“Da quando siamo passati alla vinificazione, – afferma Eleonora Bianchi, giovanissima titolare di Terre d’Aenòr – abbiamo iniziato subito in biologico, continuando una filosofia che avevamo già abbracciato in precedenza. Ed è il motivo per cui tutte le bottiglie sono uscite sul mercato da subito con la certificazione biologica, non una tappa successiva. La prima annata dei nostri vini è uscita con il termine Biologico in etichetta: non abbiamo effettuato la conversione in seguito, abbracciando il biologico non come tendenza o come moda del momento. Lo facciamo perché ci crediamo davvero.”

Questo si inserisce in un discorso più ampio di sostenibilità e risparmio energetico ovunque possibile, anche nella scelta dei materiali di costruzione della nuova cantina, la tecnica di lavaggio delle vasche con testine autopulenti che non usano detergenti e sono alimentate da un’idropulitrice elettrica che sfrutta il fotovoltaico, fino alla capsula che veste le bottiglie e il nastro adesivo che chiude i cartoni.

Amedeo Bianchi, padre di Eleonora, pur essendo imprenditore in un altro settore, ha sempre avuto, insieme alla moglie Rossella, una grande passione per la natura e i frutti della terra. Dal 2003 ha iniziato a investire una parte dei proventi della sua azienda nella sua terra, la Franciacorta, acquistando appezzamenti di vigna nelle zone più vocate, in sette diversi comuni della denominazione, fino a raggiungerne 35, per un totale di circa 50 ettari.

In un primo momento avevano dedicato queste vigne alla produzione di uve biologiche destinate ad altre aziende. Nel 2018 Eleonora Bianchi, che aveva intrapreso un percorso di studi e professionale diverso, ha deciso di trasformare la passione per il vino, trasmessale dai genitori, in un’impresa, iniziando a produrre vini propri. Nasce così Terre d’Aenòr, nome che richiama le antiche origini germaniche di Eleonora e le vigne, lascito dei suoi genitori, affinché il vino, elemento da sempre di famiglia, continui a esserlo.

Le etichette si ispirano al mondo dell’arte e della moda, a cui Eleonora è molto legata e con cui crea collaborazioni; stilizzate ed essenziali sono un omaggio alle avanguardie. I colori, che identificano a colpo d’occhio ciascun prodotto, nascono dal pantone degli abiti più iconici; i cinque cerchi indicano in senso astratto il movimento ascensionale delle bollicine. Il logo si apre a diverse letture: dalla stilizzazione della Grande Madre, dea arcaica della terra e della fertilità, a una seconda lettura che evidenzia come i tre elementi verticali rappresentano Eleonora, Rossella e Amedeo, le persone che hanno dato vita a Terre d’Aenòr, e gli anelli concentrici ricordano l’andamento dei filari, fino a una terza che rimanda all’arte: la Grande Madre emerge dalle acque come una Venere botticelliana, icona di prosperità e di bellezza. La verticalità del logo richiama le Piramidi di Zone, simbolo di elevazione e di assoluto equilibrio che ritroviamo anche nell’opera Colonna senza fine dello scultore Constantin Brâncuși.

 

I vini

Tutti gli appezzamenti e i vitigni in essi coltivati vengono vinificati separatamente. Per scelta non hanno altri conferitori, ma utilizzano solo le uve delle vigne di loro proprietà, per poter seguire direttamente ogni fase del processo produttivo, con personale formato in azienda, non appaltando alcuna lavorazione. Ogni vino è un diverso mosaico creato da questi vini base per dare una particolare espressione, tenendo conto delle peculiarità di ogni terreno. Anche quelli che in percentuale hanno apparentemente la stessa composizione sono in realtà frutto di un assemblaggio differente e unico. Nei prossimi anni l’intenzione è quella di aumentare le percentuali di Pinot Nero, vitigno in cui credono molto, difficile da coltivare, ma che conferisce personalità, grazie a vigne di nuovo impianto nelle zone più vocate. I dosaggi di solforosa sono minimi, circa un terzo dei valori consentiti, per garantire anche la genuinità e la salubrità.

Ermes Vianelli, responsabile tecnico che segue tutta la parte agronomica ed enologia del progetto fin dal suo inizio, sostiene: “C’è un mondo dentro un acino d’uva. È un mondo di profumi e aromi ma anche di attenzioni e pratiche agronomiche che adottiamo nella coltivazione biologica per non modificare la personalità del vigneto e mantenerla naturalmente sana. Per noi è un universo sacro che vogliamo proteggere da prodotti chimici e alterazioni. Per farlo occorre tendere l’orecchio e ascoltare l’uva: Terre d’Aenòr è il nostro dialogo con la Franciacorta e i suoi frutti”.

Franciacorta DOCG Brut 90% Chardonnay 10% Pinot Nero con 48 mesi di affinamento sui lieviti. Un perlage finissimo, con bollicine numerose e vivaci, che si ritrova in tutti gli altri prodotti. 5 g/litro di dosaggio, aggiunti a una base già molto equilibrata, per distinguerlo dai prodotti più secchi e dare un sorso gradito a tutti. Il Brut è l’amico che tutti vorremmo: spontaneo, vivace, perfetto in ogni situazione. Una volta aperto, crea un legame destinato a durare.

Franciacorta DOCG Satèn Ricciolina 100% Chardonnay (nelle prossime annate si prevede di aggiungere una percentuale di Pinot Bianco di recente impianto). 36 mesi di affinamento sui lieviti. Ricciolina dal nome del vigneto da cui provengono le uve. Dal bouquet di fiori bianchi e agrumato, è avvolgente, carezzevole e molto lungo. Il Satèn è una notte estiva allegra e spensierata. Il nostro invito? Lasciati trasportare dalla sua incontenibile esuberanza.

Franciacorta DOCG Extra Brut Millesimato 2020 85% Chardonnay 15% Pinot Nero. Riposa 42 mesi sui lieviti e ha un dosaggio bassissimo di 1,5 g/l. Con sentori agrumati in cui prevale il pompelmo e mineralità vivace, risulta pulito, elegante, verticale. La stessa annata in magnum, grazie al maggiore contatto con i lieviti, ha avuto un’evoluzione che ha conferito maggiore morbidezza, pur mantenendo ben riconoscibile lo stesso carattere. L’Extra Brut è seduzione e danza carezzevole. Un soffio, un lieve contatto, un’occhiata intrigante e pungente. Che rimane dentro.

Franciacorta DOCG Pas Dosè 2020 85% Chardonnay, 15% Pinot Nero con 36 mesi di permanenza sui lieviti. Avvolge con frutto succoso e finale nettamente di pesca e mineralità rocciosa. L’annata 2021, presentata in anteprima, ha un bouquet più ampio, ricco di frutta tropicale, con sorso ancora più succoso e più profondo. Frutto dell’andamento climatico delle due diverse annate, evidenzia anche come negli anni si stia definendo sempre di più lo stile. L’anima minerale e autentica del Pas Dosé sa avvolgere cuore e sensi di chi lo assaggia. Un vero stato d’animo fatto di onde e profumi inediti.

Franciacorta DOCG Demi Sec 90% Chardonnay 10% Pinot Nero. 40 g/l di dosaggio dopo un riposo sui lieviti superiore a 30 mesi. La dolcezza non è invadente, equilibrata da acidità e sapidità che non lasciano un finale di bocca zuccherino, lo rende molto versatile, perfetto non solo con i dolci, ma anche per aperitivi e piatti etnici. Il Demi-Sec cattura con i suoi aromi delicati, piacevoli e soavemente morbidi. Immergiti nelle sue atmosfere festose e suggestive.

Franciacorta DOCG Rosè 2021 Extra Brut 100% Pinot Nero. Dosato solo 1,5 g/l con 36 mesi di affinamento. Da appezzamenti molto vocati per il pinot nero, ha buona struttura e presenta qualche sfumatura olfattiva di piccoli frutti che ricorda il vitigno vinificato in rosso e una leggera nota fumé. L’annata 2020, con sboccatura 2024, grazie all’affinamento in Magnum esalta la mineralità in una percezione di apparente maggiore giovinezza. Il Rosé è un battito pulsante, fiero, carico di passione. È creato dalla natura ed è in lei che ritrova la sua selvaggia armonia.

Author

Sommelier e degustatore ufficiale AIS, nel 2006 ha frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy ed è diventata Ambasciatore dei vini di Langa specializzandosi sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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