Terradesa, il sogno di una giovane coppia realizzato grazie alla collaborazione con Mario Falcetti
Nuove conoscenze scientifiche e nuove tecnologie consentono di realizzare cose che fino a qualche anno fa sembravano impossibili, come produrre vino in un luogo inaspettato come Cassano Magnago, in provincia di Varese.
Erica Battaglioli e Carlo Cioci nel 2023 hanno dato inizio al loro progetto vitivinicolo ed enoturistico acquistando una tenuta, a pochi passi dalla casa in cui Erica ha trascorso l’infanzia, con due ettari di terra, che nell’Ottocento avevano ospitato vigneti, con l’intento di ristrutturarla e farvi rinascere il vino con un’anima nuova.
Nasce così Terradesa, un nome che vuole radicarsi nella sostanza del territorio: Terra, con chiaro riferimento all’agricoltura, come origine, radice, nutrimento, Adesa come adesione, connessione, senso di appartenenza, ma anche con riferimento alla terra ricca di argilla che aderisce agli stivali quando si lavora nei campi, ed Esa richiamo al numero sei e all’esagono. E proprio a forma di esagono è stato disegnato il vigneto di Terradesa, suddiviso in sei spicchi, ciascuno coltivato con un vitigno diverso.
Al centro di questo esagono si è svolto, a metà settembre, il taglio del nastro inaugurale, alla presenza del Sindaco di Cassano Magnago Pietro Ottaviani e di ospiti provenienti dal mondo delle imprese, dell’informazione, delle istituzioni e del settore vitivinicolo.
Per gli aspetti agronomici ed enologici, la coppia si è affidata alla guida di Mario Falcetti, uno degli enologi più preparati e visionari del panorama italiano, che per oltre due decenni ha dato un importantissimo contributo all’affermazione qualitativa della Franciacorta. Per il winemaker, che ha iniziato la sua carriera con il ruolo di massimo esperto di zonazione presso l’Istituto di San Michele all’Adige e l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), questa esperienza rappresenta anche un ritorno a casa, essendo nato e vissuto fino agli anni dell’università a 5 km di distanza.
La scelta dei vitigni è stata guidata dalla volontà di creare un vigneto al passo con i tempi, nello specifico sono stati selezionati sei vitigni resistenti alle malattie, tecnicamente noti come PIWI, acronimo del loro nome tedesco. Questa selezione ha contribuito alla creazione di un vigneto progettato per arrivare a maturazione con non più di due trattamenti all’anno, compiendo una scelta di etica, sostenibilità, rispetto dell’ambiente.
Sei i vitigni che si prestano ad essere vinificati singolarmente o alla composizione di uvaggi e tagli, per dare origine a un’interessante varietà di vini fermi e spumanti Metodo Classico: Kanthus, Prior, Sauvignier Gris, Johanniter, Solaris,Charvir
Nell’assaggio dai fusti, a poche settimane dalla prima vendemmia, è stata subito evidente una straordinaria pulizia ed eleganza dei profumi, con strutture equilibrate, che fanno presagire come questi caratteri si andranno a definire ed affinare nell’evoluzione e si ritroveranno nel calice dopo l’imbottigliamento.
Dal punto di vista vinicolo Terradesa ha un rapporto di collaborazione con una cantina di Mezzomerico, nell’Alto Piemonte, con produzione di vini da vitigni autoctoni: Esaluce, Barbera, Vespolina, Nebbiolo (localmente chiamato Spanna) sia vinificato fermo che rosé Metodo Classico, su un suolo straordinario, che conferisce loro caratteri unici. Un terroir creato dall’antico supervulcano esploso 250 milioni di anni fa, che diede origine a una caldera del diametro di 25 km, riportata in superficie dagli smottamenti generati dallo scontro tra la placca africana e quella europea.
I vini vengono prodotti con grande attenzione alla sostenibilità e commercializzati con l’etichetta esagonale identificativa di Terradesa nella denominazione Colline Novaresi DOC.
La tenuta ospita una palazzina in stile liberty, degli anni 30, nata probabilmente come edificio ad uso municipale del comune di Gallarate, in seguito passato nel territorio di Cassano Magnago ed adibito ad abitazione per i contadini della tenuta. Dalla sua completa ristrutturazione sono state ricavate tre camere, una sala degustazione e spazi adatti a meeting ed eventi. A soli 15 minuti dall’aeroporto di Malpensa, rappresenta una soluzione ideale per chi viaggia per affari, ma, nei momenti di riposo, desidera immergersi in un ambiente rilassante e autentico. Interessante anche per aziende che desiderano organizzare meeting in un luogo immerso nella natura, ma, allo stesso tempo, comodo da raggiungere.
“Abbiamo immaginato Terradesa come un luogo unitario, in cui produzione agricola, ospitalità e paesaggio convivono. Il vigneto esagonale e il recupero della tenuta rendono concreta questa visione e aprono questo luogo al territorio”, dichiara Carlo Cioci.






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