Nel cuore della Sicilia, dove il sole batte cocente su terreni argillosi e calcarei, Feudo Disisa custodisce una storia agricola profondamente legata alla vite e all’ulivo. La tenuta si estende su 400 ettari nel territorio della DOC Monreale ed è da oltre un secolo patrimonio della famiglia Di Lorenzo, che ne guida con continuità lo sviluppo, generazione dopo generazione.

Un legame antico tra la terra e chi la lavora. Qui, vino e olio non sono semplici prodotti, ma il risultato di una tradizione agricola legata al territorio. Nei vigneti convivono varietà autoctone e internazionali: Grillo, Insolia, Catarratto, Nero d’Avola e Perricone, accanto a Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay. Una scelta che l’azienda considera strategica, perché consente di valorizzare sia il patrimonio ampelografico siciliano, sia la capacità del terroir di modellare l’espressione varietale delle uve.

Una storia millenaria, le origini di Feudo Disisa affondano le loro radici nel XII secolo durante l’ultima leggendaria dominazione: quella normanna con il Re di Sicilia Guglielmo II detto il buono. La svolta moderna arriva nel 1867, quando, con l’abolizione dei privilegi feudali che pose fine al potere temporale dell’autorità ecclesiastica, il Feudo Disisa fu acquistato dall’Arciprete Santi Di Lorenzo, grande appassionato di agricoltura, che poi lo lasciò in eredità al nipote Nicolò Di Lorenzo, già sindaco di Gibellina e parlamentare del Regno d’Italia per due legislature dal 1904 al 1909. Oggi la famiglia Di Lorenzo è arrivata alla quinta generazione alla guida dell’azienda, portando avanti con passione la tradizione del territorio, in un equilibrio costante tra rispetto delle radici e visione verso il futuro.

Vitigni autoctoni e internazionali che scrivono la storia dell’azienda

Un capitolo fondamentale si scrive negli anni Trenta, quando Mario Di Lorenzo iniziò a produrre vini da taglio da uve Catarratto e Insolia, molto ricercati nei mercati nazionali e internazionali, gettando le basi della tradizione vitivinicola autoctona che ancora oggi caratterizza l’azienda. La svolta verso una visione più moderna arriva negli anni Ottanta: nel 1982, fu impiantato il primo vigneto sperimentale in collaborazione con l’Istituto Regionale della Vite e del Vino: furono impiantati i vigneti di Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Il 1987 rappresenta una pietra miliare per la famiglia Di Lorenzo, che diventa la prima azienda registrata a piantare una vigna di Chardonnay in Sicilia. Il marchio Feudo Disisa nasce poi nel 1998, mentre il 2004 segna l’inaugurazione della nuova cantina.

Oggi l’azienda è guidata da Renato Di Lorenzo con il supporto della moglie Maria Paola e dei due figli Laura e Mario, coinvolti in prima persona nelle attività aziendali e commerciali. Giunta alla quinta generazione, la famiglia Di Lorenzo ha sempre gestito direttamente ogni attività con scelte innovative e all’avanguardia, mantenendo il rispetto per le tradizioni e per il territorio.

A Feudo Disisa la viticoltura si racconta soprattutto attraverso i vitigni autoctoni della tradizione siciliana. Il Grillo regala vini freschi e agrumati, capaci di esprimere mineralità e versatilità, perfetti anche per vendemmie tardive che ne accentuano la dolcezza e gli aromi mediterranei. Il Catarratto, vitigno storico legato fin dagli anni Trenta alla produzione aziendale, dona vini di struttura e carattere, espressione autentica del territorio palermitano. Il Perricone, vitigno tardivo, un tempo era quasi scomparso, oggi torna protagonista con vini robusti, segnati da tannini decisi e da note speziate, capaci di raccontare la forza di questa terra.

Accanto a queste varietà, l’azienda coltiva anche Insolia e Nero d’Avola, completando un mosaico ampelografico che testimonia la ricchezza del patrimonio viticolo siciliano.

Dal 2025 è in corso la conversione integrale verso l’agricoltura biologica certificata, segno di un’attenzione crescente alla sostenibilità e alla biodiversità.

Feudo Disisa nel calice

René Pas Dosé 2016 dedicato a Renato, il papà di Mario, chiamato dagli amici René. 100% Chardonnay, 48 mesi sui lieviti, nel calice sprigiona note agrumate, cedro, minerali e poi ancora fiori bianchi, pesca e sentori di crosta di pane. In bocca torna l’agrume con una bella persistenza. L’assenza degli zuccheri aggiunti permette di esprimere al massimo la purezza del vitigno e del terroir.

Brut Rosè Metodo Classico 100% Nero d’Avola 24 mesi sui lieviti, ultimo nato in casa Disisa. Un bellissimo rosa pesca nel calice con bollicine fini e vivaci. Al naso regala note agrumate, arancia sanguinella, piccoli frutti rossi, leggeri sentori vegetali. Sorso deciso estremamente piacevole e versatile con finale leggermente ammandorlato.

Grillo DOC Sicilia 2025 solo acciaio per esaltare il varietale del vitigno. Giallo paglierino con eleganti riflessi verdi, al naso note fruttate con agrumi, pompelmo, lime, zagara ed erba sfalciata. Intenso, avvolgente, bella persistenza e tornano le note agrumate che si fondono a quelle minerali.

Chara DOC Sicilia 2025 Catarratto e Insolia. Solo acciaio. Giallo paglierino con eleganti riflessi verdolini. Il bouquet si esprime con un bel fruttato maturo, con note di pesca bianca, agrume, lime, salvia e ginestra. Qui il vitigno dominante è il Cataratto. Il sorso è fresco, vibrante e piacevole.

Lu Bancu DOC Monreale 2024 un nome legato ad un’antica leggenda popolare, che narra di un “tesoro” nascosto nel Feudo Disisa e mai ritrovato. Solo acciaio per questa selezione di uve Catarratto.  Giallo paglierino con riflessi dorati, il bouquet fruttato e agrumato, pompelmo, scorza di arancia, pesca bianca, zagara, ginestra e sambuco.  Un calice molto interessante, fresco, fruttato, avvolgente, ritorna la parte l’agrumata e chiude con una caratteristica nota ammandorlata.

Gran Massenti Perricone DOC Monreale 2022 Affina in barrique per 12 mesi. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Variegato e intenso il bouquet, si parte dal fruttato scuro con note di liquirizia, rabarbaro, genziana, caffè, cacao e poi acai, prugnolo, sottobosco e rosa canina. Il sorso è pieno, appagante, fresco e persistente.

Krysos DOC Sicilia Krysos era il nome dell’antico villaggio vicino a Feudo Disisa. Vendemmia tardiva di Grillo attraverso una surmaturazione delle uve sulla pianta. Raccolta selezionata delle uve. Il calice mostra un color ambra dai lucenti riflessi. Il bouquet è dolcemente complesso, frutta matura, miele di castagno, albicocche disidratate, arancia candita, papaya e fichi secchi. Il sorso mantiene una bella freschezza che compensa la componente dolce, torna la frutta disidratata e fichi secchi. Intenso, avvolgente con una bella armonia complessiva.

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L’oro verde: la tradizione dell’olio

Accanto al vino, l’olio rappresenta l’altra grande anima di Feudo Disisa. Le olive, raccolte a mano tra ottobre e novembre, vengono selezionate con cura e molite nel frantoio aziendale a temperatura controllata, per preservare intatti aromi e proprietà organolettiche. Le varietà coltivate, tra cui la Cerasuola, la Biancolilla e la Nocellara del Belice, restituiscono oli extravergine dal carattere deciso, con profumi verdi e vivaci e un gusto armonico che racconta l’autenticità del territorio.

La stessa filosofia produttiva che guida la viticoltura, attenta alla valorizzazione delle varietà autoctone e alla sostenibilità, anima anche l’olivicoltura: la recente conversione al biologico certificato conferma una visione che intreccia rispetto della tradizione e responsabilità verso il futuro del territorio.

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