l Marsala DOC accelera sul fronte della valorizzazione territoriale e apre una nuova fase della propria storia produttiva. L’Assemblea annuale dei soci erga omnes del Consorzio di Tutela del Marsala DOC, riunita il 29 aprile presso Cantine Pellegrino, ha ratificato l’istituzione delle UGA – Unità Geografiche Aggiuntive – avviando formalmente il percorso per il riconoscimento presso Regione Siciliana, Ministero dell’Agricoltura e Commissione Europea.

La decisione, condivisa dall’intera filiera – viticoltori, cantine e imbottigliatori – segna la conclusione del triennio consortile e allo stesso tempo l’inizio di un nuovo percorso strategico per la denominazione. Obiettivo dell’operazione è introdurre una classificazione territoriale capace di rafforzare identità, riconoscibilità e competitività di uno dei vini storici del Mediterraneo.

Il progetto, già presentato durante Vinitaly 2026, entra ora nella fase operativa e punta a riportare al centro il vigneto, il paesaggio agricolo e le specificità territoriali del Marsala.

«L’assemblea ha espresso una volontà chiara e condivisa», sottolinea Benedetto Renda. «Con la ratifica delle UGA avviamo un percorso istituzionale che rafforza l’identità del Marsala e ne apre una nuova prospettiva sui mercati. Dobbiamo ampliare gli spazi di consumo, intercettare nuovi pubblici e riportare il Marsala dentro i linguaggi contemporanei, anche attraverso il mondo della mixology e dei cocktails, dove può esprimere una versatilità straordinaria e una forte riconoscibilità internazionale».

Lo studio tecnico-scientifico alla base del progetto, sviluppato attraverso un’analisi multifattoriale che integra georeferenziazione dei vigneti, dati climatici, pedologici e orografici, ha individuato quattro areali omogenei: Stagnone, Altopiano dei Bagli, Triglia e San Nicola. Una suddivisione che mira a valorizzare le differenze territoriali come elemento distintivo della denominazione.

«Con questo passaggio si riparte dalla terra», evidenzia Roberto Magnisi. «Le UGA ci consentono di restituire al Marsala il suo paesaggio, la sua dimensione agricola e comunitaria. È un progetto che ha anche una forte implicazione sul piano dell’enoturismo: definire gli areali significa costruire destinazione, creare relazione, generare esperienza. E poi c’è il tempo, il grande patrimonio del Marsala: un tempo lungo, custodito nelle cantine di affinamento, un heritage piantumato che oggi torna ad essere valore identitario e leva di sviluppo».

Secondo il Consorzio, la zonazione rappresenta un cambio di paradigma per il Marsala: da denominazione percepita come omogenea a sistema territoriale articolato, in cui ogni area contribuisce con caratteristiche specifiche alla costruzione del vino.

«Abbiamo lavorato con lo studio elaborato da Panagri su basi scientifiche solide, mettendo in relazione clima, suoli, altitudine, esposizione, ventosità e sviluppo della vite», sottolinea Carlo Alberto Panont. «Le UGA nascono da una lettura reale del territorio e rappresentano uno strumento operativo per costruire valore nel tempo. Significa passare da una conoscenza implicita a una conoscenza misurabile, capace di sostenere qualità, identità e riconoscibilità».

L’avvio dell’iter istituzionale rappresenta adesso il passaggio chiave per l’inserimento ufficiale delle UGA nel disciplinare di produzione, attraverso il coinvolgimento degli organi regionali, nazionali ed europei.

Nel corso dell’assemblea, i soci del Consorzio Vino Marsala hanno inoltre rinnovato all’unanimità il Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2029, confermando integralmente i componenti uscenti: Benedetto Renda, Roberto Magnisi, Orazio Lombardo, Francesco Intorcia e Giuseppe Figlioli.

Consorzio Volontario per la Tutela del Vino Marsala

Segreteria: consorziovinomarsala@libero.it

Pubbliche Relazioni: pietro@studiopg.agency

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