Donne Fittipaldi un destino di-vino

Tra la verdeggiante campagna bolgherese, territorio altamente vocato e apprezzato in tutto il mondo per i suoi vini di altissimo livello, nascosta da alti alberi sorge un’Azienda dove il vino è stato quasi imposto dal destino. Qui nasce l’Azienda Donne Fittipaldi che, come lascia presagire il nome, è tutta al femminile.

Tutto inizia quando da astemie acquistano una proprietà a Bolgheri…e come per un irresistibile richiamo cedono al nettare di Bacco.

Maria Fittipaldi Menarini, insieme alle sue quattro figlie: Carlotta, Giulia, Serena e Valentina decidono di dar vita a questo progetto in cui si fondono coraggio, intraprendenza, tenacia, sensualità e gusto per la bellezza il tutto in un’armonica femminilità. «Completamente diverse ma unite. Non c’è competizione tra di noi. Lavoriamo con entusiasmo per custodire un angolo di paradiso e per condividerlo con chi lo saprà apprezzare». Spiega Carlotta, la figlia maggiore.

Donne Fittipaldi

L’Azienda si estende per 46 ettari, nel cuore della bolgherese, lungo la strada che collega Castagneto Carducci a Bolgheri, ad un altitudine di 80-100 metri sul livello del mare. Nel 2004 vengono reimpiantati i vigneti e inizia il viaggio vero e proprio. Nove ettari vitati per una produzione molto curata. La vigna riceve grandi attenzioni per ottenere un grappolo ideale nel modo più naturale possibile e una maturazione ottimale. In cantina non si fa uso di chiarificazioni, si impiegano solo lieviti indigeni e le macerazioni sono piuttosto lunghe.

Il primo vino prodotto è stato un classico taglio bordolese…con il millesimo 2006. A questo è seguito il Superiore che per qualche anno è stato il portabandiera dell’Azienda. Ma Maria Fittipaldi Menarini e le figlie non potevano certamente fermarsi e in “incubazione” avevano la voglia di fare un vino che si distinguesse da tutti quelli già prodotti a Bolgheri e che nessuno si sarebbe mai aspettato: un Malbec in purezza. Una varietà proveniente dall’Argentina ma che qui ha trovato un microclima tale da regalare un vino completamente diverso e quasi inaspettato. Come tutte le Donne, che non si accontentano mai, ecco “Lady F” un bianco da uve Orpicchio.

Il reperimento e la valorizzazione di questo vitigno autoctono, una varietà unica e difficilmente replicabile, è un progetto sul quale, insieme all’enologo Emiliano Falsini, si sta lavorando dal 2009.

Il vino è vita, amore, non è solo l’espressione del territorio, ma è anche una sua interpretazione e questa sembra essere la filosofia di Donne Fittipaldi.

L’arte ha un enorme potere, è qualcosa che tocca l’anima nel profondo, per questo Maria Fittipaldi e le sue quattro figlie ogni anno legano ad essa il loro vino, scegliendo un artista che interpreti con il proprio segno stilistico distintivo una serie di Magnum in edizione limitata.

Tutto ha inizio con le opere del primo artista scelto: Giores tutt’ora collaboratore dell’azienda per la quale ha già disegnato diverse etichette e supervisionato la linea artistica. Espressione artistica non sono solo le etichette e ma anche l’elegante contenuto. Quattro i vini prodotti dall’Azienda presentati durante una degustazione a Milano.

Bolgheri Doc 2015: 50% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 10% Cabernet Franc e 10% Petit Verdot.
 al naso si presenta fruttato con note di ciliegia, ribes, sentori speziati e macchia mediterranea.
La grande freschezza rende la beva appagante. I tannini dolci accompagnano la piacevolezza gustativa e oltre alla carne ecco l’abbinamento con un baccalà mantecato o con un più classico caciucco.

Bolgheri Doc Superiore 2013: 30% Cabernet Sauvignon, 30% Cabernet Franc, 30% Merlot, 10% Petit Verdot. Al naso un fruttato dolce e intenso la fa da padrone segue un sottofondo di note balsamiche e speziate. Un vino di grande complessità e struttura; in bocca i tannini sono levigati, setosi e avvolgenti; ben percepibile la nota dolce della glicerina che avvolge il tutto. Una gradazione sicuramente elevata, 15% vol., ma perfettamente integrata; è proprio il caso di dirlo: “ quindici gradi e non sentirli!”.

Malaroja Igt Toscana 2013: 100% Malbec. Rosso rubino intenso con riflessi violacei; il bouquet è intenso, dolce con note di eucalipto e fragola e sfumature di ciliegia e more senza dimenticare le spezie tipiche di questo vitigno.
In bocca è avvolgente, complesso con un ottima struttura; i tannini sono levigati, setosi e suadenti, con finale succoso e con una PAI importante.

Lady F. 2016: 100% Orpicchio; al naso è fruttato, delicato, con note dolci di pesca, agrumi e fiori bianchi. In bocca è avvolgente, fresco, con una bella vena acida e salina che lo rendeno molto tipico.

E proprio Emiliano Falsini, enologo dell’Azienda, spiega il progetto del Lady F. :Donne Fittipaldi ha nel DNA la sfida e il desiderio di sperimentare, osare e valorizzare il territorio di Bolgheri attraverso anche l’utilizzo di varietà poco diffuse, come l’Orpicchio e il Malbec”- spiega- “L’Orpicchio è un vitigno autoctono ad uva bianca toscano, coltivato in passato nell’Aretino, del quale per molto tempo si erano perse le tracce. Il profilo della foglia assomiglia a quello del Pinot bianco. Ha una vicinanza genetica con altre variertà a bacca bianca, già iscritte al Catalogo nazionale delle varietà di vite (Bussanello, Cortese, Dolciame, Fubiano, Malvasia bianca, Moscato di Terracina, Moscato giallo, Santa Maria, Trebbiano giallo e Verduschia), pur non essendo identificabile, sostanzialmente, con nessuna di queste. Nel 2007, pertanto, è stato inserito nel Registro nazionale nell’Elenco delle varietà idonee alla coltivazione in Toscana. Ad oggi, la sua coltivazione è permessa su tutto il territorio regionale e la superficie attuale coltivata è stimata in 2 ettari.”

Lady F.

Ma la vivacità e l’estro creativo delle Donne Fittipaldi non si è certamente esaurito e in cantiere hanno un altro progetto svela Maria Menarini durante la degustazione. Quale sarà? Non ci resta che attendere…magari degustando un Malaroja che ci aiuterà a “meditare”.

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