Nel 1997, i fratelli Adamaria, Guido e Innocente Nardi decidono di aprire un nuovo capitolo nella storia della famiglia, iniziando a vinificare le uve prodotte nelle vigne di proprietà, che fino a quel momento venivano conferite ad una cooperativa.

Nasce così l’azienda agricola La Farra, il nome deriva da Farra di Soligo, uno dei 15 comuni della DOCG Conegliano Valdobbiadene, nonché una delle Rive, i cru di Valdobbiadene. Proprio in questo comune, a metà strada fra i due capoluoghi della DOCG Conegliano e Valdobbiadene, si trova, oltre alla cantina, la maggior parte dei 26 ettari di proprietà della famiglia: San Pietro di Feletto, a Follina e a Pieve di Soligo.

A Milano si è svolto un incontro con la stampa specializzata il cui obiettivo è stato far conoscere e valorizzare le peculiarità della loro terra, di questo paesaggio vitivinicolo patrimonio dell’Unesco, caratterizzato da ripidi pendii collinari che vedono vigne curatissime “pettinate” che si alternano e intersecano, come un ricamo, con il bosco.

“Aspiriamo ogni giorno – dicono i fratelli Nardi – ad esaltare e divulgare le virtù e lo splendore del nostro territorio presso i consumatori, attraverso un racconto sincero e autentico della qualità dei nostri vini, promuovendo al contempo pratiche agricole attente alla tutela dell’ambiente e alla salute umana. Desideriamo introdurre i nostri vini in nuovi Paesi, affinché i consumatori possano scoprire la nostra storia, l’intensità dell’amore, della passione e dell’impegno con cui portiamo avanti il nostro lavoro quotidiano, consolidando la nostra presenza che già oggi spazia dall’Europa agli Stati Uniti, fino al Giappone e all’Australia”.

La scelta produttiva dell’azienda si articola in due interpretazioni della denominazione: da un lato i cru, singole vigne vinificate separatamente, con le loro identità ben distinte, dall’altro l’assemblaggio di uve dei quattro comuni. L’assemblaggio combina al meglio le specificità delle due macroaree: Valdobbiadene, dove i terreni sono più calcarei e conferiscono prevalentemente eleganti profumi floreali e Conegliano che, con i suoi terreni più argillosi e ricchi di ferro, dona corpo e sapidità.

La produzione viene curata personalmente in tutte le sue fasi, svolte rigorosamente a mano, dalla viticoltura moderna, rigorosa, attuata nel pieno rispetto dell’ambiente alla trasformazione delle uve di Glera, il delicato vitigno semiaromatico principe della regione, trattandole con devozione, come una promessa, un potenziale capolavoro vinicolo, al fine di ottenere vini eccellenti che raccontano storie di terra, di tradizione e di famiglia.

“Siamo fermamente convinti che per ottenere vini di eccellenza sia indispensabile preservare e mantenere inalterate le caratteristiche delle uve prodotte nelle vigne che in quest’area trovano le migliori condizioni per suolo e clima. Per questo la nostra filosofia produttiva è quella di valorizzare il più possibile la naturale vocazione dell’area del Conegliano Valdobbiadene DOCG alla produzione di uve e vini di particolare eleganza, fragranza e freschezza. A tal fine risulta fondamentale il saper fare tramandato di generazione in generazione, unito alla formazione e all’uso delle migliori tecnologie enologiche, quali un moderno impianto di controllo delle temperature nella fase di vinificazione e stoccaggio dei vini base, un moderno sistema di presa di spuma naturale in autoclave, un impianto di imbottigliamento isobarico completamente automatizzato, nonché l’impiego delle più aggiornate conoscenze enologiche. Sono questi elementi che ci consentono di mantenere intatte le suggestioni che la natura instilla negli acini d’uva che coltiviamo”.

Vini in Degustazione

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry “Altius” 2025. Assemblaggio di uve di San Pietro di Feletto e Farra di Soligo per avere equilibrio fra corpo ed eleganza dei profumi. Il nome Altius indica che i vigneti in cui sono state prodotte le uve sono i due più alti dell’azienda. Piacevolmente fruttato, fresco e contemporaneamente cremoso, nonostante il dosaggio non risulta abboccato, finale sapido e lungo.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut “Rive di Soligo” 2025. Da una vigna singola vicina alla cantina ad un’altitudine compresa fra 270 e 340 m. Come consentito da disciplinare, contiene il 5% di Chardonnay coltivato sempre nello stesso comune che conferisce eleganza e complessità. Prodotto solo in poco più di 6000 bottiglie, vuole essere un’espressione di Farra di Soligo.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Brut “Rive di Farra di Soligo” 2025. Questa vigna, con conglomerati calcarei nel sottosuolo, considerata la più vocata dell’azienda, si trova sulla seconda cordonata, più fredda, che dà vini con acidità malica maggiore. Per meglio valorizzare le caratteristiche della Glera di Farra di Soligo, questo vino rimane tre mesi in autoclave, di cui due sui lieviti, invece di separare immediatamente il lievito appena terminata la fermentazione, per preservare gli aromi primari, come nei due Valdobbiadene precedenti. Il risultato è un elegante bouquet floreale di sambuco e tiglio con note di frutta bianca, caratterizzato da marcata sapidità al sorso.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut 2025. Il vino più venduto, prodotto nel maggior numero di bottiglie, è un assemblaggio che sintetizza tutti i caratteri delle vigne dell’azienda. Perfettamente equilibrato fra acidità e struttura, presenta le tipiche note di mela e pera del vitigno Glera con un tocco agrumato e floreale. Estremamente versatile si presta a tutti gli abbinamenti dall’aperitivo fino a tutto pasto.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry “Rive di Farra di Soligo” 2025. Da una vigna vicina a quella dell’omonimo Extra Brut, ne condivide i caratteri olfattivi, ma il dosaggio maggiore (17 g/l rispetto a 5 g/l) lo rende abbinabile anche a un dessert alla frutta oltre che per un aperitivo.

“La vita nella nostra famiglia – narrano i fratelli Nardi – si è sempre svolta in simbiosi con i vigneti, condividendo sin da piccoli le sfide e le gioie che la viticoltura comporta. Molti sono i ricordi affettuosi che ci legano, come il rituale della vendemmia, i pranzi tra le vigne, o il dolce sapore dei grappoli sotto il sole che hanno segnato le nostre giornate. I vigneti, per noi, sono sempre stati un rifugio sereno, un luogo dove le preoccupazioni scolastiche si dissolvevano e dove la bellezza del paesaggio si univa al frutto tangibile dell’impegno dei nostri genitori”.

Anche la scelta la distribuzione a Milano, affidata a Milano Vino, utilizza metodi che parlano di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Tutto il vino destinato a locali in città viene consegnato in bicicletta, sia per ragioni ecologiche sia per maggiore semplicità nel raggiungere destinazioni nelle aree pedonali.

Author

Sommelier e degustatore ufficiale AIS, nel 2006 ha frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy ed è diventata Ambasciatore dei vini di Langa specializzandosi sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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