San Gregorio:tra vino, Cinta Senese e ospitalità in Val di Chiana
Immersa nella campagna senese, con lo sguardo che spazia sulla Val di Chiana fino a Chiusi, troviamo Tenuta San Gregorio un’azienda che racchiude in sé una storia antica. Il podere appare già nel 1700 in un manoscritto della Curia Vescovile di Montepulciano, come proprietà di un convento di suore di Chiusi. Ma solo nel 1957 la vocazione viticola diventa il fulcro dell’azienda, una produzione dove i vigneti si sviluppano tra boschi e vegetazione rimasta intatta nel tempo.
Tenuta San Gregorio presenta un modello di azienda agricola integrata, dove produzione vitivinicola, allevamento e ospitalità convivono nello stesso disegno.
Degustazione milanese a La Baia dal 1969
A Milano, presso La Baia dal 1969, vini e salumi di Cinta Senese DOP della Tenuta San Gregorio sono stati protagonisti di una degustazione.
«L’azienda è nata agli inizi degli anni ’60, contava due poderi, che erano case delle monache di clausura. – racconta Michele Monica, general manager – Nasce come azienda zootecnica che commercializzava e vendeva maiali bianchi. La parte della zootecnia si è poi dismessa e negli anni ’65-’66 hanno cominciato a piantare le prime vigne, circa due ettari di vigneto. La prima annata è stata nel 1987 con una piccola produzione di circa 6 mila bottiglie. Dagli anni ’90 sono cominciati ad arrivare investimenti importanti sulla parte vitivinicola: oggi l’azienda vanta circa 27 ettari di vigneto: 20 ettari in produzione e 7 ettari che sono stati piantati negli ultimi 2 anni».
I vigneti hanno un’età media di circa trent’anni, i terreni variano tra argillosi, sabbiosi e limosi, i vitigni scelti sono quelli autoctoni toscani, Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino e Malvasia Bianca a cui si affiancano Barbera e Grechetto. «Coltivare significa interpretare la terra, non dominarla. Il nostro compito è custodirne la voce e tradurla in emozione» afferma Michele Monica. Da questa visione prende forma il concetto di “vino pensante”, emblema di un’agricoltura colta e contemporanea. Un vino che sa unire rigore, sensibilità e tecnica, diventa ambasciatore di un nuovo umanesimo del vino, dove l’esperienza agricola, estetica e culturale si fondono in un unico racconto. In questa sintesi tra tradizione e ricerca, San Gregorio costruisce ogni giorno la sua identità: un luogo dove la Toscana rurale incontra la modernità, e dove la bellezza del fare vino diventa un gesto di consapevolezza e appartenenza.
La Degustazione
UMI Toscana Rosato IGT 2024 100% Sangiovese. Colore rosa intenso con riflessi aranciati, tipici del vitigno, e delicati sentori erbacei; al palato si presenta rotondo e persistente.
Ciliegiolo Toscana Rosso IGT 2024 100% Ciliegiolo. Affina 12 mesi in cemento. Rosso rubino con toni di gioventù che si accostano a note floreali di rosa, mora, frutta di bosco, cassis, rabarbaro, media struttura, fresco e tannini gentili. Un vino decisamente gastronomico.
Ciliegiolo Toscana Rosso IGT 2022 naso più cupo rispetto al 2024, leggermente piccantino, accattivante, ciliegia, mirtillo. Il sorso è fresco e diretto con una buona persistenza.
Canaiolo Toscana Rosso IGT 2024 100% Canaiolo, 12 mesi in cemento. Rosso rubino con toni di gioventù che si accostano a note floreali di rosa, mora, frutta scura, prugna, di media struttura, fresco e finale ammandorlato che richiama le radici.
Canaiolo Toscana Rosso IGT 2022 nel calice si mostra con una massa colorante più delicata rispetto al precedente. Al naso note dolci fruttate, floreale e speziate, rosa, iris, fragolina, ciliegia. Struttura più esile rispetto al 2024, ma più elegante, un vino quasi da pesce.
Chianti Colli Senesi DOCG 2024 100% Sangiovese, primo vino dell’azienda nato nel 1987. Fermentazione in cemento e maturazione in acciaio. Rosso rubino con profumi fruttati e di erbe aromatiche: ciliegie, frutti di bosco, timo, rosmarino e mentuccia. Media struttura tannica con finale piacevolmente persistente.
Chianti Colli Senesi Riserva Poggio Pagliaio DOCG 2022 100% Sangiovese. Fermentazione in cemento, riposa 12 tra cemento e legno. Rosso rubino con profumi di frutta rossa e nera, ciliegie, frutti di bosco, erbe mediterranee, ramerino, mentuccia, seguono note terziarie, rabarbaro, china, chiodi di garofano. Il sorso è piacevole, fresco, con buona struttura e persistenza.
La Cinta Senese e ospitalità
San Gregorio alleva capi da cinta senese DOP che vivono allo stato semibrado su un terreno, di circa 40 ettari di bosco, da cui si producono salumi di qualità: lardo, pancetta e capocollo che raccontano, a modo loro, lo stesso territorio espresso dai vini. «L’allevamento di Cinta Senese nasce negli anni 2000-2001. Tutto inizia con un verro e due scrofe di Cinta Senese DOP – racconta Michele – Oggi siamo arrivati a 700 capi e abbiamo uno degli allevamenti più importanti e più virtuosi della provincia di Siena».
La tenuta propone anche un’offerta di ospitalità attraverso un agriturismo immerso tra vigneti e uliveti, 40 posti letto per 11 appartamenti, e ogni appartamento ha il suo angolo cottura, questo va a completare la proposta di Tenuta San Gregorio. «Non abbiamo un ristorante. – spiega Michele – Ogni appartamento ha il suo angolo cottura e consigliamo agli ospiti di acquistare da piccoli produttori. Abbiamo l’orto e ogni mattina portiamo ai nostri clienti frutta e verdura a titolo gratuito. Tutto questo per sopperire alla mancanza di un ristorante e per fargli vivere un’esperienza unica».





Comments are closed.