Vigna Poggiarso Riserva di Castello di Meleto

Quando la storia si trasforma in vino, quando le radici affondano in un lontano passato e le mura di un antico maniero riprendono vita attraverso la produzione di vino e l’ospitalità, tutto questo ci porta a Castello di Meleto.

Le prime testimonianze su Meleto risalgono all’XI secolo, periodo in cui il Castello apparteneva ai monaci Benedettini della Badia a Coltibuono. Il nome Meleto in Chianti” è citato per la prima volta nel 1256 nel Libro degli Estimi dei Guelfi fiorentini, come proprietà di una famiglia feudale locale. Grazie alla sua posizione, vicino al confine tra i territori delle Repubbliche di Firenze e di Siena, il castello divenne prima il principale baluardo fiorentinodella zona ed in seguito una delle principali fortificazioni nel Terziere di Gaiole della Lega del Chianti.

Castello di Meleto fa parte del Chianti Classico, cuore storico e pulsante del Chianti ricchissimo sia dal punto di vista naturalistico e storico-artistico, sia per la sua enogastronomia, famosa in tutto il mondo.

Zona rinomata per i suoi vini già nel 1700, ne è testimonianza il famoso Bando, del 24 settembre 1716, di Cosimo III de’ Medici con cui decretò le prime denominazioni territoriali del vino, i primi controlli di qualità e garanzia per gli acquirenti. Infatti nel Bando intitolato “Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino e Rufina, Carmignano, e Val d’Arno di Sopra”, venivano specificati i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti i vini citati, una vera e propria anticipazione del concetto di Denominazione di Origine Controllata.

I terreni di Castello di Meleto vanno da 350 e i 600 m slm, caratteristica che regala buone escursioni termiche tra giorno e notte, ideali per lo sviluppo degli aromi ed il mantenimento della freschezza. Protagonista assoluto è il Sangiovese, simbolo del Chianti Classico e della Toscana, che regala espressioni diverse a seconda delle diverse parcelle. Troviamo poi la Malvasia Nera, il Canaiolo e il Vermentino insieme alle varietà internazionali come il Merlot. I terreni più vocati sono divisi in cinque macrozone, diverse per clima, pendenze, esposizione, composizione dei suoli ed altimetria: MeletoSan Piero, PoggiarsoMoci e Casi.

Vigna Poggiarso Riserva 2016
Vigna Poggiarso Riserva 2016

Vigna Poggiarso è la nuova Riserva che va ad affiancare Vigna Casi solo nelle annate più vocate, ottenuto da Sangiovese in purezzadel vigneto di Poggiarso. Un vino vibrante versione liquida del vigneto da cui nasce, abbarbicato su una collina che sfiora i 560 metri sul livello del mare e ricco di roccia.

Nel calice si muove sinuoso, color rosso porpora brillante con riflessi tendenti al granato. Il bouquet è elegante, apre con le classiche note di piccoli frutti rossi selvatici, marasca, ribes nero, mora di gelso, per poi fondersi con sfumature di erbe aromatiche come rosmarino e lentisco. Aspettandolo nel bicchiere ci regala anche note minerali e chiudendo gli occhi rivediamo il vigneto roccioso di Poggiarso. Il sorso è snello grazie alla freschezza, tannini setosi e il passaggio in legno è sapientemente dosato. Il retrogusto ci rimanda subito al naso, discretamente persistente con una piacevole chiusura di liquirizia.

Vigna Poggiarso Riserva 2016
Vigna Poggiarso Riserva 2016

Grazie alla sua freschezza è perfetto per accompagnare piatti di carne della tradizione toscana, come la bistecca alla fiorentina o la rosticciana, perfetto anche con i pecorini di media stagionatura.

Ricordiamo che l’annata 2016, per il Chianti Classico, è un millesimo importante perché coincide con il tricentenario dal famoso Bando di Cosimo III de’ Medici.

Vigna Poggiarso Riserva 2016 è un vino verticale, ancora in divenire e se dovessi rappresentarlo sarebbe un purosangue che s’impenna maestosamente, fiero e consapevole della sua classe.

 

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