Non si può capire completamente un vino se lo si disgiunge dal suo territorio. E lo sa bene Gianni Tessari che si è fatto portavoce dei Monti Lessini, non solo dal punto di vista vitivinicolo, ma proponendo esperienze immersive volte a comprendere come la stretta interazione fra i fattori pedoclimatici e il vitigno portano all’espressione che si ritrova nel calice.

Dopo l’esperienza nell’azienda di famiglia, produttrice di Soave, nel 2013 intraprende una nuova sfida costituendo la Cantina vinicola Giannitessari e scommettendo sulla Durella.

La Durella è un vitigno a bacca bianca, antico e rustico, autoctono dei Monti Lessini, caratterizzato da intensa acidità, anche a piena maturazione, buccia spessa e ricca di tannini, da cui il nome. Un tempo aveva il ruolo poco onorevole di vino da taglio e puntello di acidità e vigore per altri prodotti più blasonati. Proprio in questa asprezza Gianni Tessari ha visto la sua potenzialità come base Spumanti Metodo Classico, valorizzandolo e nobilitandolo. Inizia così a produrre Lessini Durello Metodo Classico, oggi, dalla modifica del disciplinare avvenuta nel 2025, Monti Lessini Metodo Classico diventando il produttore di riferimento per questa tipologia.

 

Non dimentica tuttavia le sue origini e le altre denominazioni che si possono produrre a Roncà, dove ha sede la cantina. Nel suo ampio portafoglio di etichette si trovano quindi tre denominazioni: Monti Lessini, Soave, Colli Berici, con 35 ettari di vigneto complessivi distribuiti fra le tre aree.

Il sottosuolo della Lessinia è caratterizzato principalmente da rocce sedimentarie con stratificazioni ben visibili e distinte che raccontano della successione delle ere geologiche. Camminando per i sentieri del Parco Naturale della Lessinia si incontrano le caratteristiche Città di roccia formazioni che affiorano dai pascoli, guglie modellate dai movimenti geologici e dagli agenti atmosferici, che danno uno spaccato che lascia immaginare le formazioni che si trovano anche sotto alle vigne, tra cui si insinuano le radici delle viti. In Lessinia ha trovato la sua culla ideale la Durella, menzionata in letteratura già dal 1292. Tuttavia, questi terreni vulcanici ricchi di mineralità, il clima fresco e la decisa escursione termica pongono le condizioni ideali anche per la coltivazione di altre varietà. Ad esempio, il Pinot Nero, principe assoluto tra i vitigni per l’eleganza che esprime nel bicchiere, ma anche per il particolare impegno che richiede al vignaiolo, o lo Chardonnay, che da questi terreni ricava quelle sostanze minerali che gli consentono un’espressione ricca e particolarmente fine.

Il Soave DOC rappresenta la denominazione più significativa all’interno del panorama vinicolo di origine controllata in Veneto. È prodotto nella parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona: un territorio a cui si associa, sin dall’inizio del XX secolo, una specifica identità legata all’origine del suolo, con particolare riferimento alla vulcanicità che lo differenzia dalle altre aree storiche circostanti. Esiste infatti un legame indissolubile che unisce l’ambiente, caratterizzato da clima mite e temperato, terreno tufaceo di origine vulcanica con importanti affioramenti calcarei, e i due vitigni che convergono nella produzione del Soave DOC: l’autoctona Garganega e il Trebbiano di Soave. Una lunga interazione che trova riscontro nelle testimonianze fossili preistoriche presenti nel territorio.

I Colli Berici sono invece terre di grandi vini rossi, dalle varietà internazionali come Cabernet e Merlot che qui hanno trovato un ambiente particolarmente favorevole, all’autoctono Tai Rosso, vino dal colore rubino vivo, caratterizzato per una beva particolarmente piacevole, freschezza e tannini morbidi. Un territorio che dona ai vini grande personalità, forgiata da aspetti ambientali ben precisi e decisi: roccia calcarea, terreni ricchi di argille rosse e basaltici di origine vulcanica, precipitazioni annue ridotte.

“Il vignaiolo – dice Gianni Tessari – non è un artista che disegna su un foglio bianco usando tempera e pennelli. È piuttosto uno scultore che ha di fronte un blocco di pietra e sa che dentro a quella pietra c’è già un’opera d’arte. Un’opera che deve solo liberare”.

I vini di Giannitessari

La terrazza della cantina, con il panorama circostante che al tramonto regala il meglio di sé, o un rifugio del Parco Naturale della Lessinia offrono la cornice ideale per la degustazione.

Veneto Bianco IGT Rebellis da uve Solaris 2023 e 2017. Un vino prodotto dal 2017 con il vitigno resistente (PIWI) Solaris. L’annata 2017, dopo una fermentazione con macerazione sulle bucce per circa una settimana, è stata vinificata in acciaio con affinamento di una parte della massa in legno. Recentemente è stato introdotto l’uso delle anfore che hanno accolto la maturazione del millesimo 2023. Di colore giallo ambrato, il più giovane si esprime con un bouquet di albicocca e ananas disidratati, tarassaco, mimosa, agrumi. Nel 2017 il legno dà un’impronta diversa aggiungendo spezie dolci e bastoncino di liquirizia. Il nome e l’etichetta, disegnata dalla figlia Valeria, esprimono la volontà di distinguersi di un prodotto unico e versatile, adatto sia da aperitivo che a tutto pasto, e particolarmente predisposto all’invecchiamento.

Due Veneto Bianco IGT 2026 Da un blend di uve Durella e Garganega, con l’aggiunta, da un paio d’anni, di una piccola quantità di Solaris per dare struttura e aromaticità. Vinificato in acciaio è un prodotto identificativo dell’azienda. Il blend tra le varietà viene creato aggiungendo dei vini dell’annata precedente durante la fermentazione del mosto dell’ultima annata; questa tecnica conferisce dei risultati diversi da quelli che si otterrebbero dalla somma dei vitigni in uvaggio. Un prodotto immediato, piacevole, caratterizzato da note floreali di sambuco, di frutta tropicale ed agrumi.

Vino Spumante di qualità Rosé Metodo Classico. Prodotto con Durella e Pinot Nero, affina per almeno tre anni sui lieviti. La brillantezza rosa accentuata dal perlage finissimo si apre in un sorso fresco con note di piccoli frutti rossi, papaia, confettura di clementine e pane tostato. Particolarmente adatto con antipasti e primi piatti può essere anche un piacevolissimo aperitivo.

Scalete Soave Classico DOC 2025. Da uve coltivate sulle rocce bianche ricche di calcare del Cru Tenda, raccolte a piena maturazione e vinificate tradizionalmente solo in acciaio. Il Trebbiano di Soave fa da moltiplicatore sulla Garganega dominante risultando in un profumo affascinante di agrume dolce, pera, fiori gialli, gelatina di frutta con un tocco cipriato e di marshmallow. In bocca è delicato ma pieno, fresco, con chiusura leggermente ammandorlata.

Tai Rosso Colli Berici DOC 2024. Questo vitigno autoctono profondamente radicato nel territorio, dopo la fermentazione in acciaio affina per dodici mesi in botte grande. Il brillante colore rubino intenso, ma di buona trasparenza, fa presagire le croccanti note di ciliegia e piccoli frutti rossi piacevolmente speziate. Strutturato, con tannino garbato ma ben presente, si accompagna alle carni.

Veneto Bianco Passito IGT Duello, Passito di Durella, 2016. Prodotto solo nelle annate migliori da uve vendemmiate ben mature e appassite in fruttaio fino a marzo, quando avviene la pigiatura. Questo vino, che perpetua una ricetta centenaria, una tradizione vinicola si tramanda di padre in figlio, affina in tonneaux fino a quando all’assaggio si dimostra pronto per l’imbottigliamento. Dal vivace colore ambra risulta ben equilibrato grazie alla freschezza che si contrappone alla dolcezza densa di uva sultanina, frutta candita, fico secco e noce. Perfetto con la sbrisolona, si esprime egregiamente anche in abbinamento a formaggi erborinati e foie gras.

Monti Lessini DOC Brut Metodo Classico. 100% Durella, con malolattica svolta per attenuarne l’acidità, è affinato sui lieviti circa 48 mesi. Le iniziali note di lievito e crosta di pane lasciano spazio a quelle varietali del vitigno di fiori bianchi e frutta a polpa bianca, con una tenue sfumatura vegetale. Un metodo classico dalla forte identità territoriale grazie al vitigno ben distinguibile e alla spiccata mineralità rocciosa.

Monti Lessini Riserva DOC Extra Brut 2019. Intenso e avvolgente, grazie ai sei anni di permanenza sui lieviti, esprime energia e maturità con note di acacia, miele, croissant, che si affiancano a quelle di frutta a polpa bianca, fra cui si distingue la pesca.

Monti Lessini DOC Dosaggio Zero 2014. Prodotto in circa 3000 bottiglie, trascorre sui lieviti più di 120 mesi acquisendo complessità olfattiva ed equilibrio gustativo. Frutta secca, miele di acacia, biscotto sono le prime note che si distinguono in un vino che continua ad evolvere nel calice svelando sempre più nuove sfumature.

La capsula del tempo di Giannitessari: custodire il vino di oggi per comprenderlo meglio domani

L’ultimo gesto simbolico del 2025, prima del brindisi di Capodanno, Gianni Tessari lo ha compiuto piantando nel giardino della sua azienda di Roncà (Verona) una targa metallica con incisa la scritta: Capsula del tempo. Non aprire prima del 2050.

“Il 2025 del vino passerà alla storia come particolarmente complesso, per ragioni economiche, politiche e sociali ampie che si sono riflesse sul nostro settore – spiega Gianni Tessari – Uno di quegli anni che, giunti a conclusione, chiedono più di altri al comparto e ai suoi protagonisti di fermarsi e riflettere con calma sul modo migliore di procedere. L’idea è scaturita dopo la nascita ad agosto del mio primo nipote, Lorenzo. Diventare nonno è uno di quegli accadimenti che ti cambia la prospettiva: sulla percezione del tempo che scorre, sulle priorità, su ciò che si è fatto finora e quanto si lascia a chi possiede il futuro. Il contenuto della capsula del tempo vuole essere una fotografia del presente vitivinicolo, in un anno denso di cambiamenti e così importante per me”.

All’interno del contenitore in acciaio inox il produttore e il suo team hanno inserito una collezione di oggetti dal valore simbolico, narrativo, evocativo. Partendo dall’origine di tutto, contiene un campione di terreno per ciascuna delle tre denominazioni in cui l’azienda opera: Monti Lessini, Soave e Colli Berici, illustrate dalle relative mappe. Si passa quindi a oggetti che simboleggiano la raccolta delle uve, fase estremamente delicata e momento di vera condivisione, tra cui le forbici e i guanti usati in vigneto, accompagnati da una nota sulla vendemmia 2025 redatta da Gianni. Il lavoro in cantina è rappresentato dal ladro di botte per i monitoraggi periodici dell’enologo, simbolo di cura, attenzione quotidiana e capacità di dare al vino il giusto tempo per evolvere, e dai tappi, fondamentali per preservarlo. Quindi le bottiglie, frutto del lavoro di tutti: un Dosaggio Zero Monti Lessini Riserva DOC, un Perinato Soave Classico DOC, un Pian Alto Colli Berici DOC e il PIWI Rebellis da uve Solaris e un calice di oggi per assaggiarli tra 25 anni.

“Se ripenso a come è cambiato il mondo nell’ultimo quarto di secolo – continua Tessari – e, in particolare, a come è evoluto l’universo vino, sono estremamente curioso di sapere nel 2050 quali strumenti, che oggi diamo per scontati, saranno ancora in uso e quali no, quali nuove creazioni si inseriranno nella nostra quotidianità e con quali parole e su quali supporti continueremo a parlare di vino e a comunicarlo”. Nella capsula, infatti, trovano spazio anche riviste e quotidiani di settore che hanno trattato l’attualità del vino e approfondito i temi più sentiti del 2025, insieme alla rassegna stampa dell’azienda Giannitessari, a una raccolta di guide vini autorevoli e altre testimonianze.

Author

Sommelier e degustatore ufficiale AIS, nel 2006 ha frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy ed è diventata Ambasciatore dei vini di Langa specializzandosi sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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