Roero Days 2024 in 16 calici

Grande successo per la settima edizione di Roero Days 2024

Lunedì 3 giugno, nel centralissimo Palazzo Giureconsulti a Milano, il Consorzio Tutela Roero ha presentato i vini di questo territorio con più di 60 produttori presenti.

Una parola si ripete più volte durante l’evento come a volerlo caratterizzare: “giovane”; giovane il sottosuolo, di costituzione geologica recente, giovane la DOCG riconosciuta nel 2005, giovane il consorzio nato nel 2014 per promuovere e valorizzare l’unicità e le peculiarità dei vini della DOCG Roero, che si esprime in bianco e in rosso differenziandosi dalle denominazioni vicine, giovani moltissimi dei presenti tra i produttori, ultima generazione di aziende storiche o prima generazione di nuove realtà.

Il sottosuolo è di formazione relativamente recente, solo 130 milioni di anni fa, nasce dal fondale di quello che gli storici chiamano Golfo Padano ed è costituito da stratificazioni di sedimenti sabbiosi ricchi di conchiglie fossili. La composizione è molto variegata con zone più ricche di minerali calcarei e altre con maggiore presenza di argille e marne. Questa diversificazione si ripropone anche nella stratificazione verticale, per cui le radici incontrano materiali diversi nel loro diramarsi in profondità dando origine a un panorama vinicolo molto sfaccettato con un carattere costante di spiccata sapidità.

Le due masterclass sono state dedicate alla longevità, dimostrando la sorprendente evoluzione sia dei vini bianchi da Arneis sia di quelli rossi da Nebbiolo.

I vini presentati nella prima masterclass, condotta dal vino più giovane al più vecchio:

Roero Arneis DOCG Cayega 2022 – Tenuta Carretta: tenuta Carretta si trova a Piobesi d’Alba in una zona sabbiosa ricca di minerali calcarei.La filosofia aziendale è quella di produrre vini caratterizzati da piacevolezza e facilità di beva. L’annata 2022 è stata caratterizzata da clima molto caldo e siccitoso e ha richiesto una gestione molto accurata della vendemmia. La vinificazione ha visto pressatura dei grappoli interi, macerazione a bassa temperatura per 24 ore, seguita da fermentazione e successivo affinamento per circa 6 mesi in acciaio. Il vino si presenta con un colore paglierino molto scarico e vivo, sentori di frutta a polpa gialla e spiccata sapidità, semplice e immediato ma non banale.

Roero Arneis DOCG Enritard 2019 – Cantina Cornarea: le uve provengono da vigne di quasi 50 anni sulla collina Cornarea, di fronte a Canale. I terreni sono ricchi di solfato di magnesio che conferisce una mineralità particolare ben percettibile a livello gustativo. Al vino è stato dato il nome “Enritard”, che significa “in ritardo”, ad indicare la scelta di far riposare il vino 5 anni, di cui 2 in acciaio e 3 in bottiglia, prima di metterlo in commercio, per ottenere una maggiore concentrazione degli aromi che si esprimono su note floreali e di frutta gialla. La vinificazione avviene in ambiente anaerobico con permanenza sulle fecce fini solo per i primi 3-4 mesi, per mantenere freschezza e fragranza.

Roero Arneis DOCG 2015 – Cantina Careglio: le vigne si trovano a Baldissero d’Alba, nella zona delle Rocche, la più sabbiosa della denominazione con una composizione del terreno di sabbia e limo in percentuali simili. L’anno 2015 è stato caratterizzato da clima molto caldo, ma senza stress idrici e ha richiesto l’anticipazione della vendemmia al 22 agosto. Il vino presentato è la versione classica, non prodotto con la finalità specifica di un lungo invecchiamento. Nel calice ha un colore ancora molto luminoso e giovane con riflessi verdolini che trovano conferma nei profumi freschi di frutta esotica ed erbe aromatiche. Finale sapido con leggera nota amaricante che lascia la bocca pulita.

Roero Arneis DOCG 7 Anni 2013 – Angelo Negro e Figli: vino prodotto con l’intento di farlo uscire dopo 7 anni a seguito di un attento studio per capire l’invecchiamento più adatto ad ogni vigneto vinificato separatamente. Le uve sono prodotte a Monteu Roero, su suolo sabbioso e calcareo, l’annata 2013 dal punto di vista climatico è stata classica e ben equilibrata, la vinificazione è stata condotta in modo tradizionale in acciaio e cemento con batonnage leggeri. L’evoluzione gli ha conferito luminosi riflessi dorati e note di idrocarburi e zafferano, la spiccata sapidità equilibra bene la morbidezza.

Roero DOCG Riserva Monpissano 2020 – Cascina Ca’ Rossa:nei vini rossi il marcatore del terreno cambia, si passa a una composizione più ricca di argilla che meglio si adatta al Nebbiolo. Le uve sono prodotte a Canale d’Alba su terreni calcareo-argillosi con bassa percentuale di sabbia ed esposti a est. L’affinamento avviene in botte grande e successivamente in acciaio, il colore è molto trasparente, con riflessi aranciati. Profumi di frutta rossa e spezie che si ritrovano anche a livello del palato con tannini morbidi ed equilibrati.

Roero DOCG Riserva Sul Monte 2017 – Hilberg Pasquero: i terreni, in prossimità del fiume Tanaro, sono caratterizzati da argille bianche e marne. L’azienda produce in regime biodinamico da circa 40 anni. Fermentazione in acciaio con follature manuali seguita da affinamento in vari contenitori in legno e cemento. Fra quelli presentato è il vino che mostra maggiore concentrazione di colore e struttura e i profumi sono caratterizzati da note balsamiche. I tannini sono amalgamati ma ben presenti.

Roero DOCG Gepin 2013 – Nino Costa:il vigneto, di circa 70 anni, si trova nella parte più a nord con terreni argillosi-calcarei con presenza di sabbia. L’annata è stata classica e ha richiesto una vendemmia anticipata. Vinificazione a cappello sommerso per fissare maggiormente il colore con macerazione di circa 12 giorni. Colore granato abbastanza trasparente, profumi floreali e di sottobosco con tannino garbato.

Roero DOCG Superiore S.S. Trinità 2004 – Malvirà: il vigneto è caratterizzato da stratificazioni di sabbia e argilla e il Nebbiolo viene coltivato sulla sommità della collina. La fermentazione è avvenuta in acciaio con successivo affinamento in legno. Il colore è molto evoluto come i profumi di fiori appassiti, frutti neri in confettura, spezie e tabacco. In bocca prevale la morbidezza data dall’evoluzione equilibrata dalla sapidità.

I vini presentati nella seconda masterclass, condotta dal vino più vecchio al più giovane:

Roero Arneis DOCG Giuan da Pas 2013 – Pace :colore paglierino ancora molto vivace con riflessi verdolini. Le uve sono coltivate in diversi vigneti nella zona di Canale che contribuiscono, ognuno con il suo carattere, a una maggiore complessità. Prodotto con vinificazione tradizionale in acciaio. Nei profumi spiccate note di evoluzione con spezie e vaniglia, in bocca ha mantenuto una notevole freschezza.

Roero Arneis DOCG La Val dei Preti 2015 – Matteo Correggia:ottenuto dall’unione di due vendemmie successive vinificate separatamente e poi assemblate, una ad agosto e una a metà settembre con maggiore maturazione delle uve in pianta per conferire sia freschezza che maturità. Macerazione pellicolare per 5-6 giorni seguita da vinificazione in acciaio. Colore con caldi riflessi dorati, profumi prevalentemente di frutta esotica e percezione di una mineralità gessosa.

Roero Arneis DOCG Vigna San Pietro 2018 – Morra Stefanino:prodotto dalle vigne di Castellinaldo, viene vinificato in botte grande per creare un prodotto diverso. Presenta caratteri di complessità giocati sulle note speziate a livello olfattivo. In bocca avvolgente grazie anche alla malolattica svolta.

Roero Arneis DOCG Riserva 4 Luglio 2020 – Filippo Gallino: vinificato in modo tradizionale da uve provenienti unicamente dalla vigna Renesio nel comune di Canale, presenta un colore molto chiaro. Ancora molto giovane è giocato prevalentemente sulle note di frutta esotica e agrumate.

Roero DOCG Printi 2004 – Monchiero Carbone: il 2004 è stata un’annata definita “di luce” e questo ha conferito un colore più intenso. Presenta ancora sorprendentemente profumi primari di frutta matura rossa e nera e note balsamiche. Il tannino è vellutato e ben presente.

Roero DOCG Riserva San Francesco 2014 – Lorenzo Negro: il 2014 è stata un’annata particolarmente difficile. Presenta note di viola appassita, frutti neri, arancia rossa e balsamiche. Tannini molto delicati.

Roero DOCG Brich D’America 2016 – Marsaglia: il 2016 è considerata l’annata del secolo. Vinificazione solo in botte grande. Sentori di chine e alternanza in bocca fra acidità e tannino.

Roero DOCG Roccapalea 2019 – Tibaldi: da terreni calcarei vicino al fiume Tanaro, vinificato in botte grande, si presenta con un colore che ricorda il Pinot Noir. Aggraziato con sentori di rosa, eucalipto e bacche di ginepro.

Dalle due “verticali oblique” delle  Masterclass si evince il carattere sfaccettato dei vini di questo territorio, soprattutto nei vini rossi che spaziano da esemplari di grande struttura e con tannino importante che “baroleggiano” ad altri leggiadri e delicati caratterizzati da equilibrio e piacevolezza fin da giovani. L’altro fattore significativo che emerge è la longevità sia dei bianchi che dei rossi con evoluzioni interessanti.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare il libro “Il Roero, terra del Nebbiolo e dell’Arneis”, edito da DeAgostini nella collezione Vini e Terre d’Italia. Una guida destinata a un ampio pubblico che non si limita alla sola presentazione dei vini ma dà una visione a 360° del territorio con i suoi aspetti paesaggistici, culturali e artistici resa possibile grazie alla stretta collaborazione con il Consorzio Tutela Roero.

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