Dall’11 al 20 settembre torna ad Asti la Douja d’Or, il salone nazionale del vino promosso da Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Banca d’Asti e Fondazione Cassa di risparmio di Asti, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Land, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio Asti Docg e Moscato d’Asti Docg, l’Unione Industriale della provincia di Asti in collaborazione con il Vermouth di Torino e l’Associazione Produttori di Vino Biologico, con il sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Asti e con la regia dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

Douja d’Or, che prende nome dal tradizionale boccale panciuto piemontese, è nata nel 1967, ispirandosi all’Esposizione dei Vini del 1891, con lo scopo di promuovere la conoscenza e l’apprezzamento delle migliori produzioni vitivinicole italiane. Nei decenni è cresciuta ed ha acquisito sempre più notorietà richiamando visitatori da tutta Italia e dall’estero0.

L’edizione 2026 prevede un programma molto ricco: dieci giorni di degustazioni, talk, masterclass, incontri, incentrati sul vino, ma non solo, riproponendo il format diffuso della, che porta il vino e le sue storie fuori dagli spazi tradizionali per animare il cuore di Asti. Piazze, vie e angoli della città saranno coinvolti nella manifestazione, creando un percorso attraverso il centro storico fatto di degustazioni, incontri ed esperienze, valorizzando, insieme con il vino, il patrimonio culturale e turistico di Asti.

Numerose le collaborazioni con altri consorzi. Il Consorzio del Vermouth di Torino IGP parteciperà con un programma di appuntamenti istituzionali, degustazioni dedicate al Vermouth di Torino e incontri rivolti alla stampa per evidenziare l’unicità e promuovere l’eccellenza della importante IGP che il Consorzio è chiamato a tutelare, l’unica IGP a livello mondiale per un vermouth. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, in uno spazio dedicato alla promozione delle denominazioni tutelate offrirà ai visitatori l’opportunità di approfondire la conoscenza dei vini e del patrimonio enologico del Monferrato attraverso esperienze dedicate, tra cui un evento speciale dedicato alla mixology e alle nuove tendenze del consumo del vino. con l’Associazione Produttori del Vino Biologico, coinvolgendo i ristoratori astigiani e i vignaioli in un wine street tasting. Il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo proporrà, in collaborazione con ANAG Piemonte, una serie di appuntamenti per conoscere, approfondire e degustare i prodotti delle 20 distillerie piemontesi che aderiscono al Consorzio. L’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’ente che dal 2014 si occupa della gestione e della valorizzazione del sito UNESCO, nel corso degli anni ha sviluppato relazioni e collaborazioni con altri territori riconosciuti dall’UNESCO per il valore dei loro paesaggi vitivinicoli.  La collaborazione si concretizzerà in quattro masterclass internazionali, pensate come occasioni di incontro e confronto tra territori nei quali la viticoltura rappresenta un elemento fondamentale del paesaggio, della cultura e dell’identità delle comunità.

Torna la collaborazione con la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, con la gestione del Ristorantino della Douja a Palazzo Alfieri: un viaggio enogastronomico di valorizzazione delle specialità del territorio. Si potrà scegliere tra un ristorante alla carta, per chi desidera degustare vino e cucina seduto comodamente in una sala allestita per l’occasione, o un panino gourmet all’esterno nel cortile di Palazzo Alfieri, per chi preferisce una soluzione da gustare camminando per la città. Sarà inoltre possibile degustare due drink inediti creati dai ragazzi e dai barman della scuola creati per esaltare i vini del Consorzio.

Altre iniziative sono proposte da Confagricoltura di Asti, che proporrà visite alle aziende vitivinicole con accompagnamento in bus per una serie di degustazioni a tema, CIA Confederazione Italiana Agricoltori, che porterà ad Asti un Agrivan per una serie di degustazioni con i produttori locali, Coldiretti e Campagna Amica, con tre nuovi appuntamenti, tra masterclass, vino e sapori astigiani.

Il programma completo è consultabile sul sito: Douja d’Or 2026 – IL PROGRAMMA 2026

La Douja d’Or 2026 è anche l’occasione per proporre l’ultimo nato: l’Asti Rosè DOCG, ufficializzato a marzo 2026, presentato per la prima volta a Vinitaly: un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%). Potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut, offrendo così alle aziende la possibilità di modulare il residuo zuccherino in base alle proprie scelte stilistiche.

Di seguito alcune dichiarazioni dei protagonisti, che esprimono in modo significativo lo spirito dell’evento e la volontà che sia un volano per il rilancio dei vini e del turismo del territorio.

«Il vino è la nostra identità, ma oggi la passione da sola non basta più – dichiara Gian Paolo Coscia, Presidente della Camera di commercio di Alessandria-Asti –. Stiamo attraversando un momento difficile per il settore: da un lato cambiano i gusti dei consumatori, dall’altro le guerre e i protezionismi internazionali mettono a dura prova l’export dei nostri vignaioli. In un contesto simile, l’attendismo sarebbe fatale. Per questo la Camera di commercio ha deciso di mettere sul piatto un contributo economico importante per questa edizione della Douja d’Or. Non stiamo semplicemente finanziando una festa, stiamo investendo in una fucina di innovazione, in un hub capace di riscrivere le regole della promozione e di dare alle nostre cantine e alle nostre imprese la forza e la visibilità che meritano. È il momento di cogliere questa fase come una opportunità e di trasformare la Douja in un acceleratore per la crescita del nostro territorio».

«La Douja d’Or – dice il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Livio Negro – rappresenta da sempre uno dei momenti più alti per la valorizzazione dell’identità, della cultura e delle eccellenze enogastronomiche del territorio astigiano. L’edizione 2026, con il suggestivo tema “Riscoprire Asti, Celebrare il Vino”, invita cittadini e visitatori a vivere il centro storico attraverso la lente del nostro patrimonio più prezioso: il vino e le persone che lo producono. Nel sostenere concretamente questa visione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti intende rafforzare il legame con la comunità, ritenendo fondamentale investire in iniziative capaci di coniugare la promozione turistica alla crescita culturale ed economica della città, confermando il nostro costante impegno al fianco delle istituzioni e delle realtà locali per far brillare Asti su scala nazionale e internazionale».

Dichiara Riccardo Origlia, assessore al Turismo e manifestazioni, Agricoltura, Cibo e Vino, Palio, Gemellaggi e Unesco, Promozione del Territorio: “Per Asti il vino non è soltanto una grande eccellenza produttiva: è parte della nostra identità, della nostra storia, del paesaggio e della cultura della città e del territorio. È un patrimonio che coinvolge generazioni di produttori, imprese, ristoratori e operatori e che rappresenta una componente importante anche della nostra economia e della capacità di farci conoscere nel mondo e attrarre visitatori. La Douja d’Or nasce e cresce proprio da questo legame. È la manifestazione con cui Asti celebra il suo rapporto con il vino e lo porta nei luoghi più iconici della città, trasformandolo in un’occasione di incontro, conoscenza e promozione. Questa edizione rafforza ulteriormente questa vocazione, coinvolgendo il territorio e proponendo, accanto alle degustazioni, cultura, gastronomia, musica e nuove esperienze. È un modo per raccontare un patrimonio che appartiene profondamente ad Asti e che vogliamo continuare a valorizzare, con uno sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni”.

«La Douja d’Or è un appuntamento che racconta molto bene la capacità del nostro territorio di trasformare il vino in un’esperienza – dichiara Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero –. Il vino è certamente una grande eccellenza produttiva, ma per chi arriva da fuori è anche una porta d’ingresso per conoscere paesaggi, borghi, cultura, gastronomia e persone. In un momento in cui il settore è chiamato a confrontarsi con nuovi consumatori, nuovi linguaggi e mercati in continua evoluzione, occasioni come la Douja diventano ancora più importanti: sono spazi in cui raccontare la qualità del nostro vino, creare una relazione con i visitatori e avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla cultura del bere consapevole e alla conoscenza dei nostri territori».

«Il ritorno di Piemonte Land of Wine alla Douja d’Or, grazie all’invito dei Consorzi astigiani, ci permette di dare alla manifestazione un respiro ancora più ampio, portando ad Asti una rappresentanza del vino piemontese e delle sue 60 denominazioni – dichiara Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land of Wine –. La nostra presenza vuole essere innanzitutto un’occasione per approfondire la conoscenza dei vini astigiani, che restano protagonisti della manifestazione, ma anche per offrire al pubblico la possibilità di scoprire, all’interno dello stand di piazza San Secondo, denominazioni piemontesi che magari ancora non conosce. La Douja d’Or è infatti un appuntamento rivolto soprattutto al consumatore finale, a un pubblico curioso, che vuole assaggiare, conoscere e confrontarsi con mondi del vino diversi. Dare ai suoi visitatori la possibilità di scoprire nuove denominazioni è un modo semplice e concreto per promuovere il nostro patrimonio vitivinicolo e creare nuove occasioni di incontro tra produttori e pubblico».

Per il presidente del Consorzio Asti Docg, Stefano Ricagno “la Douja d’Or dimostra quanto fare rete tra istituzioni, consorzi e imprese sia la chiave per costruire eventi capaci di crescere e attrarre pubblico ben oltre i confini del territorio. Per il Consorzio Asti Docg l’evento rappresenta inoltre una vetrina strategica per raccontare la versatilità della denominazione, con Asti Spumante e Moscato d’Asti protagonisti di un calendario di appuntamenti che spazia dagli abbinamenti gastronomici alle più moderne interpretazioni della mixology, intercettando nuovi pubblici e nuove occasioni di consumo”.

«La Douja d’Or rappresenta per noi un’occasione importante per incontrare il pubblico e raccontare il Brachetto d’Acqui e l’Acqui Rosé in una veste contemporanea, coinvolgente e capace di parlare anche alle nuove generazioni – commenta Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui –. Abbiamo scelto di esserci con una proposta che unisce degustazione, convivialità e gioco, perché crediamo che il vino possa essere scoperto anche attraverso esperienze nuove e divertenti, senza perdere il legame con il territorio e con la nostra identità».

 

«La Douja d’Or rappresenta da sempre una vetrina fondamentale per raccontare il patrimonio vitivinicolo del nostro territorio e il lavoro delle aziende che ne custodiscono qualità e identità –. dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato –. L’edizione di quest’anno della Douja assume un significato particolarmente importante perché coincide con gli ottant’anni della fondazione del Consorzio. È un anniversario che vogliamo celebrare guardando al futuro, continuando a promuovere le nostre denominazioni attraverso iniziative capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, dalla degustazione tradizionale alle nuove forme di consumo e comunicazione del vino. Palazzo Alfieri sarà, nelle giornate della Douja, il luogo ideale per vivere un’esperienza completa che unisce cultura, enogastronomia e territorio. Qui il pubblico potrà partecipare ai banchi d’assaggio con le etichette delle aziende associate, vivere esperienze di degustazione e approfondire la conoscenza delle denominazioni tutelate».

 

«La partecipazione alla Douja d’Or è una di quelle occasioni alle quali il Consorzio non può mancare – dichiara ilpresidente del Consorzio del Vermouth di Torino IGP, Bruno Malavasi –. La storia del Vermouth di Torino ha un legame storico profondo con Asti, ulteriormente rafforzato dalla partecipazione e collaborazione che il Consorzio, sin dalla sua nascita, e l’Unione Industriale della provincia di Asti hanno stretto. I diversi appuntamenti proposti nella programmazione delle giornate della Douja d’Or, saranno occasioni per raccontare cos’è il Vermouth di Torino e cosa ne fa una eccellenza Piemontese, celebrarne la storia ma anche la contemporaneità e versatilità».

«L’Unione Industriali della provincia di Asti, nell’ambito del proprio ruolo, ha sempre collaborato con le istituzioni locali agli eventi più importanti del territorio – afferma il presidente, Luigi Costa -. L’organizzazione della Douja del Vermouth da parte della nostra associazione, in collaborazione con il Consorzio del Vermouth di Torino, vuole sottolineare l’importanza che riveste sulla nostra provincia la filiera del vino. Questa rassegna è un omaggio al vermouth, un prodotto nato a Torino e che ha conosciuto una rilevanza internazionale tra fine ‘800 e i primi anni 30 del ‘900 grazie alle imprese storiche della nostra provincia. Quest’anno la rassegna compie dodici anni, un traguardo importante che testimonia il successo di questa iniziativa tra il pubblico. La presentazione al pubblico, in condivisione con il Consorzio di Tutela dell’Asti docg di Asti Vibes, un cocktail a base Vermouth di Torino e ASTI DOCG, è un nuovo tassello di una strategia promozionale che coinvolge due importanti consorzi di tutela piemontesi ed auspichiamo che esso possa stimolare collaborazioni similari tra i diversi consorzi di tutela piemontesi».

«L’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte ha il piacere di partecipare alla “Douja” con un programma di iniziative che hanno l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura del vino biologico – dice il presidente Enrico Rovero –. La sostenibilità ambientale è al primo posto delle aspirazioni dei vignaioli biologici che con dedizione ed esperienza portano in alto il valore della produzione vinicola biologica certificata».

Author

Sommelier e degustatore ufficiale AIS, nel 2006 ha frequentando numerosi master fra cui la Barolo & Barbaresco Academy ed è diventata Ambasciatore dei vini di Langa specializzandosi sui vini del Piemonte, L’ecole des Vins de Bourgogne a Beaune dove ha conseguito il titolo di Ambassadeur del Climats de Bourgogne, l’École de Champagne e numerosi altri. È giudice internazionale a concorsi vinicoli tra cui Tastevinage a Clos di Vougeot, Concours International de Lyon, Frankfurt International Trophy, Burgondia a Beaune. Collabora con esportatori nella selezione delle aziende più adatte ai diversi mercati internazionali ed organizza eventi enogastronomici in Italia e in Borgogna. Il suo intento nel narrare il vino è quello di trasmettere ai lettori la sua passione, dando particolare risalto a un territorio, una storia, uno stile, una filosofia, un progetto, una famiglia, che lo rendono unico e invogliarli a conoscere lo sfaccettato mondo del vino e dell’enoturismo in Italia e nel mondo.

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