LA PERLA di MARCO TRIACCA, spumante metodo classico extra-brut e millesimato con 24 mesi di permanenza sui lieviti per la presa di spuma. Prodotto al 100% con la Pignola, vitigno autoctono valtellinese a bacca rossa, tradizionalmente allevato in coltura promiscua assieme alla cultivar simbolo del versante retico della Valle dell’Adda – la Chiavennasca, il Nebbiolo delle Alpi – e oggi presente in quantità limitata, soprattutto nelle vecchie vigne, impianti usualmente connotati da una coltura non specializzata. Bollicine blanc de noir in un territorio rinomato nel mondo per essere vocato alla produzione di vini fermi e rossi. Depurate all’origine da tutte le sostanze sensibili all’ossigeno, naturalmente presenti nel mosto e potenzialmente foriere di distorsioni organolettiche durante il processo evolutivo del vino, grazie all’utilizzo in cantina della tecnica dell’iperossidazione: aria insufflata quotidianamente per 10-15 giorni nel mosto fiore, mantenuto a temperatura bassa e controllata, al fine di far precipitare le componenti indesiderate, poi eliminate per decantazione.

Volendo arrivare a produrre un vino che – al mio primo assaggio in assoluto de “LA PERLA” SPUMANTE METODO CLASSICO EXTRA-BRUT, millesimo 2021 – si è rivelato un distillato di purezza fin dal colore, simile a quello dell’omonima gemma. Raffinatissimo al naso, inebriante di fiori bianchi primaverili e di striature agrumate, al cedro e al limone. Dal sorso strutturato, da vino rosso. Corposo, sapido, ingentilito da una bolla cremosa, e comunque tagliente. Equilibrato, appagante, infinito.

 “LA PERLA” SPUMANTE METODO CLASSICO EXTRA-BRUT 2021.

Un vino profondamente radicato nel territorio di origine per via dell’uvaggio utilizzato e della zona di provenienza delle uve, riconosciuto come ALPI RETICHE IGT e, al contempo, innovativo, per via della tipologia (le bolle!) e delle moderne tecniche di produzione utilizzate in cantina. Connotato, inoltre, da un livello qualitativo degno di nota, per i miei personali parametri di riferimento.

Stavo scrivendo una tesina d’esame, ero alla ricerca di casi reali che potessero supportare argomentazioni relative alla sinergia tra tradizione e innovazione nella vitivinicoltura valtellinese e “LA PERLA” – un vino trovato curiosando in un’enoteca di Chiavenna – poteva davvero fare al caso mio.

Assieme a tutto il resto de LA PERLA come azienda vitivinicola, ho scoperto in seguito grazie alle condivisioni del proprietario, Marco Triacca. Enologo formatosi in Francia presso “L’Institut Agro Montpellier”, ricercatore universitario a Nyon, in Svizzera, presso “Changins – Haute Ecole de Viticulture et Oenologie”. Dal 2009 alla guida di una realtà progettata dal padre Domenicoall’inizio degli anni ’80 dello scorso secolo, quando vennero piantati i 3 ettari e mezzo di vigna dai quali provengono le uve utilizzate per produrre i vini della cantina. Tre ettari di Chiavennasca e mezzo ettaro di Pignola, tutti accorpati e organizzati in filari disposti a “girapoggio”, seguendo curve orografiche dolci e sinuose parallele alla valle in Tresenda di Teglio, comune della Valgella, la sottozona più orientale tra le cinque nelle quali si articola l’areale del Valtellina Superiore DOCG. Quarant’anni fa una tecnica d’impianto rivoluzionaria per il territorio, un unicum nel patchwork del vigneto valtellinese, in genere estremamente frammentato e tradizionalmente organizzato a “ritocchino”, con filari disposti in modo da seguire la pendenza del terreno, dando l’impressione di stare arrampicandosi su per i crinali erti che delimitano a nord la valle dell’Adda, lungo la riva destra orografica del fiume.

 Il vigneto a “girapoggio” de LA PERLA di Marco Triacca.

Un approccio alla viticoltura “ragionato”, come lo definisce Marco Triacca, guidato dalla volontà di rendere il più efficiente possibile la gestione delle attività in vigna da parte degli operatori e garantire alle piante di dare i migliori frutti, nel pieno rispetto del loro ciclo produttivo annuale, tramite pratiche di lotta integrata e l’uso del buonsenso.

Nella più che piena coscienza del fatto che “il vino si fa in vigna”. Una vigna pressocché omogenea in termini di esposizione e di composizione del terreno per i vini de LA PERLA, per i quali – in riferimento ai rossi fermi – anche il processo produttivo è praticamente lo stesso: pigia-diraspatura dei grappoli, fermentazione alcolica a temperatura controllata, macerazione di 20-30 giorni e fermentazione malolattica, il tutto in acciaio, quindi maturazione in botti di rovere non tostate da 5,5–10–20 ettolitri per 36-48 mesi e affinamento in bottiglia per circa due anni prima della commercializzazione.

Per Marco Triacca, è “l’epoca in cui viene effettuata la vendemmia” a determinare il carattere specifico di ognuno dei suoi vini: la prima metà di settembre per la Pignola destinata allo SPUMANTE METODO CLASSICO “LA PERLA”, la fine di settembre per la raccolta anticipata della Chiavennasca destinata al fruttaio e quindi allo SFORZATO “QUATTRO SOLI”, e poi – giunta l’uva a piena maturazione – ecco il momento della raccolta delle uve per il VALTELLINA SUPERIORE “LA MOSSA”. Alcuni grappoli vengono lasciati in pianta e i tralci ai quali sono appesi – i capi a frutto – vengono recisi, in modo da bloccare il flusso della linfa e rendere possibile fino alla fine di ottobre un breve appassimento in vigna, utile a mantenere la freschezza e la rotondità del frutto ricercate per la RISERVA TARDIVA “ELISA”.

La Chiavennasca destinata allo Sforzato “QUATTRO SOLI” rimane in fruttaio fino a dicembre dell’anno della vendemmia, per circa due mesi e mezzo, fino a quando la sua massa si sarà ridotta del 30% per la perdita d’acqua dovuta all’appassimento.

“ELISA”, come “Elisabetta”, il nome della madre di Marco Triacca, ricordata anche nell’etichetta dello spumante, essendo “LA PERLA” il soprannome della sua famiglia, originaria di Grosio. I “QUATTRO SOLI” sono i nipoti di Marco, invece. Quantomeno, erano quattro nel momento in cui il vino è stato battezzato e da allora sono diventati otto. Mentre “LA MOSSA” deve il suo nome alla partenza del Palio di Siena, del quale Marco è un grande appassionato. Così come è appassionato, addirittura “fanatico”, del primo aprile … le radici di Marco Triacca affondano nella Svizzera della Valposchiavo. Che “il primo aprile in Svizzera è molto sentito” per me è stato una rivelazione … Altro profondo interesse per Marco è il teatro, e proprio frequentando un corso di recitazione ha conosciuto Margherita, sua moglie, ritratta con lui nella foto di apertura di questo articolo. Sposata il 29 febbraio 2020, per arricchire con un tocco di gioiosa originalità un momento, già di per sé, felice.

Conversare con Marco Triacca, prima in vigna e poi nella sala degustazione de LA PERLA – accogliente, luminosa, calda, immersa nei filari, bellissima – mi ha fatto percepire un equilibrio tra mente e cuore, che ho ritrovato in tutti i vini proposti all’assaggio.

Lo SPUMANTE METODO CLASSICO ALPI RETICHE IGT “LA PERLA” EXTRA-BRUT 2022, 24 mesi sui lieviti, 3 grammi/litro di zucchero, prodotto con lieviti selezionati, con fermentazione malolattica svolta e … fragrante al naso di sentori inebrianti alla mela cotta, arricchiti da una vivace nota citrina, da un tocco di zenzero e di pepe bianco, preludio di un sorso denso e corposo, animato da una freschezza sferzante, da una gradevole sapidità, da un pizzico di speziatura, rivelatore in retrolfatto di un gradevole bouquet di erbe aromatiche e fiori primaverili e di eleganti ed evanescenti sfumature al finocchietto, in un effetto d’assieme che fa della continua, equilibrata, coinvolgente, godibile evoluzione la sua cifra.

Lo SPUMANTE METODO CLASSICO ALPI RETICHE IGT “LA PERLA” PAS DOSÉ 2019, 60 mesi sui lieviti, zero grammi/litro di zuccheri aggiunti alla liqueur d’expedition, contenente solo vino base dell’anno precedente, è l’ultimo nato tra i vini di Marco Triacca. Presentato al mercato a fine novembre 2025, si distingue al naso per un profilo olfattivo sviluppato in verticale, sostenuto da eleganti esalazioni all’anice, arricchite da un gradevole e lieve tocco agrumato, che anticipa la vivace nota citrina percepibile al sorso, stimolante a livello tattile, freschissimo, tagliente! Dal lungo e raffinato finale alla mandorla, alla fienagione, ai cristalli di miele, che lascia le labbra salate e fa pensare a un cuore pulsante di vita.

Il VALTELLINA SUPERIORE DOCG “LA MOSSA” 2018 è trasparente e inondato di luce nel bicchiere come solo il Nebbiolo delle Alpi sa essere, in base alla mia esperienza a oggi. Ricco al naso degli aromi inebrianti della macchia mediterranea – timo, rosmarino, salvia – resi accattivanti da una lieve nota speziata al pepe nero, rilevabile in retrolfatto dopo il sorso, gradevolmente stimolante a livello tattile, sapido e connotato da un equilibrio dinamico godibile tra una estrema freschezza, che fa salivare, e un tannino piacevole e ben gestito, che asciuga, in un effetto d’assieme che riporta immediatamente alla terra di origine di questo vino.

Proprio come accade per il VALTELLINA SUPERIORE DOCG “LA MOSSA” 2014, assaggiato poco dopo l’apertura della bottiglia e ancora a temperatura di cantina, eppure già pronto a condividere un profilo olfattivo animato dalla gradevole e fragrante aromaticità di tanti frutti piccoli e rossi e del rosmarino, che anticipano un sorso vivace e fresco, teso, affilato, corroborante come una ventata di aria gelida, pura e cristallina discesa direttamente dalle Alpi.

 LA MOSSA 2018 e 2014, QUATTRO SOLI 2018, RISERVA ELISA 2017: la tonalità di colore del Nebbiolo è inconfondibile.

L’elegante trasparenza del VALTELLINA SUPERIORE DOCG “RISERVA ELISA” 2017 è animata dal caldo riflesso aranciato delle striature che arricchiscono la tonalità del suo colore. Gli aromi suadenti di cacao amaro e caffè percepibili al naso invitano a un sorso rotondo, denso, caldo, materico, sostenuto nel lungo finale dalla gradevole “esplosione” sulla lingua di tante piccole chicche di sale, da un tocco di speziatura al pepe, da un ritorno in retrolfatto che riporta alle note tostate iniziali, allo zucchero caramellato, algoudron, in un effetto d’assieme che fa pensare alla chiusura di un cerchio, all’equilibrio tra le parti, e fa della profondità la sua cifra.

Lo SFORZATO di VALTELLINA DOGC “QUATTRO SOLI” 2018, dal profilo olfattivo inebriante, reso verticale da una raffinata esalazione alcolica che rimanda al sotto-spirito, si distingue per un sorso gradevolmente stimolante a livello tattile e lineare, essenziale, che lascia la bocca asciutta, perfettamente pulita, pronta ad accogliere il cibo, inondata dagli aromi della salvia e del rosmarino, della macchia mediterranea scaldata dal sole, arricchiti da lievi ed equilibrate sfumature che riportano alla corteccia, alla terra, al fungo, confermando la vocazione gastronomica di questo vino.

 Marco Triacca nella sala di degustazione de LA PERLA, assieme alle nuove annate dei suoi vini.

“Allevo Pignola e sono pignolo e voglio produrre solo cose autentiche, con i loro pregi e i loro difetti”, afferma Marco Triacca con un sorriso convinto. “E il nome della mia azienda è LA PERLA di MARCO TRIACCA – COLTIVIAMO SOGNI – perché ho sempre avuto il sogno di poter fare qualcosa di mio”.

Oltre alla produzione vitivinicola in Valtellina, Marco Triacca è impegnato in Valposchiavo – qui assieme al cognato – anche nella coltivazione di piccoli frutti rossi, nella produzione di olio EVO, nel settore della ricettività, con un agriturismo e un B&B di quattro stanze, a Campascio.

Si può dire che il sogno è stato realizzato.

Author

Sommelier AIS dal 2018, Assaggiatore Esperto ONAV dal 2021, nel 2024 ho conseguito il Diploma di Maestro Assaggiatore ONAV presso la SUMAV Scrivere del vino e del suo mondo caleidoscopico è per me un modo formidabile per coniugare mente e cuore, competenze tecniche e passione. E' emozionante e coinvolgente, un’impagabile occasione per continuare ad imparare, esplorando territori, conoscendo persone, con le quali condividere esperienze d’assaggio, di studio, di vita, sentendomi spesso come stessi giocando con le scatole cinesi: ne apri una, e dentro ne trovi un'altra, e poi un'altra ancora e poi ancora, all’infinito ... e forse il bello sta proprio qui.

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