2021 un vino ottenuto dal cru “Nave” un vigneto che si trova a 1200m slm. Qui la temperatura può variare dai 6 ai 25 gradi Celsius tra il giorno e la notte. Le viti di Grenache sono allevate ad alberello e hanno un’età compresa tra i 70 e i 120 anni. Il terreno è composto da ceneri vulcaniche e sabbie. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, senza chiarificazione né stabilizzazione. Affina per 19 mesi in anfore di vario tipo. Un calice vibrante tra frutta rossa e un tocco ammandorlato, ecco la genziana, il rabarbaro, erbe aromatiche, la nepitella, sensazioni fungine, il tutto ingentilito da un tocco floreale peonia, rosa e pot-pourri. Un calice espressione sincera del terroir da cui ha origine.

1520 metri ovvero Mission Impossible

1520 metri, è un vino che nasce dalla vigna a bacca rossa più alta d’Europa, situata in contrada Cielo. 4700 barbatelle piantate a mano, su ceneri vulcaniche e lapilli, di cultivar misti tra Pinot noir, Granache e Pinot d’Aunis della Loira.

Un progetto audace avviato dallo stesso Stef Yim, che molti ritenevano impossibile, una cosiddetta “Missione Impossibile”. Le viti sono state piantate per la prima volta nel 2020 e l’anno successivo avevano già prodotto 130 chilogrammi di uva. La vendemmia di debutto è stata nel 2021, con una produzione di sole 77 bottiglie, aumentata a 355 bottiglie nel 2022. Questo vigneto è ora riconosciuto come il vigneto ad altitudine più elevata d’Europa.

Per la vinificazione nessuna formula fissa, ogni millesimo è unico. Affina per 19 mesi in diverse anfore e contenitori di vetro. Nel calice si presenta scarico di colore, ma luminoso, un bouquet difficile da descrivere con le sole parole, un floreale delicato che evoca l’essenza dei giardini botanici esotici: frutti rossi e rosa canina, anice, genziana, pepe rosa, incenso, liquirizia e un tocco agrumato di chinotto. Il sorso esprime la mineralità nella sua forma più pura, come una ballerina che volteggia leggiadra. Un vino da gustare preferibilmente da solo.

I vini sono distribuiti da Andrea Ordan attraverso Ordan Wine Selection

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