Tra confine e identità: il Cabernet Franc e le bollicine di Tenute Tomasella

A Mansuè, al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, troviamo un’azienda in cui il concetto di confine perde rigidità e diventa ispirazione e occasione. È su questi presupposti che Tenute Tomasella  costruisce la propria identità, lavorando su vini che raccontano territori diversi, ma uniti da una filosofia comune. Qui la tradizione sposa l’innovazione per camminare fianco a fianco, intraprendendo progetti di biodiversità e accoglienza affinché ogni visita e ogni degustazione possano regalare esperienze uniche.

Rispetto per la terra e valore del Tempo

Il territorio ha una sua anima, una sua identità e va rispettato e preservato. Non si può chiedere alla vite più di quello che può dare è questo il principio che guida Tenute Tomasella in ogni scelta agronomica ed enologica. Una viticoltura dell’attesa, consapevole, che nasce dalla terra e torna alla terra, nel pieno rispetto del suo ritmo. Una filosofia che si traduce in vini autentici, capaci di superare le barriere geografiche e parlare un linguaggio universale fatto di eleganza, armonia e territorio.

Tutto questo con uno sguardo consapevole verso la ricerca scientifica, sapendo che tutto inizia dal suolo, per questo dal 2021 l’azienda ha avviato il processo di conversione al biologico, un percorso coerente con questa visione, che ha portato con la vendemmia del 2025 alla completa conversione di tutti i suoi vigneti.

Due etichette, in particolare, ne sintetizzano lo stile: il Cabernet Franc Friuli DOC e Cuvèe 38 Metodo Classico

Il Cabernet Franc: precisione friulana, eleganza naturale

Il Cabernet Franc, nonostante sia un vitigno internazionale, qui acquista tipicità, un vino che non cerca eccessi, ma equilibrio. Nel calice si presenta con un rosso rubino vivido. Al naso emergono piccoli frutti rossi croccanti e succosi, poi il floreale della violetta, non mancano le note vegetali tipiche del vitigno, richiami al peperone e un tocco di speziato, pepe verde e graffite. In bocca è lineare, fresco, con tannini morbidi e una chiusura pulita. Un Cabernet Franc che rifugge la sovrastruttura: niente legno invasivo, nessuna forzatura estrattiva. La scelta è chiara — lasciare spazio al terroir friulano, fatto di suoli ghiaiosi e buone escursioni termiche, che regalano al vino finezza aromatica e una beva agile. Il risultato è un rosso contemporaneo, che punta più sulla precisione che sulla potenza. Per apprezzarne al meglio le caratteristiche si consiglia una temperatura compresa tra 16 e 18°C. Accompagna con piacevolezza arrosti di carne bianca e rossa, stufati e formaggi stagionati.

Le bollicine: classicità e stile contemporaneo

Se il Cabernet Franc guarda alla profondità del territorio, gli spumanti raccontano il lato più dinamico della cantina.

Cuvèe 38 Metodo Classico Pinot Nero, Pinot Bianco e Chardonnay. Il nome 38 indica il tempo di permanenza sui lieviti. Raccolta manuale, pressatura soffice delle uve intere per preservare appieno i profumi. Nel calice un giallo paglierino brillante che regala note fruttate di mela, prugne mirabella, acacia e limone, accarezzate da eleganti accenni di caramello, mandorle tostate e sfumature di pasticceria.

Il sorso pieno e persistente è sostenuto da una vivace acidità che dona freschezza all’insieme. Bollicine che entrano fini e delicate per poi danzare regalando emozioni. Ottimo per l’aperitivo, perfetto accompagnamento per piatti di pesce e frutti di mare, salumi delicati e formaggi freschi.

Oltre il confine, la visione di Tenute Tomasella

In entrambe le etichette emerge una linea precisa: non uniformare, ma valorizzare le differenze.

Il Cabernet Franc interpreta il volto più rigoroso e verticale del Friuli; gli spumanti, invece, esprimono il carattere internazionale. In mezzo, una filosofia produttiva che tiene insieme i due mondi. Più che “vini di confine”, quelli di Tenute Tomasella sono vini di incontro. E proprio in questo equilibrio trovano la loro cifra più autentica.

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