Fratello “giovane” del Brunello, vino di ricaduta, ridurre il Rosso di Montalcino a questo sarebbe un grande errore. Per anni è stato considerato quasi un vino minore, una versione più semplice e immediata del celebre rosso toscano. Oggi invece il Rosso di Montalcino sta vivendo una piccola rivincita: sempre più appassionati lo scelgono proprio per ciò che lo rende diverso. Più agile, più fresco, più dinamico e soprattutto non è un vino solo invernale.
Tutto questo è stato spiegato durante la Masterclass milanese promossa dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcinoe condotta da Riccardo Viscardi di DoctorWine
Per parlare del Rosso di Montalcino non poteva mancare Guglielmo Ascheri, direttore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, fresco di elezioni. «Quest’anno festeggiamo i sessant’anni della denominazione e l’anno prossimo quelli del consorzio» spiega «due compleanni importanti che saranno festeggiati con numerosi appuntamenti».
Ma torniamo al vero protagonista della serata. «Il vitigno utilizzato è lo stesso. – racconta Riccardo Viscardi – ma sarebbe meglio parlare di Brunello, per il Brunello di Montalcino, e di Sangiovese per il Rosso.» Un’affermazione “forte” ma che va interpretata in chiave corretta.
Il Rosso di Montalcino, pur mantenendo carattere e profondità, riesce ad avere una bevibilità sorprendente, che trascende il concetto di stagionalità, sapendo accompagnare cene o aperitivi gastronomici anche quando le temperature iniziano a salire.
Qualche numero
Nel 1967 viene fondato il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, nel 1980 il Brunello di Montalcino ottiene la certificazione DOCG (primo rosso italiano a ottenere questa certificazione, insieme al Vino Nobile di Montepulciano, Barolo e Barbaresco) e nel 1984 il Rosso di Montalcino viene certificato DOC.
A Montalcino la zona viticola comprende 4400 ettari di vigneti, così suddivisi: 2100 ettari Brunello di Montalcino DOCG, 860 ettari Rosso di Montalcino, 50 ettari Moscadello di Montalcino DOC, 480 ettari Sant’Antimo DOC e 910 ettari di altre denominazioni. Rispetto al 2023 c’è stato un ampliamento della superficie vitata, + 400 ha del Rosso di Montalcino, provenienti da vigneti già impiantati appartenenti a Denominazione non DOC a Montalcino.
Qui questo vitigno trova condizioni ideali grazie a un clima ventilato, forti escursioni termiche e terreni molto vari. Il risultato è un vino che unisce frutto, acidità e una trama tannica presente ma spesso più delicata rispetto al Brunello. I produttori possono optare tra due stili: senza legno che esalta la sensazione fruttata e la vivacità; legno dove si pone l’accento sulla struttura e sulla generosità.
Nel calice si riconoscono facilmente le note di ciliegia fresca, marasca, melograno, piccoli frutti rossi, violetta e talvolta leggere sfumature speziate o balsamiche. La sensazione generale è quella di un rosso vivo, energico, ma mai “pesante”. In queste caratteristiche che potremmo definire generali si va a sommare la posizione dei vigneti, se sono posti a nord, sud, est, ovest, l’altimetria e il millesimo, o meglio l’andamento stagionale. Ecco allora la differenza tra il 2023 e il 2024. La prima è stata un’annata più complessa, leggermente sotto la media, ma se ben gestita ha regalato vini identitari, improntati più su note balsamiche che su quelle fruttate. Vini di non grande potenza ma con tannini ben levigati e in generale una buona freschezza e definizione del frutto. Il 2024 è stata una vendemmia generosa, sia a livello qualitativo sia a livello quantitativo. Nel calice si ritrova il fruttato, la freschezza e l’immediatezza di beva.
L’annata 2022 è stata contraddistinta da un andamento climatico caldo e siccitoso, che si traduce nel calice con più concentrazione, maturità del frutto, spezie scure e tannini ben centrati.
Un rosso versatile
Potremmo concludere dicendo che l’acidità naturale del Sangiovese dona slancio e pulizia al sorso, con un corpo generalmente medio. Si abbina benissimo a: salumi toscani, grigliate leggere, paste al pomodoro, carni bianche, tonno scottato e formaggi semi stagionati, ma non sfigura nemmeno accanto a altri piatti della cucina mediterranea. Servito alla temperatura giusta, intorno ai 14-16 gradi, il Rosso di Montalcino può diventare un rosso versatile ed easy to drink.
La tendenza di consumo di oggi ci dice che i consumatori cercano vini meno muscolari, più territoriali, più scorrevoli, capaci di raccontare un luogo in maniera semplice e diretta. Questo significa essere “più semplici”, ma non banali. Il Rosso di Montalcino riesce a combinare precisione tecnica e facilità di beva in modo straordinariamente moderno.
Cantine Partecipanti:
Carpineto Rosso di Montalcino DOC 2024; Poggio Antico Rosso di Montalcino DOC 2024; Pietroso Rosso di Montalcino DOC 2023; La Fortuna Rosso di Montalcino DOC 2023; La Gerla Rosso di Montalcino DOC 2023; Caprili Rosso di Montalcino DOC 2024; Lisini Rosso di Montalcino DOC 2024; Pian delle Vigne Rosso di Montalcino DOC 2024; Corte dei Venti Rosso di Montalcino DOC 2024; Col d’Orcia Rosso di Montalcino DOC 2022




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